"What We Carry": 43 torce olimpiche protagoniste assolute della nuova mostra al Museion
Una collezione incredibile dei simboli delle olimpiadi: la prima è quella di Berlino 1936

BOLZANO. Con un’iniziativa di alto profilo, Museion presenta “What We Carry”, una mostra che trascende la celebrazione sportiva per addentrarsi in una profonda riflessione sui valori culturali. L'esposizione, che si allinea all’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, si concentra sui temi dell’inclusione, della sostenibilità e dell’eredità, elementi che, come le torce olimpiche, vengono trasmessi "di mano in mano".
Il progetto rafforza l’identità culturale della Provincia Autonoma di Bolzano, posizionandola come un cruciale centro di scambio internazionale, grazie anche a una straordinaria collezione di 43 torce olimpiche che coprono il periodo 1936-2024. Le opere degli artisti Sonia Leimer e Christian Kosmas Mayer utilizzano il design e il simbolismo di questi oggetti per interrogarne i legami con il potere, la visibilità e la storia.
Al cuore dell'allestimento si trova l'installazione ideata da Sonia Leimer. L'artista ha concepito una scultura suggestiva e dinamica: una struttura lunga cinquanta metri a forma di simbolo dell'infinito, che richiama visivamente una pista di atletica. Questa funge da piedistallo per 43 torce olimpiche prestate da Olympic Aid and Sport Promotion Project. Leimer, la cui ricerca si concentra sul modo in cui gli oggetti e gli spazi riflettono le trasformazioni sociali, utilizza questo display scultoreo per invitare a una riflessione sulla continuità e il cambiamento, e sull'evoluzione dei valori che animano i Giochi Olimpici moderni.
A completare la sua indagine, Leimer presenta anche il nuovo video "Solar" (2025). L'opera reinterpreta la tradizione cerimoniale dell’accensione della fiamma, attraverso uno studio silenzioso che mette in luce gli specchi parabolici di Losanna (un tempo in uso) e Atene (tuttora impiegato) per catturare il riflesso del sole. Il video intreccia inoltre un racconto personale sul tema della luce e del suo impatto sugli ambienti, aggiungendo una dimensione soggettiva.
L'intervento di Christian Kosmas Mayer si concentra sulla memoria storica e la giustizia sociale, incastonandosi nella sua ricerca a lungo termine The Life Story of Cornelius Johnson’s Olympic Oak and Other Matters of Survival. Qui, la prima torcia olimpica del 1936, strumento della staffetta inaugurale commissionata dal Comitato Olimpico sotto il controllo nazista, viene messa in diretto dialogo con la storia di Cornelius Cooper Johnson.
Johnson, l'atleta afroamericano medagliato d'oro a Berlino, fu tristemente ignorato sia dal regime tedesco che dal suo stesso Paese. Mayer onora la sua storia esponendo la torcia in una sala dedicata e affiancandola alle piantine germogliate della "quercia olimpica" che Johnson piantò a Los Angeles al ritorno dai Giochi. La riscoperta e la riproposizione di queste piante, che sono testimoni viventi, incarna un contrasto potente e duraturo: il fuoco effimero della propaganda nazista (la torcia) contro il radicamento duraturo della storia vissuta (la quercia), un simbolo che attraversa fratture politiche, sociali ed ecologiche.
La mostra "What We Carry" offre quindi uno sguardo critico e stratificato, utilizzando il simbolismo universale dello sport per stimolare un dibattito sull'eredità che la società contemporanea è chiamata a portare avanti.












