Case vacanze in Alto Adige, dal fattore Olimpiadi (aumentano i prezzi?) ai costi energetici, fino alla sfida dell'intelligenza artificiale: ecco la "voce" dei proprietari
Ecco i risultati del sondaggio di Holidu che ha coinvolto i proprietari di case vacanza in Alto Adige. Molti i temi toccati: dal bilancio della stagione estiva alle aspettative per quella invernale, ma anche l'aumento dei costi energetici, l'impatto delle Olimpiadi e la sfida dell'intelligenza artificiale tra opportunità e timori

BOLZANO. Dalla soddisfazione per la stagione estiva alle aspettative ottimiste per quella invernale, e dal il “fattore Olimpiadi” alle sfide imposte dalla neve in calo e dai costi energetici in aumento, fino al crescente interesse per l'uso dell'intelligenza artificiale. Questi alcuni degli aspetti emersi dal sondaggio che ha coinvolto i proprietari delle case vacanza in Alto Adige e condotto dal portale Holidu, con i dati che sono stati presentati durante la seconda edizione del Festival degli Affitti Vacanze a Bolzano.
Si parte dalla stagione estiva 2025: l'81% degli host intervistati si dichiara soddisfatto dell'andamento stabile delle prenotazioni, con molti che segnalano un aumento delle richieste. “Il 39% ha registrato fino al 10% in più rispetto all’anno precedente. Tra i trend più rilevanti - viene specificato - emergono soggiorni più brevi (48%), un incremento degli ospiti internazionali (42%) e un aumento delle prenotazioni last minute (23%)”.
E alla luce dei nuovi trend, emerge come una parte degli host abbia già adattato la propria offerta ad esempio modificando la durata minima del soggiorno (21%), investendo nel migliorare la struttura aggiungendo servizi o attrezzature, oppure aggiornando gli annunci online (entrambi al 13%). Il 38% degli intervistati, invece, osserva l’evoluzione del mercato senza per ora apportare modifiche.
E dall'estate all'inverno, con aspettative stabili e adeguamenti mirati dei prezzi. “Il 45% degli host prevede per la stagione in arrivo un volume di prenotazioni stabile, mentre il 41% si aspetta un aumento”. Ma quali sono le richieste principali? Riguardano principalmente i soggiorni durante le festività natalizie e di fine anno (63%), le vacanze in famiglia (56%) e le classiche settimane bianche (53%). Un host su cinque, poi, prevede l’arrivo di ospiti attratti dai Giochi Olimpici Invernali. Interessante, proprio alla luce delle Olimpiadi, è osservare come la maggioranza degli host (58%) non preveda modifiche ai prezzi o ai servizi, mentre il 14% intenda applicare aumenti mirati in caso di alta domanda, infine il 15% prevede ritocchi ai prezzi.
“Secondo i proprietari – spiega il report – gli aspetti più importanti per gli ospiti invernali sono la vicinanza alle piste da sci (50%), la possibilità di parcheggiare anche con neve (30%) e i consigli sulla cucina locale (31%), mentre la presenza di una sauna privata è considerata meno rilevante (15%)”.
Ma quali sono le principali difficoltà per gli host? Queste riguardano soprattutto fattori esterni: il 32% segnala una minore regolarità delle nevicate, mentre il 26% lamenta cancellazioni dell’ultimo minuto a causa delle condizioni meteo. Per il 24% pesano invece i costi elevati per il riscaldamento e l’energia, con le problematiche logistiche legate a neve e viabilità che sono meno frequenti: il 36% dichiara di non avere particolari difficoltà durante l’inverno.
E poi, come in ogni ambito, c'è la “sfida” dell'intelligenza artificiale con interesse in crescita da parte degli host ma anche incertezza sulla sua evoluzione e sui suoi effetti pratici.
“Alcuni host utilizzano già strumenti basati sull’IA, soprattutto per le traduzioni (41%) e la creazione di materiali informativi per gli ospiti (18%). Altre applicazioni – viene sottolineato – come la comunicazione automatizzata con gli ospiti o l’ottimizzazione delle immagini, stanno suscitando un crescente interesse. Molti host vedono poi opportunità concrete: il 46% prevede un significativo risparmio di tempo, il 43% una comunicazione più semplice con gli ospiti. Anche l’idea di aumentare le prenotazioni (29%) o i ricavi (19%) rende l’argomento attraente”.
Tuttavia, l’uso dell’IA è visto anche con cautela: alcuni host temono la perdita del contatto personale con gli ospiti (54%) o eventuali errori da parte della tecnologia (24%).
Allargando lo sguardo al tema in generale, Il 56% degli intervistati desidera consigli pratici su come l’IA possa essere utilizzata al meglio per migliorare la gestione quotidiana dei loro alloggi e, per circa un quarto di loro, sarebbe utile avere degli esempi concreti o anche dei corsi di formazione sul tema. Più di uno su cinque, viene rimarcato, auspica una consulenza personalizzata sull’utilizzo dell’IA.
“Gli host in Alto Adige dimostrano spirito imprenditoriale. Reagiscono ai trend e restano aperti alle novità – conclude Madeleine Gufler, responsabile della sede Holidu di Bolzano – e il nostro sondaggio evidenzia un crescente interesse per l’Intelligenza Artificiale: non solo per curiosità ma perché può offrire vantaggi reali concreti nell’attività quotidiana. Molti ne riconoscono il potenziale per risparmiare tempo, presentarsi in modo più professionale e migliorare la comunicazione con gli ospiti. Il nostro obiettivo è accompagnarli sin da subito in questo percorso offrendo consigli chiari, soluzioni già testate e strumenti capaci di fare la differenza nella gestione quotidiana”.
Al di là di percentuali e numeri, una domanda viene infine naturale: quali sono le località più ricercate per i soggiorni in Alto Adige? Prendendo come riferimento il mese di dicembre, il report mette in luce come al primo posto svetti Bolzano, seguito sul modio da Merano e Montagna. A "rincorrere", in questa particolare classifica, troviamo: Ortisei, Selva di Val Gardena, Corvara, Bressanone, Brunico, Valle Aurina e San Candido.












