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Congedo parentale anche ai papà, 350 euro ogni 15 giorni

La decisione in una delibera approvata dalla Giunta provinciale. Il plauso della Confesercenti: "Ora, però sarebbe importante cominciare a ragionare anche su come aiutare i padri - e le madri - imprenditori, lavoratori autonomi e professionisti"

Pubblicato il - 23 giugno 2018 - 09:47

TRENTO. Anche i padri devono essere coinvolti nella cura dei figli, anche se impegnati nel lavoro, e la Provincia per promuovere la diffusione del congedo parentale paterno ha approvato una apposita delibera. 

L'intervento fa perno sull’Agenzia del lavoro, che può riconoscere ai papà che utilizzano, in alternativa alla mamma lavoratrice, il congedo parentale, un sostegno economico pari a 350 € ogni 15 giorni continuativi di congedo fruito, per un massimo di quattro mesi (120 giorni).

"E' una battaglia di civiltà ma anche un aiuto concreto che diamo ai genitori", ha sottolineato il vicepresidente Alessandro Olivi. "In Italia, come avviene da tempo nei paesi dell'Europa del Nord, deve diffondersi una cultura della genitorialità che preveda, ove opportuno, una diversa distribuzione delle responsabilità lavorative e di cura".

 

"Con questa novità - ha poi spiegato Olivi - intendiamo i sostenere le madri che lavorano, agevolando al tempo stessi i padri che si rendono disponibili a 'staccare' per un periodo, anche più frazionato rispetto a quanto stabiliva la misura precedente. Più madri al lavoro, quindi, e più padri con i figli: almeno per 15 giorni continuativi di congedo, come abbiamo stabilito con la decisione di oggi, e fino al compimento del dodicesimo anni di età del bambino".

 

Questa nuova disciplina sostituisce le due misure in vigore precedentemente. La prima, del 2011, prevedeva che i padri potessero chiedere il congedo parentale al posto delle madri lavoratrici per un periodo minimo di 30 giorni. Avere ridotto il periodo minimo a 15 giorni favorirà i lavoratori che intendono accedere alla misura, anche per più periodi, e fino a un massimo di 4 mesi per figlio.

 

Oltre a ciò, la nuova disciplina semplifica le procedure perché la cifra corrisposta al genitore non è più calcolata in base alla retribuzione percepita, come avveniva in precedenza, ma è una somma forfettaria, calcolata sulle medie erogate da Agenzia del lavoro negli ultimi anni. In questo modo il lavoratore che  fruisce del congedo può richiedere il contributo senza dover allegare  la sua busta paga.

 

La seconda misura che viene ad essere sostituita è  l'intervento straordinario in vigore dal 2017, “Premialità per i papà in congedo parentale”, finanziato con i fondi dei vitalizi provinciali, che consentiva ai padri di accedere al congedo parentale indipendentemente dal fatto che le madri lavorassero o meno

 

Plaude alla decisione della Giunta provinciale anche Confesercenti del Trentino: "La strada intrapresa è quella giusta - afferma il vicepresidente Mauro Paissan - la conciliazione vita-lavoro, il sostegno alle mamme lavoratrici deve ricomprendere un sistema di aiuti/servizi per la famiglia e per la genitorialità in generale e non solo nei confronti delle donne". 

 

"Ora, però - continua Paissan - sarebbe importante cominciare a ragionare anche su come aiutare i padri - e le madri - imprenditori, lavoratori autonomi e professionisti. La battaglia di civiltà passa anche da un più attento welfare nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi".

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