Snakes and Shapes: le creature di Solomostry incontrano l’arte di Foss
La galleria trentina Cellar Contemporary apre la stagione espositiva autunnale con la doppia personale che sancisce l’incontro tra l’artista milanese Solomostry e lo statunitense Erik Foss. Entrambi gli artisti giocano con la cultura pop e urban esplorando immaginari a cavallo tra Street Art e creature fantastiche. All’inaugurazione, prevista per la sera del 5 ottobre, saranno presenti gli artisti

TRENTO. A partire dalle 18:00 di giovedì 5 ottobre, dal quartiere di San Martino partirà un ponte artistico per collegare l’Italia con gli Stati Uniti. Si tratta dell’apertura della stagione espositiva di Cellar Contemporary, galleria trentina che da alcuni anni punta su artisti emergenti e mercato nord-americano. La mostra, oltre a portare nel capoluogo artisti di calibro internazionale come Erik Foss, conferma le scelte programmatiche della galleria.
Snakes and Shapes, questo il titolo della mostra che cita i soggetti ricorrenti nelle opere esposte, è un approfondimento sui lavori di due artisti apparentemente diversi tra loro, sia per provenienza geografica che per stile, ma che in realtà hanno molti tratti in comune. Si tratta dell'americano Erik Foss, classe 1973, originario dell’Illinois, e dell'artista milanese Edoardo Maestrelli, in arte Solomostry.
Sebbene provengano da retroterra molto distanti tra loro, entrambi gli artisti pescano a piene mani dal mondo dell'arte urbana. Più che una pratica personale o un mero stile espressivo, quelli proposti dagli artisti sono dei veri e propri linguaggi che rimandano alla Street Art e al graffitismo.
Se da un lato Foss rielabora, attraverso i suoi cobra riprodotti in aeropittura, esperienze di una vita passata a diretto contatto con la subcultura urbana newyorkese, dall’altro Solomostry gioca con forme geometriche e sequenze spigolose richiamandosi all’astrazione e al graphic design. In entrambi i casi, l’elemento ricorrente è quello tribale della creatura fantastica che si confonde tra le forme.
Ulteriore caratteristica che accomuna i lavori di Foss e Solomostry è la realizzazione di opere shaped, e cioè sagomate. Nel caso di Foss, i soggetti principali e più riconoscibili del suo lavoro sono gli Snakes, serpenti realizzati su tele pre-sagomate a forma di serpente e che, quindi, escono dalla dimensione classica e regolare del quadrilatero per prendere una forma che ricorda quasi quella di un personaggio dei fumetti. Forse proprio per questa ragione, il suo lavoro è stato scelto dall'importante artista giapponese Takashi Murakami per una collaborazione nella sua galleria di Tokyo. Collaborazione che ha reso Erik Foss famoso non solo a New York, ma in tutto il mondo.
Anche Solomostry, senza rifarsi in modo diretto all’arte di Foss, realizza opere che fuoriescono dal piano tradizionale della tela d’artista, applicando le forme geometriche che contraddistinguono la sua cifra su manufatti in ceramica come vasellame, tappezzeria o capi d’abbigliamento urban.
Cellar Contemporary, che da anni collabora con l’americano ed è stata pioniera in Italia nel selezionare il suo lavoro, si rende tramite dell’incontro artistico con Maestrelli.
Attraverso lo schema della doppia mostra personale, la galleria vuole sperimentare una nuova modalità espositiva, accostando coppie di artisti apparentemente diverse tra loro, che hanno però più punti di contatto di quanto si pensi. Grazie a questi dialoghi, Cellar Contemporary punta a una situazione win-win, dove a vincere sono sia gli artisti, sia i visitatori. La collaborazione tra creativi italiani emergenti e artisti di rilievo internazionale come Foss porta vantaggi sia per gli uni che per gli altri, mentre il pubblico può godere di un’offerta culturale più ricca. La mostra è infine impreziosita dal testo del filosofo americano di origine turca Ekin Erkan, che vede nelle modalità di creare arte dal basso un ulteriore punto di contatto tra i due artisti.
Come spesso accade, a rimarcare la ben riuscita collaborazione tra le due gallerie, contemporaneamente alla bipersonale inaugura presso lo Studio d’Arte Raffaelli l’esposizione delle opere dell’artista newyorkese Izzy Barber. L’affiancamento dei due eventi risulta virtuoso e rafforza l’idea di circuito culturale capace di attirare diverse persone da fuori regione, che avranno la possibilità di fruire più eventi in un'unica soluzione.












