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Sait, la trattativa salta ancora. Uiltucs e Fisascat: " L'ennesima rottura avvicina i 116 licenziamenti senza incentivi e senza alcun accordo di prospettiva"

Filcams Cgil e azienda non riescono a dialogare e non si smuovono dalla loro posizione sulle deroghe ai criteri da applicare per concretizzare gli esuberi. Caramelle: "E necessario l'intervento della Federazione che non può continuare a lavarsene le mani"

Pubblicato il - 20 novembre 2017 - 20:20

TRENTO. Lo strappo pare ormai non più ricubile. Oggi l'ennesimo incontro tra i dirigenti del Sait e i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Uiltucs e Fisascat Cisl e ancora una volta è stata la prima a far rompere le trattative. Niente da fare, l'azienda si è mostrata irremovibile nella sua richiesta di deroga ai criteri di licenziamento e la Cgil altrettanto irremovibile a non riceverla. Risultato: la trattativa è saltata per l'ennesima volta e ora non resterà che affidarsi al servizio lavoro della Pat.

 

"All'incontro odierno in Sait richiesto da Fisascat e Uiltucs per tentare di sbloccare la trattativa - spiegano Lamberto Avanzo della Fisascat Cisl e Walter Largher della Uiltucs - che nelle intenzioni doveva entrare nel merito dei criteri e dare il via alla discussione per ridurre 'in maniera importante' il numero degli esuberi, ha partecipato anche la Filcams Cgil. La speranza di un tavolo unitario si è subito infranta sulla dichiarazione della Filcams di non voler parlare di criteri, se non di legge, come già espresso nell'ultimo incontro di venerdì scorso£. 

 

"A quel punto - proseguono i due - Fisascat e Uiltucs unitamente ai propri delegati hanno dovuto prendere atto della inesistenza delle condizioni minime per parlare di riduzione degli esuberi. Trattare poteva avere un senso, dimostrato da una prima consistente riduzione dai 135 esuberi della dichiarazione iniziale, grazie agli accordi sottoscritti da Fisascat e Uiltucs su mobilità volontaria, formazione, cooperazione salute, ed ente bilaterale. L'ennesima rottura del tavolo di trattativa avvicina sempre più quota 116 licenziamenti senza incentivi e senza alcun accordo di prospettiva. Rimane come ultima opportunità, sempre più flebile, l'incontro previsto presso il Servizio Lavoro della Pat".

 

Fisascat e Uiltucs se la prendono e non poco con Filcams Cgil spiegando di aver tentato inutilmente e fin dai primi giorni della crisi in Sait di puntare all'unità sindacale, unità che "purtroppo è stata rispedita al mittente, arrivati ormai in fondo alla trattativa, resa più complessa da un atteggiamento dilatatorio e per nulla costruttivo". Dal canto suo la Filcams Cgil spiega che prima dell'incontro con Sait aveva ricevuto mandato da un gruppo di lavoratori di non accettare aprioristicamente la deroga ai criteri di legge sugli esuberi, senza avere prima in mano il pacchetto completo con i numeri reali dei licenziamenti, il piano sociale, gli incentivi all'esodo. "Abbiamo chiesto con forza un cambiamento di metodo - comunicano - nel proseguo della trattativa, in particolare che l'azienda terminasse con il porre una pregiudiziale sull'accettazione della deroga ai criteri stabiliti dalla legge con sbilanciamento sensibile sul criterio tecnico-organizzativo".

 

E alla richiesta di avere il pacchetto completo delle proposte l'azienda avrebbe risposto di no. "La direzione del Sait - prosegue Filcams - ha ribadito la posizione già espressa: o si accetta la deroga o non si hanno le altre informazioni". "Richiediamo con forza un piano sociale - conclude Caramelle segretario della Filcams Cgil - e l'intervento della Federazione che non può continuare a lavarsene le mani". 

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