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Belluno
24 settembre | 15:58

“Sappiamo ancora stupirci di fronte alle montagne?”. Oltre le vette compie 30 anni: al centro donne, paesaggio e botanica

Si svolgerà dal 2 all’11 ottobre la 30esima edizione di “Oltre le vette”, che vede l’addio dal prossimo anno del suo ideatore e curatore Flavio Faoro. Tanti gli appuntamenti e numerose le mostre, che daranno risalto anche ad altri due anniversari: i 120 anni dalla nascita di Dino Buzzati e i 60 dell’Alta via 1

“Sappiamo ancora stupirci di fronte alle montagne?”

BELLUNO. La storica rassegna bellunese dedicata alla montagna compie trent’anni. Un anniversario che coincide con i 120 dalla nascita di Dino Buzzati e con i 60 dell’Alta via 1: incroci che saranno presenti anche nel ricco programma dell’evento, al via dal 2 ottobre.

 

Sarà però anzitutto l’ultima edizione di Flavio Faoro, suo ideatore e finora tra i curatori. “La manifestazione ha preso avvio - spiega - da un’idea dell’allora assessore Antonio Stragà e del sindaco Maurizio Fistarol. Nessuno ci avrebbe scommesso, ma siamo arrivati a trent’anni tra tante difficoltà logistiche, sanitarie (fatta anche durante il Covid) e amministrative, visto che fa capo al comune di Belluno ma è gestita dalla Fondazione Teatri delle Dolomiti. Io ho seguito direttamente 28 edizioni, ma oggi da parte mia c’è una certa stanchezza, quindi questa sarà la mia ultima partecipazione: resterò ancora presente e vicino, ma non più da questo lato del tavolo. Se guardo indietro è stato fatto tantissimo lavoro e di questo sono orgoglioso”.

 

Quali sono allora gli argomenti scelti per questo anniversario? Anzitutto le donne come protagoniste: al centro la figura di Amelia B. Edwards, esploratrice inglese, i cui taccuini saranno in mostra (come riproduzioni in alta qualità) a Palazzo Crepadona dal 26 settembre al 14 ottobre. “Siamo partiti dal suo libro ‘Cime inviolate e valli sconosciute’ - spiega la direttrice Valeria Benni - per un modo di percepire il paesaggio che dovremmo recuperare, anche se risale al 1872, per superare l’approccio tipico del turismo odierno. Sarà quindi un invito a guardare quello che c’è intorno a noi, non solo vederlo attraverso la lente di un telefono”.

 

La presenza femminile sarà evidenziata inoltre dalla presenza di diverse registe per la parte dedicata alla cinematografica, oltre al talk in piazza di sabato 10 ottobre con le tre direttrici dei parchi Dolomiti Bellunesi, Dolomiti d’Ampezzo e Geoparc Bletterbach, la proiezione del film “Fémene” sul cambiamento della condizione femminile nei paesi di montagna e l’incontro de L’Altramontagna con l’alpinista Tamara Lunger.

 

Altra linea che ha guidato la scaletta degli eventi riguarda l’estetica del paesaggio: un tema sul quale interverrà in particolare la Fondazione Dolomiti Unesco. “Il nome di Edwards - commenta la direttrice Mara Nemela - è arrivato alla Fondazione anni fa con una collaborazione con Alan e Susan Boyle, grazie alla quale abbiamo intrecciato relazioni con un immaginario molto vicino all’idea di patrimonio mondiale. Si tratta cioè di riconoscere il valore universale in un paesaggio già allora percepito come eccezionale. Tuttavia questo filo rosso tra i primi esploratori e il riconoscimento Unesco non porta a nulla se non lo rendiamo vivo oggi, in particolare con il tema della meraviglia: siamo infatti ancora capaci di meravigliarci di fronte alle montagne? Andarvi per mangiare un krapfen non significa stupirsi per pareti uniche al mondo: per questo abbiamo pensato che vedere questi scenari dell’Ottocento possa aiutare ad abituarci di nuovo a quell’idea di meraviglia”.

 

Infine gli aspetti botanici, presenti in conferenze e visite grazie a un progetto costruito in collaborazione con il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e Unifarco con Dolomia, coinvolta non solo come sponsor ma anche nell’organizzazione di eventi di approfondimento in tema di biodiversità locale.

 

Numerose infine anche le mostre, tra le quali a Palazzo Bembo l’esposizione sia di immagini e suggestioni dolomitiche dell’Alta via 1 (con premiazione venerdì 2 ottobre del concorso indetto dal Cai Belluno) sia delle fotografie di Marco Trevisan, che ha disegnato la copertina della rassegna. Dal 26 settembre prende poi il via la mostra “Buzzati pittore” a Palazzo Fulcis, mentre a Borgo Piave saranno esposte le architetture dell’ex villaggio Eni e di Cortina con “Vedere Gellner”. Il municipio di Limana ospiterà invece le foto di Francesco Cerpelloni su Dolomiti e Prealpi.

 

“Quanto fatto dal 1997 a oggi - conclude l'assessore alla cultura Raffaele Addamiano - si può condensare in due riflessioni: l’amore profondo per la montagna di chi ha operato in questi decenni e dei numerosi spettatori e l’amore per la cultura. ‘Cime inviolate e valli sconosciute’ ci rimanda in realtà a qualcosa che va violato e conosciuto per la voglia di aprire sempre nuovi orizzonti e nuove visioni, che è la funzione primaria della cultura”.

 

Tutti gli eventi e i link per prenotare sul sito dedicato.

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