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Al via Fico, la fabbrica italiana contadina con Melinda in pole position: 200 milioni di investimenti per (obiettivo) 6 milioni di visitatori

Inaugurato quello che dovrà diventare il ‘polo della gola curiosa’ Made in Italy. Un progetto molto importante. Presenti ministri, ex premier come Prodi, e alcuni rappresentanti del mondo produttivo trentino. Oscar Farinetti: "E’ l’esempio forse più bello in Italia di cosa vuol dire mettersi insieme"

Di Nereo Pederzolli - 16 novembre 2017 - 12:22

BOLOGNA – Il suo nome è destinato a diventare un brand mondiale del miglior agroalimentare italiano. Fico, per una Fabbrica italiana contadini inaugurata ieri nella periferia bolognese, una decina di ettari espositivi per ogni ‘bendiddio’ enogastronomico. Quasi 200 milioni di euro d’investimento, per fare di Fico il ‘polo della gola curiosa’, per dimostrare che il Made in Italy non è solo buono, ma in grado di rilanciare assolute produzioni qualitative e nel contempo dare importanti soddisfazioni economiche ( ai produttori) e altrettanto appaganti sensazioni golose ai consumatori.


Fico è l’Italia’ ha subito ribadito il premier Paolo Gentiloni, inaugurando il ‘parco del cibo’ ideato da Oscar Farinetti, istrionico quanto abile imprenditore del ‘food’. Sfida tutta italiana per un progetto che vuole coinvolgere non meno di 6 milioni di visitatori. Fico, un tourbillon gastronomico e non solo. Che supera già ampiamente pure il fascino a suo tempo ostentato da Expo Milano. Per traguardi tutti da costruire. Fico mega struttura consumistica o baluardo di educazione alimentare? E ancora: il cibo proposto mirando più all’apparenza che alla sostanza o piuttosto tante precise occasioni per recuperare saperi contadini? Difficile dare subitanee risposte. I contadini, per ora certo non si vedono tra stand, giostre, allestimenti scenografici e una moltitudine di golosità.


A proposito di agricoltori: la presenza forse più significativa della prima giornata di Fico è stata la delegazione dei frutticoltori nonesi di Melinda. Loro, in prima fila, tra ministri e immancabili autorità. Proprio così. ‘Melicoltori’ orgogliosi di poter esporre all’ingresso di Fico una ‘parete di Melinda’, mele invitanti, mele per attirare l’attenzione e dimostrare l’affidabilità della frutticoltura trentina. Lo ha ribadito anzitutto proprio Mister Farinetti : ‘E’ l’esempio forse più bello in Italia di cosa vuol dire mettersi insieme. Coltivando, insieme, per fare qualità e garantire reddito alla comunità agricola. Adesso però tutti noi dobbiamo impegnarci non solo per fare qualità, ma anche garantire salubrità, fare prodotti più sani, più rispettosi dell’ambiente’. Un concetto subito ripreso dal presidente di Melinda, Michele Odorizzi.Fico non è solo una vetrina mediatica di fondamentale importanza, ma una cassa di risonanza per tutto il comparto agricolo trentino, non solo quello legato all’ortofrutta. Ed essere proprio all’ingresso di Fico significa insegnare ai visitatori a scegliere bene, anche nei confronti di altre importanti zone produttive’.


Il Trentino si mette in mostra anche con altre ‘ficose’ produzioni. Anzitutto enologiche. Il marchio Ferrari è tra i più esposti e non è mancata neppure la sosta davanti l’esposizione delle bottiglie della ‘maison’ di Ravina dei ministri dell’agricoltura, Martina, della cultura, Franceschini, mentre Romano Prodi ha scambiato alcune battute decisamente ‘da vecchio amico di famiglia’ con Marcello Lunelli. Dunque Trento DOC suggerito per i tanti brindisi inaugurali ( tra tartufi ciclopici decisamente preziosi…) e poi altre numerose dolomitiche bottiglie d’autore, proposte pure – e questa è la ‘formula pop’ di Fico – a bicchiere. Per avvicinare il più possibile i consumatori a gustare l’assoluta qualità di vini ( solo per citarne uno…) come il San Leonardo dei Guerrieri Gonzaga.


Fico cattedrale del consumismo più sfrenato o solido baluardo contro l’omologazione gastronomica? Sicuramente operazione imprenditoriale che non ha sprecato nessun metro di terreno, perché ha recuperato gli enormi spazi del ortomercato bolognese. Perché ha allestito stalle attigue i padiglioni espositivi e perché proporrà centinaia di percorsi didattici. Insegnando a scongiurare pure gli sprechi. Non a caso Andrea Segrè è tra i ‘tutor’ di Fico, il presidente della Fondazione Mach che in un certo modo ‘vigilerà’ sui metodi di educazione alimentare e sullo stile di vendita.

 

Fabbriche contadine, occupazione giovanile, lo scambio scuola/lavoro, il cibo come risorsa, la terra da coltivare, la gola da soddisfare. Tanti e variegati i temi di Fico. Più ottimismo che scetticismo, mentre schiere di curiosi subito prenotano ‘laboratori del gusto’ o si mettono in fila per degustare sfiziosità davvero …fichissime. Una sfida, una scommessa. Per ora, promettente.

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