Spaesamento e insicurezza, ecco la mostra "Vertigine" che esce dal museo e si espande alla città
Il museo di arte contemporanea di Belluno ha inaugurato pochi giorni fa una nuova tappa di un progetto espositivo che si articola tra il museo Burel e le vie della città, tra immagini e pensieri

BELLUNO. Nuovi stimoli di riflessione sul complesso tema della vertigine. A condividerli è il Museo Burel, con l’esposizione temporanea che chiude l’anno aprendosi nuovamente alla città, uscendo dalla sede di via Mezzaterra - cornice di una mostra - per diffondersi parallelamente in alcuni spazi urbani.
Il museo di arte contemporanea di Belluno ha, infatti, inaugurato pochi giorni fa una nuova tappa di “Vertigine”, un progetto espositivo articolato che indaga il senso di smarrimento e incertezza del nostro tempo.
La mostra, a cura di Daniela Zangrando, animerà la città fino al 3 dicembre e si articola in due parti. La prima, ospitata all’interno del museo Burel, presenta una selezione di immagini fotografiche provenienti dall'Archivio Famiglia Cozzolino.
La seconda, diffusa in alcune vie di Belluno e in diversi momenti, accoglie i pensieri di Alessandro Giammei (dal 18 ottobre), Zeyn Joukhadar (dal 2 novembre) e Chiara Portesine (dal 17 novembre) su manifesti di grande formato affissi sui muri della città.
Le foto di Enzo Cozzolino, alpinista innovatore scomparso nel 1972, ritraggono la montagna come un luogo di sfida e di pericolo, ma anche di bellezza e di ispirazione. Gli scatti, spesso realizzati in condizioni estreme, restituiscono la sensazione di vertigine e di esitazione che può cogliere chi si trova in un luogo impervio e sconosciuto.
I pensieri di Alessandro Giammei, Zeyn Joukhadar e Chiara Portesine, invece, esplorano il tema della vertigine in un'ottica più ampia, che va oltre la dimensione fisica. I tre giovani autori contemporanei, che si occupano a vario titolo di scrittura, di lingua e di linguistica, hanno ragionato sul senso di straniamento che può coglierci di fronte a un mondo sempre più complesso e in continuo cambiamento.
“In questo anno dedicato al filo conduttore della vertigine, Dino Buzzati, André Romão, Giovanni Giaretta, Matteo Rubbi, Roman Signer e Jan Tononi ci hanno mostrato come non si riduca il rischio del capogiro evitando salite e dirupi, o rimanendo a terra, prediligendo l’orizzontalità al verticale. Ci hanno fatto perdere l’orientamento e l’equilibrio. Hanno spostato i nostri ancoraggi - spiega Daniela Zangrando, curatrice del progetto e del museo Burèl. - Al museo abbiamo fatto esperienza della montagna, quella letteraria e disegnata di Buzzati e quella magica e fantastica di Giaretta e Rubbi. Siamo rimasti rapiti dal profumo dei fiori di Romão, patendo la paura per la fine di una natura che crediamo di conoscere. Ci siamo ritrovati liberi e fragili nei momenti di rottura che ci ha consegnato Signer e ancora attraversati dallo sguardo insistente e silenzioso di Tononi” prosegue la curatrice.
Per quest’ultima tappa, l’esplorazione della vertigine è affidata a Enzo Cozzolino, Alessandro Giammei, Zeyn Joukhadar e Chiara Portesine. “Alla base di questo nuovo progetto c’è un’idea di responsabilità - spiega a Il Dolomiti Daniela Zangrando. - L’alpinismo di Cozzolino e l’alpinismo in generale rappresentano un gesto di profonda responsabilità nei confronti di se stessi, della natura, spesso di un compagno di cordata. Questa presa di responsabilità prende quota all’interno della mostra con queste immagini ripetute in cui diventa tangibile la presenza fisica di Cozzolino, degli abissi di roccia e del senso di vertigine che portano con sé”, prosegue Zangrando.
Ma la presa di responsabilità diventa evidente anche all’esterno, attraverso gli interventi affidati agli autori dei pensieri che si possono leggere in giro per Belluno. “Penso che il mondo che stiamo vedendo oggi sia pieno di vertigini, da tanti punti di vista (vertigine ecologica, ambientale, bellica… solo per fare degli esempi) - commenta la curatrice. - Viviamo in un mondo di vertigine, per cui non potevo esimermi dal chiedere ad alcune persone che di questa vertigine si occupano tutti i giorni che cosa rappresentasse per loro. Credo che l’arte e la cultura possano essere anche un antidoto a queste vertigini contemporanee” afferma Daniela Zangrando.
Oltre ai contenuti, che apportano nuove considerazioni sul tema filo conduttore di tutte le esposizioni che hanno scandito dell’ultimo anno del museo Burèl, è significativa anche la forma.
“Per me è importante questo passaggio dal museo alla città. Avevo già utilizzato le affissioni come modo per comunicare le mostre e all’inizio del progetto, per il lancio del museo stesso - ricorda Zangrando. - Come sostiene Hans Ulrich Obrist (curatore svizzero delle Serpentine Galleries di Londra, ndr), ‘i musei devono avere dei muri porosi’. Detto in altre parole: tutto ciò che è esterno può entrare nel museo e viceversa, dal museo si può uscire. Questo è un primo modo in cui il Burèl torna all’aperto, si riscopre, entra negli spazi in cui le persone vivono, si muovono.”
Per la prima volta, il progetto espositivo esce, infatti, dal perimetro del museo per coinvolgere la città e espandersi su alcune pareti a cielo aperto. Così, l’arte contemporanea intercetta la quotidianità, si espone alla vita reale, all’imprevisto, alla pioggia che cancella le parole, alla fretta che le nasconde agli occhi di passa veloce.
Ma anche alla curiosità di chi si accorge di questi spunti intravisti di sfuggita e alla sensibilità di chi decide di soffermarsi nella lettura concedendo un po’ di tempo, e di spazio, alla riflessione.
La mostra “Vertigine” offre un invito a pensare al senso di spaesamento e di insicurezza che caratterizza il nostro tempo. Un tempo in cui i valori e le certezze a cui eravamo abituati sembrano vacillare vistosamente, e in cui ci troviamo spesso a dover affrontare situazioni scomode e oscure.
La mostra è visitabile fino al 3 dicembre 2023, con ingresso gratuito, presso il Museo Burèl di Belluno (via Mezzaterra, 35), negli orari di apertura: sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30, domenica dalle 14.30 alle 18.30. Le affissioni saranno visibili in via Simon da Cusighe, via Vittorio Veneto e lungo la Panoramica (via Buzzati).














