"Salire sul palcoscenico vuol dire incontrare la musica", Lucio Corsi protagonista alla Trentino Music Arena: "Con me la banda con cui suono dal liceo, live molto rock’n’roll"
Da anni tra i profili più apprezzati del panorama cantautorale italiano, Lucio Corsi nel 2025 ha letteralmente "bucato lo schermo" con la sua Volevo essere un duro che, dopo il successo Sanremese, è volata all'Eurovision Song Contest (complice la rinuncia di Olly, vincitore assoluto del Festival)

TRENTO. "Inseguire le canzoni di città in città è senza dubbio la cosa che amo di più, è la cosa che sogno da quando ero bambino". Pensiero conciso ma di un'intensità incredibile quello con cui il cantautore Lucio Corsi inizia a raccontare il tour estivo che lo vedrà protagonista anche a Trento, assieme a Diodato e Mazzariello, per la prima data del Trento Live Fest powered by Eurospin, in programma alla Trentino Musica Arena venerdì 27 giugno.
Da anni tra i profili più apprezzati del panorama cantautorale italiano, Lucio Corsi nel 2025 ha letteralmente "bucato lo schermo" con la sua Volevo essere un duro che, dopo il successo Sanremese, è volata all'Eurovision Song Contest (complice la rinuncia di Olly, vincitore assoluto del Festival).
E alla canzone è seguita la pubblicazione dell'omonimo album, disco d'oro e vera e propria chicca che si innesta magistralmente nel solco del percorso artistico del 31enne toscano originario di Vetulonia (raccontato a il Dolomiti in un'altra intervista esclusiva), capace di fondere rock d'autore e sonorità folk e di creare un mondo "tutto suo", sospeso tra ispirazioni letterarie e spesso all'insegna di atmosfere fiabesche e surreali, intrecciate con una profonda ricerca musicale.
E pochi giorni dopo l'inizio del tour estivo che lo vedrà protagonista sui principali palcoscenici italiani, e che arriva dopo il successo del “Club Tour ” che ad aprile ha registrato ovunque il tutto esaurito, l'artista racconta i tratti del live in cui sarà accompagnato da Iacopo Nieri (piano), Giulio Grillo (tastiere), Filippo Scandroglio (chitarra), Marco Ronconi (batteria), Filippo Caretti (basso) e Carlo Maria Toller (polistrumentista).
"Il tipo di approccio sarà molto rock’n’roll, tutto riarrangiato - spiega Lucio Corsi - e sul palco con me ci sarà la mia solita formazione, la mia band con cui suono dal liceo. Saremo in sette, con tante chitarre ma ci sarà anche l’organo, la batteria e i cori ed io mi alternerò fra chitarra elettrica, acustica, pianoforte e armonica. Questa è la linea da seguire: avere un sacco di strumenti e stare in giro a suonare il più possibile, e spero di continuare così anche dopo settembre".
E poi una doppia curiosità, sospesa tra tecnologia ed emozioni, su come dal punto di vista musicale ama approcciarsi ai concerti.
"Con me avrò anche le mie spie, che preferisco agli in-ear: l’esibizione live vive di aria - prosegue Corsi - e non di tapparsi ognuno nella propria bolla, dove non senti niente se non la musica in cuffia". E dal Lucio Corsi protagonista sul palcoscenico al Corsi spettatore: "Anche quando vado a un concerto voglio vedere e sentire qualcosa di diverso da un album che posso ascoltarmi a casa: i live che amo sono fatti in questo modo, con la musica che gira nell’aria, dove se le spie fischiano va bene lo stesso perché fa parte dello show e anzi, inizi a inventare un momento sul palco per esorcizzarle, sono ferrato".
E infine un pensiero su cosa significhi per lui salire sul palcoscenico. "Vuol dire incontrare la musica - conclude - come dice Paolo Conte in Alle prese con una verde milonga. Inoltre ogni palco è un trampolino verso un’altra realtà, lassù riesco davvero ad immaginare di essere qualcos’altro".












