"Una giornata per commemorare i fucilati della Grande Guerra? Tra loro assassini e stupratori: incredibile che la Regione esalti chi ha commesso reati gravissimi"
La riflessione dell'avvocato Andrea Tirondola: "Il Consiglio Regionale del Veneto esaminerà a breve un progetto di legge che si prefigge di 'commemorare' anche con una Giornata celebrativa i fucilati della Grande Guerra, e ciò per (testuale) la 'restituzione dell'onore' a costoro, come se di questo onore si fosse depositari e si avesse titolo a disporne: il tutto senza distinzione alcuna e per ragioni di pura propaganda"

TRENTO. "Il Consiglio Regionale del Veneto esaminerà a breve un progetto di legge del suo presidente Ciambetti, che si prefigge testualmente di 'commemorare' anche con una Giornata celebrativa i fucilati della Grande Guerra, e ciò per (testuale) la "restituzione dell'onore" a costoro, come se di questo onore si fosse depositari e si avesse titolo a disporne: il tutto senza distinzione alcuna e per ragioni di pura propaganda".
Sono parole cariche di amarezza, ma anche di una punta di sdegno, quelle dell'avvocato Andrea Tirondola, esperto appassionato e conoscitore di storia. "Si tratta - racconta a il Dolomiti - di parentesi mai chiuse, di questioni mai realmente affrontate con cognizione di causa. Per farlo, occorrerebbe avere conoscenza della storia e del diritto. E invece chi se ne occupa o chi propone queste iniziative non ha la minima preparazione storica e giuridica per discuterne".
"Fa specie - prosegue Tirondola - che un'istituzione celebri ed esalti chi ha commesso reati militari tuttora previsti dall'ordinamento quali rivolta, sbandamento o diserzione, o delitti comuni come l'omicidio e il saccheggio. Visto che nessuno, tanto meno chi voterà a favore, lo farà, mi scuso io con i soldati che all'epoca non si macchiarono di questi crimini: poveri illusi, non serviva a niente "rigare diritto", tanto siete ora posti sullo stesso piano di chi vi tradì. Mi scuso coi Caduti: altri, ben diversi da voi, sono oggi additati ad esempio".
"Mi scuso - riprende l'avvocato - con le vittime di aggressioni, saccheggi, omicidi, come gli 11 militari ammazzati nel luglio 1917 da soldati poi fucilati. Tra le vittime il carabiniere ventenne Francesco Baramasco: va così, Francesco, oggi si onorano gli assassini dei carabinieri. Mi scuso con le sorelline Maria (anni 6) e Caterina C. di Caprino Veronese, violentate da un artigliere poi fucilato; con Elisa M. (anni 9) di Monte di Malo, stuprata da un soldato condannato a morte; con la bambina di 10 anni violentata a Biadene nel novembre 1917 da un caporale anch'egli fucilato: c'è voluto un secolo, ma finalmente le istituzioni - le stesse che poi celebrano la giornata contro la violenza sulle donne - 'commemorano e onorano' i vostri aguzzini. E se ne vantano".
"Credo sia importante sollevare questa questione per rispetto della Storia, dei combattenti e delle vittime dei reati - conclude Tirondola -. La proposta di legge accenna ad una consulta che dovrà individuare i nomi da inserire in un albo, ma non viene specificato nulla sulle modalità di questo processo. Qualcuno potrà anche dire che tra le centinaia di soldati 'legalmente' fucilati dall'esercito, qualcuno sia stato ucciso in modo ingiusto: certo, sarebbe impossibile il contrario, statisticamente l'errore giudiziario in numeri così grandi esiste. Ma allora, se i presupposti sono questi, si potrebbe pensare di istituire una giornata per restituire l'onore ai criminali, ai condannati per mafia o terrorismo. I presupposti, sgangherati e paradossali, sarebbero gli stessi".












