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| 07 mag 2024 | 17:47

Teatro Vezzano: la classica apre una strada

Dal 10 maggio al 17 giugno gli appuntamenti (gratuiti e nel fojer) organizzati dal chitarrista giramondo Lorenzo Bernardi che è presidente di ArteLaghi, l'associazione nata per rilanciare uno spazio di spettacolo e incontri che ha sofferto negli anni martoriati il sovradimensionamento e l'assenza di un'identità (e di un'offerta) capace di attirare pubblico oltre il ristretto bacino d'utenza. La sfida delle scelte coraggiose è complicata ma non impossibile

VEZZANO. Spagna, Francia, Danimarca, Ungheria,  Argentina, Cile, Stati Uniti, Costa Rica, Panama, Bahrain, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Vietnam, Thailandia, India e Australia. E questo è solo parte del tutto di un musicista trentino – chitarrista che battezzare doc è probabilmente riduttivo – che se ancora contano o punti di volo ne deve avere totalizzati una montagna. Si parla di Lorenzo Bernardi – classe ’94 – che vanta esibizioni e collaborazioni in tutto il globo testimoniando una volta di più che si può magari essere un po’ “nemo propheta” tra le montagne ma gettonato alla grande all’estero.

 

 Bernardi, nativo di Vezzano e ma apprezzato globetrotter delle corde classiche (quelle del suo strumento) nella tuttologia di internet vanta molteplici citazioni che confermano una carriera solida della quale qui non si parla perché si parla d’altro. Si parla, infatti, del musicista che si spende per la sua terra buttandosi nell’impresa certamente non semplice di valorizzare un luogo di spettacolo (e cultura) che ne ha attraversate di ogni tra più bassi che alti.

 

 Il posto è il Teatro  di Vezzano  bella struttura nell’omonimo comune che nonostante una relativa distanza dal capoluogo trentino e, dall’altra parte, dalla zona del Garda ha patito per anni un’idea di lontananza da entrambi i possibili bacini di utenza.

 

 Dopo stagioni così così - stagioni nelle quali la media di presenze non fu esaltante nonostante gli sforzi di una gestione veneta (Aida) il teatro sproporzionato per capienza rispetto al territorio che lo ospita e ai comuni della valle dei laghi cui fa riferimento – il teatro di Vezzano è stato a lungo chiuso (tra necessità di costose manutenzioni e scarse sintonie tra i Comuni chiamati a “cacciare il denaro” e pandemia).

 

 La riapertura ad opera della Comunità di Valle non ha di sicuro cancellato i problemi che pesano su una struttura decentrata, probabilmente sovradimensionata, che per entrare a pieno titolo (ed incassi) in un circuito dell’offerta di spettacolo necessita di un’identità distintiva, con scelte di programmazione tra l’inedito e il creativo capaci di attrarre un pubblico più numeroso e attento di quello di un ristretto bacino geografico.

 

 Nel nuovo teatro di Vezzano il chitarrista giramondo - Bernardi appunto - che ha suonato da solo, in coppia e in gruppo con tanti “grandi” delle note classiche è il presidente di ArteLaghi, l’associazione che si è accollata l’impresa della gestione della struttura in sinergia con il Coordinamento Teatrale Trentino (che da agenzia contribuisce alla programmazione).

 

 Ebbene, la proposta che il presidente e i soci di ArteLaghi ha messo in campo a chiusura della stagione del teatro, sembra finalmente andare in una direzione ambiziosa per qualità e progetto. Si tratta di “Voci dalla valle”, una rassegna musicale che si “locale” ha poco ma di sostanza (regionale e internazionale) sembra davvero abbondare. La rassegna si svolgerà dal 10 maggio fino a giugno e avrà sede nel fojer del teatro (scelta corretta perché gli oltre 400 posti della sala sono un rischio).

  Il programma della rassegna vuole offrire agli appassionati di musica un viaggio attraverso diverse epoche e stili. Il Duo Rinaudo - Puggioni aprirà la serie con un repertorio che include la Sonata in Re di Nino Rota, un'opera che irradia una serenità ed eleganza malinconica, e la Sonata per clarinetto e pianoforte di Francis Poulenc, famosa per il suo equilibrio tra malinconia e vitalità ardente. Questi pezzi mettono in luce la versatilità del clarinetto, dal tardo romanticismo alla modernità.

Il Quartetto Pegreffi e Maria Luciani cattureranno il pubblico con il loro virtuosismo nelle esecuzioni del Quartetto per archi n. 15 in re minore di Mozart, una delle opere più profonde e complesse del compositore, e del Quintetto in si minore per clarinetto e archi di Brahms, che esalta le qualità espressive del clarinetto in un tessuto sonoro ricco e complesso.

 

 Jakob Aumiller promette di affascinare gli ascoltatori con le sue interpretazioni di Carnaval di Schumann, una serie di brevi pezzi che dipingono un vivace ritratto carnevalesco con richiami a figure storiche e di fantasia, e la Sonata n. 2 di Rachmaninov, una composizione che esplora la grandezza emotiva attraverso temi melodici intensi e una straordinaria profondità tecnica.

 

 Musica classica in molti casi da scoprire oltre che da godere ma non solo musica. Si tenterà, infatti, un parallelo tra musica ed arte (con mostre di opere) e pure gli aperitivi (o il dopocena visto l’orario delle 20.45 con tanti spettatori “già cenati” come da abitudini trentine) faranno parte del pacchetto. Un pacchetto ad ingresso libero, il che come elemento di attrazione ulteriore non pare male. Al di là delle facezie resta il passaggio verso una delle offerte “dedicate” nell’obiettivo di “costruire pubblici diversi” e appassionati a particolari forme di spettacolo che – val la pena di ripeterlo – è una delle strade possibili per lanciare il teatro di Vezzano come una mèta di programmazioni che non siano fotocopiabili da un territorio all’altro del Trentino. Se dopo la musica classica si saprà guardare ad altre passioni (tutt’altro che di nicchia) che scelleratamente sono state archiviate ad esempio a Trento nonostante documentabili ed indubitabili successi – tra i tanti gli Itinerari Folk dell’impagabile Odorizzi – Vezzano potrebbe smettere di essere considerato “lontano” dai pubblici chilometricamente vicini.

 

 L’esperienza maturata del presidente di ArteLaghi fa ben sperare non tanto per il suo curriculum quanto per il fatto che frequentando palchi e contesti in tutto il mondo l’apertura mentale e l’attitudine alle contaminazioni artistiche non dovrebbe difettargli. La rassegna è un piccolo passo, ma sulla via giusta.

 

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