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Disoccupazione in calo in provincia: a settembre meno 2,5% dal 2017. Dato trimestrale record, il migliore degli ultimi dieci anni. Ma diminuiscono anche gli occupati

Secondo l'Istat non lavora il 3,1% della popolazione in età produttiva. Ianeselli (Cgil): "Bisogna agire anche sulla qualità"

Franco Ianeselli, segretario Cgil del Trentino
Pubblicato il - 12 dicembre 2018 - 14:18

TRENTO. Trentino, cala la disoccupazione e il dato trimestrale è il più basso degli ultimi dieci anni. Ma diminuisce anche il numero degli occupati. A renderlo noto l'Istat che oggi rende noti i dati sul mercato del lavoro relativi al terzo trimestre del 2018. Il segretario della Cgil del Trentino Franco Ianeselli: "Bisogna agire sulla qualità del lavoro, facendo crescere i salari e favorendo sistemi organizzativi partecipativi".

 

A settembre, secondo le cifre rilasciate dall'Istat, in Trentino la disoccupazione era al 3,1%, 2,5 punti percentuali in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Secondo l'istituto di statistica si tratta del tasso di disoccupazione trimestrale più basso degli ultimi dieci anni: bisogna andare al 2007 per trovare una percentuale migliore.

 

Scendendo nel dettaglio si scopre che in valore assoluto il numero di persone disoccupate in provincia è a quota 8.000. Oltre alla disoccupazione, cala però anche il tasso di occupazione, pari al 69,5%. Una cifra che, in valore assoluto, si traduce in 2.000 occupati in meno. In calo risulta poi essere pure il tasso d'attività, che passa dal 73,3 al 71,8. Guardando alla distribuzione per genere il tasso di disoccupazione cala di più tra gli uomini (dal 4,3% del 2017 al 2,7% di settembre 2018) che tra le donne, per le quali si nota comunque un miglioramento (dal 4,9 del 2017 al 3,9% di quest'anno).

 

Ianeselli commenta positivamente il dato: "Anche in questo trimestre l'Istat ci fornisce una fotografia positiva del mercato del lavoro locale. Sono dati a cui guardiamo con grande attenzione e che dimostrano anche l'efficacia delle politiche del lavoro costruite in questi anni". Ma bisogna comunque tenere alta l'attenzione, dice il segretario del sindacato: "Non nascondo la preoccupazione per un certo rallentamento della nostra economia, che potrebbe avere effetti anche sull'occupazione. Anche per questa ragione è fondamentale continuare a investire su fattori strategici quali la conoscenza, la ricerca e le politiche attive del lavoro".

 

Ianeselli ricorda la necessità di monitorare il dato relativo al tasso di occupazione: "È fondamentale invece - aggiunge - che la ripresa non si traduca in un ritiro del mercato del lavoro di quei soggetti che, anche per fronteggiare la crisi, si sono avvicinati in questi anni, ma si accompagni ad una crescita complessiva del volume degli occupati”. Le priorità su cui puntare: "Al di là dei dati positivi – chiarisce – per noi resta fondamentale costruire condizioni di buon lavoro. Non è importante solo che l'occupazione cresca, ma è fondamentale che cresca la buona occupazione, quella stabile. In questo senso è ora di favorire la ripresa dei salari e lo si sta già facendo con la contrattazione integrativa”.

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