Alla Buc la collezione di John Lewis Heilbron: 8000 volumi per la nuova sezione sulla storia della scienza arrivati a Trento grazie a uno studente
La donazione intreccia un legame tra l'Università di Trento e lo storico statunitense, e tra gli scaffali si potranno trovare giganti come Galileo, Einstein, Niels Bohr e Max Planck. Il responsabile della Buc, Vittorio Carrara: "La nostra biblioteca è leader in regione in diverse discipline, in particolar modo per la sociologia, ma anche per la storia antica, la filologia classica, la letteratura italiana, le lingue e le letterature straniere, ma avevamo una lacuna importante per quanto riguarda la storia della scienza, per questo motivo abbiamo accettato di buon grado l’opportunità di accogliere questa collezione"

TRENTO. Una sala dedicata a John Lewis Heilbron e alla sua “biblioteca di lavoro”: alla Buc di Trento sono stati donati 8000 volumi di uno dei maggiori storici della scienza statunitense dei nostri tempi, studioso del progresso scientifico che spaziava con competenza dal Cinquecento al Novecento.
La donazione dei suoi libri è frutto di un intreccio che lega l’Università di Trento allo storico statunitense, ma soprattutto per un’amicizia nata tra Heilbron e Stefano Gattei, professore di Storia della scienza all’Università di Trento e artefice dell’acquisizione, che ha tradotto in italiano uno dei libri che più hanno fatto conoscere lo scienziato, dal titolo “Galileo”.
Sugli scaffali, ci sono giganti della scienza come Galileo, appunto, Einstein, Niels Bohr e Max Planck, ma anche figure meno conosciute come Francesco Bianchini, intellettuale veronese enciclopedico, appassionato di astronomia e storia antica, riscoperto proprio da Heilbron.

Una donazione importante, proveniente in parte da Pasadena, in Califonia, dove Heilbron risiedeva per circa sei mesi l’anno per svolgere attività di ricerca al California Institute of Technology e la Huntington Library, e dal Regno Unito, nell’Oxfordshire, dove dagli anni Novanta si era trasferito con la moglie Alison.
Nato a San Francisco nel 1934 e morto a Padova nel 2023, Heilbron si laurea in fisica alla Berkley per poi prendere un dottorato di ricerca in storia, dove incontra Thomas Khun autore de “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”, uno dei testi più importanti della filosofia della scienza del Novecento. Anche Khun, laureato in fisica, guida Heilbron a seguire un percorso analogo, dedicando il suo dottorato e i decenni successivi della sua vita, in un viaggio europeo dove raccoglie una serie di lunghe interviste a più di 175 fisici, messi insieme poi nel suo progetto di oral history “Sources for the History of Quantum Physics”, archivio molto importante sulla fisica quantistica.
Su questo tipo di materiale inizia a lavorare pubblicando i suoi primi lavori su questi temi, spaziando anche su altri elementi dal Cinquecento fino alla contemporaneità. La sua raccolta di opere, saggi e studi scritti da autori di letteratura secondaria, diventeranno poi l’impronta dei suoi interessi e delle sue ricerche.
“La nostra biblioteca è leader in regione in diverse discipline, in particolar modo per la sociologia, ma anche per la storia antica, la filologia classica, la letteratura italiana, le lingue e le letterature straniere, ma avevamo una lacuna importante per quanto riguarda la storia della scienza – spiega Vittorio Carrara, responsabile della Buc – per questo motivo abbiamo accettato di buon grado l’opportunità di accogliere questa collezione. Per la nostra biblioteca, acquisire fondi privati di questa portata è un’impresa abbastanza impegnativa, sono ormai poche le biblioteche che accettano fondi librari, perché è un impegno gravoso dal punto di vista del lavoro e degli spazi, ma anche per la gestione del patrimonio stesso, oltre che da un punto di vista economico”.
Infatti, dopo la morte di Heilbron, in Consiglio di Biblioteca si incominciò a discutere della donazione dei volumi offerti dalla vedova Alison Browning, e il rappresentante studentesco di allora, Mattia Rutilli, coinvolse subito il padre Guido, titolare dell’azienda di trasporti di famiglia, a svolgere l’operazione di trasferimento a titolo gratuito, evitando all’Ateneo un costo che si sarebbe aggirato intorno ai 15mila euro.
“È stata una fortunata coincidenza che nella mia ultima sessione del Consiglio della Biblioteca si parlasse proprio di questa donazione – racconta lo studente di Unitn, Mattia Rutilli - considerato anche gli anni che ho frequentato in università, volevo contribuire con qualcosa di personale, cercando di migliorare l’offerta universitaria, un modo per ringraziare tutto quello che il territorio trentino mi ha dato”.
La sala sarà destinata a riunioni e, su richiesta, a docenti e ricercatori che vorranno utilizzarla come spazio studio. Una volta catalogati tutti i libri, faranno parte del normale patrimonio libraio dell’Università di Trento, al quale gli studenti potranno accedervi e prenderli in prestito. Inoltre, quando la catalogazione sarà completata, verrà messa a disposizione della rete globale delle biblioteche, a cui si potrà fare richiesta per il prestito di questi volumi.
“Questa sala raccoglie la sua biblioteca di lavoro dedicata alla storia della scienza – aggiunge il professore Stefano Gattei - ed è importante non per il valore che hanno questi volumi, ma per il lavoro compiuto da un grande storico, che ha selezionato, raccolto e studiato questi libri, che adesso hanno avuto la possibilità, grazie all’accoglienza della Buc, all’intervento della ditta Ruttili e al lavoro di Marianna Malfatti che ha materialmente portato questi libri, di essere valorizzata e condivisa. È un enorme piacere poter avere qui a Trento, una raccolta completa e decisamente notevole, che colma una lacuna che la biblioteca ha sempre avuto”.












