Sopravvivere per 4 giorni in cima a una torre e ritrovare il legame perduto con la natura, Boccardi-Panizza main project del BOOMing di Bologna
In nome del cielo, la nuova performance ideata dal duo trentino Boccardi-Panizza, è il main project della fiera di Bologna dedicata all’arte emergente: il BOOMing Contemporary Art Show. Come un moderno monaco stilita, l’artista trentino sarà esposto alle intemperie, rinunciando ai principali mezzi di sussistenza. Il pubblico, al quale è affidata la sopravvivenza dell’artista, sosterrà Boccardi nella ricerca di un legame diretto con la natura

BOLOGNA. Dall’1 al 4 febbraio, nello spazio DumBO della fiera di Bologna dedicata agli artisti emergenti - il BOOMing Contemporary Art Show - sarà possibile assistere alla nuova performance artistica targata Boccardi-Panizza. Il duo, già noto per i progetti Eden e Ti chiedo scusa, continua a richiamare l’attenzione del pubblico sugli effetti dell’antropocene. Per farlo, questa volta, i due artisti trentini si ispirano all’antica tradizione dei monaci stiliti del V secolo, i quali, per esercizio ascetico e di espiazione, vivevano isolati in cima a dei pilastri. Come uno stilita moderno, sospeso tra terra e cielo, Boccardi trascorrerà 72 ore da solo in cima a una torre artificiale alta sei metri installata nel piazzale antistante la fiera.
Proprio come i suoi predecessori, l’unico contatto con il suolo, e di conseguenza con il pubblico, avverrà attraverso una semplice carrucola manuale, usata dal performer per issare in cima alla torre il cibo donatogli dai visitatori. L’esibizione di Boccardi si pone in stretto dialogo con la videoarte del regista Leonardo Panizza, che verrà proiettata a ciclo continuo su molteplici schermi, presenti sia sul corpo della torre che all’interno degli spazi espositivi della fiera. I visual, realizzati dal regista appositamente per l’occasione, raccolgono molteplici testimonianze degli impatti dell’antropocene e del cambiamento climatico sulla natura e sulla società. All’interno dell’opera video di Panizza saranno presenti anche alcune immagini inedite provenienti da Fango, il nuovo documentario dei registi Marco Cortesi e Mara Moschini sulle esondazioni avvenute in Emilia-Romagna nella primavera del 2023. Contestualmente ai video del regista di PrimAscesa, sarà proiettata anche la diretta streaming della performance, così da permettere al pubblico, sia in presenza che a distanza, di apprezzarne lo svolgimento con maggior dettaglio e nella sua totalità.
L’intero progetto invita il pubblico a riflettere sulla relazione tra uomo e natura nell’era dell’antropocene. Al tempo stesso, il coinvolgimento diretto dell’osservatore è funzionale a creare un legame spontaneo ed empatico in grado di muovere i visitatori verso un’azione collettiva, ancorché simbolica. Offrendo cibo e acqua, i fruitori dell’opera permetteranno non solo la sopravvivenza del performer, ma manterranno in vita anche il messaggio degli artisti.
“Con In nome del cielo - commenta Boccardi - ricerchiamo quell’elemento di congiunzione, ormai andato perduto, tra uomo e natura. Così come gli stiliti si alzavano al cielo per redimersi dai peccati mondani e avvicinarsi alla divinità, nella mia ascesa indago l’esistenza di un legame ancestrale e diretto con la natura. Quello che manca nel contemporaneo è proprio questo: un canale comunicativo sentimentale con il mondo naturale, che vede l’essere umano fondersi nella natura e porsi allo stesso livello”.
“Nel nostro lavoro - chiosa Panizza - vogliamo interrogare lo spettatore sul proprio legame con il naturale. È quindi importante sottolineare, come l’azione di Giulio non sia semplicemente una pratica individuale fine a sé stessa, ma porti un valore collettivo intrinseco. È per questo motivo che chiediamo alle persone di prendere parte attiva. Infine - conclude il regista - corale è stato anche lo sforzo di tante persone, che hanno contribuito alla buona riuscita del progetto”.
Oltre a riunire il gruppo di lavoro proveniente dalle esperienze precedenti, con Monica Smaniotto alla fotografia e Martino Iori al supporto logistico, la realizzazione del progetto curato da Nina Stricker, sponsorizzato direttamente da Exibart e inserito nel circuito Artcity Bologna 2024, vede coinvolte una ventina di persone provenienti da varie realtà tra cui Bluwire, Bearsound, Artsted e Associazione MOKA.
Lo svolgimento della performance è scandito da tre momenti principali. L’inizio, previsto per le ore 17:00 del 1° febbraio, la permanenza, e la discesa, che porterà a conclusione la performance alle ore 17:00 di domenica 4 febbraio.












