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Bolzano
24 gennaio | 13:15

Quo Vadis? - al festival di Bolzano una mostra per scoprire il Messico attraverso lo sguardo di Tina Modotti

L'edizione 2024 di Quo Vadis?, il festival delle culture e delle lingue, è dedicata al Messico. Organizzato dall’associazione culturale Lasecondaluna e dalla cooperativa Cedocs Onlus, il festival ospiterà svariati eventi per conoscere più da vicino i molti aspetti che caratterizzano la cultura messicana. Tra questi, anche la mostra dedicata a una delle più importanti fotografe del XX secolo: l’udinese Tina Modotti

di Francesco Cestari

BOLZANO. Se nel capoluogo trentino la locuzione latina Quo Vadis? evoca il titolo del prossimo Festival dell'Economia di Trento, che quest’anno intende studiare ‘i dilemmi del nostro tempo’, a Bolzano trova un’accezione più positiva e di apertura verso il mondo esterno nel festival dedicato alle culture e alle lingue.

 

Presente con una fitta rete di eventi distribuiti tra le città di Bolzano, Laives, Merano e Bressanone, la kermesse culturale animerà il territorio altoatesino dal 19 gennaio al 17 febbraio. Dopo le edizioni 2022 e 2023, dedicate rispettivamente al Giappone e alla Corea del Sud, il festival, organizzato dall’associazione culturale lasecondaluna e dalla cooperativa Cedocs Onlus e in collaborazione con il Consolato del Messico a Milano, propone al pubblico una serie di approfondimenti verticali sul Messico e le sue infinite sfaccettature.

 

Il primo evento che segna l’inizio della manifestazione è l’inaugurazione della mostra Lo sguardo di Tina. Il Messico degli anni Venti nella fotografia di Tina Modotti, che avrà luogo alle 18:30 di venerdì 19 gennaio negli spazi del Centro Trevi al civico 28/B di via Cappuccini.

 

La mostra, realizzata in collaborazione con il Circolo fotografico Tina Modotti di Bolzano e il Comitato Tina Modotti di Tolmezzo, da cui proviene gran parte del materiale esposto, celebra il periodo messicano di quella che è considerata una delle più grandi fotografe del secolo scorso. Originaria di Udine, Tina Modotti, oltre ad aver condotto una vita tra le più concitate e stravaganti, è stata un testimone d’eccezione non solo dei primi anni del neocostituito stato messicano, ma anche di quel fermento culturale, politico e artistico passato alla storia come Rinascimento Messicano.

 

Artista e attivista, Modotti nei suoi anni trascorsi in centroamerica si occupò di fotografare non solo i cambiamenti politici in atto, ma anche le nascenti opere dei cosiddetti muralisti, ai quali, proprio grazie ai suoi scatti, donò visibilità anche all’estero. Allieva e compagna del fotografo statunitense Edward Weston, Tina Modotti conobbe direttamente alcuni dei grandi nomi del Messico di quel periodo. Amica di Frida Kahlo, dal suo carteggio personale con Weston - presente tra l’altro in mostra - si evince come probabilmente sia stata la stessa fotografa udinese a presentarle il futuro marito Diego Rivera.

 

Lo sguardo di Tina Modotti, messo in mostra dai curatori, offre una chiave di lettura degli anni Venti del secolo scorso fondamentale per capire il Messico moderno. Organizzata secondo un percorso che conduce attraverso l’enucleazione dei diversi stili fotografici della Modotti - inizialmente formalista per volgere via via verso un approccio sempre più impegnato ed emancipato - l’esposizione punta al dialogo tra la rappresentazione fotografica e il contesto storico del tempo.

Tra gli allestimenti, anche la ricostruzione fedele di una parte di mostra organizzata dalla stessa fotografa nel 1929 con la selezione personale delle proprie fotografie. La partecipazione all’inaugurazione è aperta al pubblico e gratuita previa prenotazione attraverso la piattaforma Eventbrite.

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