Torna la rassegna di scultura di maschere su legno tra conferenze e tradizione del carnevale sull'arco alpino. Ecco la terza edizione de "La Sgubiada"
La rassegna di scultura nasce dall’idea del Comitato La Zinghenesta di riportare in vita una tradizione quasi scomparsa in Valle del Biois che è quella della realizzazione dei volti lignei

CANALE D'AGORDO. Torna a Canale d’Agordo per la terza edizione, da venerdì 19 luglio a domenica 21 luglio, “La Sgubiada”, rassegna di scultura di maschere su legno che quest’anno prevederà un ricco programma per tutto il fine settimana.
Si comincerà il venerdì alle 14.30 con l’assegnazione delle postazioni agli scultori, in piazza Papa Luciani, per poi vedere gli stessi già all’opera dalle 15 alle 18 e a seguire la presentazione della rassegna alle 18.20 sempre in piazza. Il sabato gli scultori saranno al lavoro sia di mattina che di pomeriggio, alle 16 si terrà presso la sala Zandò del Musal una conferenza dal titolo “Nei carnevali alpini cosa ci accomuna?” con interventi degli antropologi Giovanni Kezich, Antonella Mott e dell’architetta Irma Visalli, che presenterà un progetto unitario dei carnevali arcaici dolomitici, per finire alle 21 con balli in piazza con il Gruppo Folk Val Biois. La domenica vedrà gli scultori in piazza dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alle 17 per poi spostarsi nella sala consiliare del municipio per la consegna di cestini, targhe e i saluti di chiusura; la stessa sala ospiterà in contemporanea una mostra a tema.
La rassegna di scultura nasce dall’idea del Comitato La Zinghenesta di riportare in vita una tradizione quasi scomparsa in Valle del Biois che è quella della realizzazione dei volti lignei.
"La volontà era quella di ripristinare la tradizione della scultura di maschere che un tempo anche da noi venivano realizzate durante i periodi invernali prima del carnevale; da qui l’idea di portare in paese gli artisti, nel 2021 il Consorzio dei Mascherai Alpini, che facessero appunto delle maschere dal vivo in piazza” afferma Simone Ongaro del comitato organizzatore che prosegue “inoltre avevamo in mente un’altra scommessa che era quella di far vivere il centro storico di Canale d'Agordo, con ancora i tabià originali e alcuni antichi edifici a due passi da Piazza Papa Luciani, consentendo alle persone di passeggiare tranquillamente fino alla Casa delle Regole, nella borgata di Tancon, senza imbattersi nel passaggio delle auto rendendo quindi la zona pedonale”.
Questa passione per i volti lignei che alcuni giovani avevano già dimostrato ancora prima dell'istituzione del simposio, seguendo le orme di Tita Bressan con I Olt da Riva, e la creazione dell’evento poi, hanno fatto sì che già alla prima edizione si è visto l'interesse dei paesani che hanno portato anche i bambini alla scoperta di questa antica arte e a sbirciare in quei fienili che, molte volte, sono chiusi sebbene veri scrigni d'arte; oltre agli abitanti anche molti turisti sono rimasti incantati da ciò che è stato proposto grazie all’abbinamento dell’aspetto artistico con quello della camminata in una via Tancon che non è mai stata chiusa prima al traffico per un evento di qualsiasi tipologia.
Visto le numerose presenze registrate nel 2021, sia di persone locali che da fuori, il sodalizio ha pensato di riproporre il simposio anche nel 2022 scegliendo degli artisti locali, per lo più bellunesi, ma anche dal Friuli e dal Padovano dando pari spazio all’artista esperto così come a quello alle prime armi, tutti volenterosi di tramandare questa antica arte.
Ed ecco che, arrivati alla terza edizione, gli organizzatori hanno pensato di fare una tre giorni inserendo, oltre la scultura, anche la conferenza dal titolo "Nei Carnevali Alpini cosa ci accomuna?" che tratterà, attraverso i due studiosi antropologi già autori del programma Carnival King of Europe, gli elementi comuni che si riscontrano un po’ in tutti i carnevali arcaici alpini, mascherate che nascono nella notte dei tempi con una serie di riti pagani utili ad assicurarsi l’arrivo della primavera ed un’estate dall’abbondante raccolto, per poi passare la parola all’architetta Irma Visalli, da anni occupata nella progettazione territoriale e “madrina” delle Dolomiti patrimonio Unesco, che esporrà un progetto unitario dei carnevali arcaici dolomitici nato dalla volontà dei creatori del Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco, con sede a Borgo Piave di Belluno, e dalla partecipazione dei gruppi che nelle vallate bellunesi, trentine e friulane danno ancora oggi vita a questi storici carnevali.
Uno di questi è proprio il “Comitato La Zinghenesta” che nasce dalla volontà di un gruppo di 7 amici di ripristinare le edizioni carnevalesche di Canale d’Agordo che avevano avuto luogo negli anni 90, curate da Rizieri Luciani con “La Zinghenésta e el sò sciàp” in italiano “la Zinghenesta e il suo gruppo”, e che si erano perse dal 2002 ma che, a loro volta, prendevano spunto da usanze ben più antiche: il primo documento tangibile è un libretto del 1896, a firma di Eduardo Casal, che descrive la festa che si svolgeva il martedì grasso a Forno di Canale, oggi Canale d'Agordo.
Un'altra importante fonte è la descrizione del Maestro Berto, fratello di Papa Luciani, che nel 1962 componendo il libretto "A tordio par Canal " descrive il carnevale che si svolse fino al 1915 dove si riscontrano delle differenze da quello raccontato dal Casal. “Noi, rimasti affascinati da quei personaggi, volevamo a tutti i costi riprovare a dar vita ad questa antica festa che animava la nostra valle e pian piano siamo arrivati alla nostra 11 edizione” fanno sapere dall’organizzazione.














