Mostra del cinema di Venezia: i primi premi assegnati in attesa del Leone D'Oro, con uno sguardo ai possibili vincitori
Quando manca pochissimo ai verdetti finali della Mostra del Cinema di Venezia 2025, ecco i primi premi assegnati: c'è attesa per la premiazione finale e per i migliori attori, uno sguardo ai possibili vincitori

VENEZIA. Cinema come business, talmente importante da generare oltre 700 milioni di euro di benefici economici, un 10% di questi con precisi, immediati ristorni. Ecco perché le ore che precedono la cerimonia dei Leoni diventa pure una arena di stampo economico. Suscitando sparute contrapposizioni tra i residenti del Lido - solitamente 10 mila abitanti, in questi giorni almeno decuplicati, per ‘overmostrismo’ - che chiamano appunto ‘mostrini’ l’enorme schiera di accreditati. Che rispondono per le rime: ‘I lidensi? Diventano lidioti…’ Battute a parte c’è attesa per i verdetti, con una Giuria che annovera pure Maura Delpero, la brava regista bolzanina di Vermiglio. Intanto sono già sono stati assegnati dei premi importanti seppur secondari.
Il Leoncino d’Oro è un trofeo promosso da AGISCUOLA, in collaborazione con tanti enti cinematografici e ministeriali, con una giuria composta sostanzialmente da giovanissimi studenti. Il verdetto è stato unanime, per certi versi scontato.
Ha stravinto The Voice Of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, la drammatica quanto tragica storia della ragazzina intrappolata nell’auto bombardata dai carrarmati sionisti. Con questa motivazione: “Un film che non si limita a raccontare una storia, ma che la vive, la respira. Un’opera che ci rende inevitabilmente testimoni consapevoli e impotenti di fronte alla straziante rappresentazione dell’inutile scorrere del tempo. L’utilizzo di voci e immagini autentiche, condensate in scene di realismo tagliente, rendono l’immediatezza e la sincerità del sentimento vissuto. Una magistrale interpretazione degli attori che si mettono a servizio della realtà, rendendo il legame con la recitazione indistinguibile. Una pretesa di umanità, un urlo necessario che desta le coscienze assopite”.
La giuria ha inoltre assegnato la Segnalazione Cinema For UNICEF al film The Voice Of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania con la seguente motivazione: “Per aver saputo trasformare la straziante verità nella voce di una bambina, che si fa grido di dolore di ogni infanzia tradita, di ogni innocenza rubata e massacrata dall’abominio di questa guerra. Per averci costretto a guardare oltre lo schermo, misurando in quel silenzio assordante il vero confine della nostra umanità e intimandoci di agire, perché ogni giorno di silenzio è un giorno in più di sofferenza”.
Due importanti riconoscimenti che pongono questo film tra i superfavoriti ai Leoni più eclatanti. Anche se non mancano agguerriti pretendenti. Da Paolo Sorrentino alla Bigelow - la minaccia di un misterioso attacco atomico, la terra impreparata, l’angoscia del futuro - nonché alcuni emergenti, primo tra questi il film della francese Donzelli, A piedd’oeuvre, un fotografo che per coronare la sua passione diventa scrittore, successo senza riscontro economico, scoprendo la povertà.
Poi da non trascurare Silent Friend, regista Ildikò Enyedi, unghero francese, con una spettacolare narrazione sul fascino ultrasecolare di una pianta, il ginko biloba femmina, mastodontico quanto monumentale simbolo di natura, albero che ha ospitato ricerche scientifiche già nel ‘800 e ora viene monitorato da un neuroscienziato.
Opera potente, decisamente girata con una solerzia tecnica forse mai vista: analizza l’interno stesso della pianta, cercando di registrare con sofisticate attrezzature qualche impulso ‘mentale’, dimostrando che pure le piante hanno una loro identità interiore, una sorta di anima vegetale.
Indagini per stimolarci a cercare quanto circonda l’albero stesso, monumento vitale, fautore di curiosità e di possibili nuove sperimentazioni neurologiche umane, studiando proprio le piante.
Altra grande attesa per le Coppe Volpi, quelle che premiano i migliori attori. Tra i papabili sicuramente Valeria Bruni Tedeschi, una Duse decisamente divina, anche se il film non ha totalmente convinto. Tra gli stranieri, ecco Jude Law, nel ruolo di Putin, mentre non compare nel borsino il bravissimo interprete di Frankestein, il sempre istrionico Oscar Isaac. Stasera si conosceranno pure i film più valutati delle varie sezioni, quella di Orizzonti in particolare.












