La Valcamonica punta a diventare capitale della cultura italiana a 50 anni dall'inserimento dell'arte rupestre nel patrimonio Unesco
La Valcamonica è pronta a lavorare sulla candidatura a capitale della cultura italiana, un'iniziativa per celebrare i 50 anni del primo riconoscimento in Italia di un sito patrimonio dell'Unesco

VALCAMONICA. La Valcamonica è pronta a scendere in campo per candidarsi a capitale della cultura italiana spinta dall'arte rupestre. Un'iniziativa per celebrare anche i 50 anni dal primo riconoscimento in Italia del patrimonio Unesco.
Il territorio punta quindi sull'assegnazione del 2029 con le procedure che si avviano all'apertura e con la predisposizione di un dossier da presentare il prossimo settembre al Ministero della cultura.
L'intenzione, anticipata dal Giornale di Brescia, è di promuovere le incisioni rupestri ma anche gli insediamenti romani, i cicli pittorici, le testimonianze della Grande Guerra, il paesaggio tra montagne, sentieri, laghi, parchi e biodiversità.
L'iniziativa è della Comunità montana, con il Gruppo istituzionale di coordinamento del sito Unesco, e con il supporto della Fondazione Valle dei Segni e di Regione Lombardia.
Le incisioni rupestri della Valcamonica sono tra le più ampie collezioni di petroglifi preistorici del mondo. L'arte rupestre è segnalata su circa 2 mila rocce in oltre 180 località comprese in 24 Comuni da Ceto a Darfo Boario Terme.
Si parla di circa 140 mila figure, anche se nel corso degli anni sono state scoperte altre incisioni.












