Dolomiti Energia sul ''caso'' Le Albere: ''Mai effettuato operazioni speculative. L'obiettivo resta garantire il massimo della capacità competitive dell’azienda''
La replica dell'azienda alle dichiarazioni del segretario della Uil Alotti che criticava lo spirito immobiliare del gruppo che all'epoca aveva partecipato alla realizzazione del quartiere oggi ancora fermo

TRENTO. ''Non ha mai effettuato, né ha intenzione di effettuare in futuro, operazioni speculative né tanto meno come riportato nell’articolo di 'intraprendere irresponsabilmente il mestiere dell’apprendista immobiliarista'''. Questa la posizione ufficiale di Dolomiti Energia che risponde così a Walter Alotti, segretario della Uil Trentino, che ieri sul suo blog de ilDolomiti spiegava che la situazione che sta emergendo dal quartiere de Le Albere (ancora la maggior parte degli immobili sfitti e i debiti derivanti dalle mancate vendite) ''ripropone il tema mai seriamente affrontato della partecipazione del 'pubblico' nelle iniziative speculative private e delle scelte politiche e finanziarie che ne conseguono''.
E l'attacco diretto era proprio a Dolomiti Energia. ''Certo - scriveva il segretario della Uil - sapere che Dolomiti Energia vedrà svalutata la propria partecipazione alla sventurata impresa delle Albere (ben 20,1% del fondo Clesio) per più di 7 milioni di euro, per iniziative fuori dai suoi scopi societari, ma solo per inopportune solidarietà politiche o personali realizzate mediante scambi di manager e partecipazioni azionarie fra i componenti degli "ex salotti buoni" finanziari trentini, fa accapponare la pelle''.
Questa la replica integrale dell'azienda di energia.
''In riferimento alle opinioni espresse dal segretario provinciale Uil, Walter Alotti, Dolomiti Energia Holding intende precisare che non ha mai effettuato, né ha intenzione di effettuare in futuro, operazioni speculative né tantomeno come riportato nell’articolo di “intraprendere irresponsabilmente il mestiere dell’apprendista immobiliarista”. Ricorda che la propria partecipazione all’operazione di riqualificazione urbana dell’area ex-Michelin risale ad un periodo precedente alla stessa nascita del Gruppo Dolomiti Energia ed era finalizzata ad assumere da parte delle allora municipalizzate di Trento e Rovereto, come poi avvenuto, un ruolo industriale nella gestione energetica di tutto il comparto, con la fornitura di calore e raffrescamento grazie alla realizzazione della centrale di trigenerazione e della rete di distribuzione a servizio di tutto il quartiere''.
''Inoltre - prosegue Dolomiti Energia - come ricordato negli articoli citati, tale iniziativa aveva coinvolto alcuni fra i più rilevanti soggetti imprenditoriali e finanziari del territorio a riprova dell’importanza dell’operazione di riqualificazione per la città di Trento e per l’intera Provincia. Un’iniziativa immobiliare che ha permesso di dare vita a progetti d’eccellenza che rappresentano per la collettività occasioni di crescita e ricchezza come il MUSE, diventato un modello di riferimento internazionale nel settore culturale. Riguardo poi alla presunta volontà di recuperare eventuali perdite di natura patrimoniale attraverso interventi di riduzione costi e/o peggioramento di accordi contrattuali in essere, si ricorda che il Gruppo Dolomiti Energia opera in un regime di mercato e di aperta concorrenza con altri operatori e che pertanto il costante sforzo al miglioramento dei processi e all’efficienza economica degli stessi va nell’ottica di garantire il mantenimento della capacità competitiva dell’azienda, allo scopo di assicurare anche in futuro le condizioni per lo sviluppo dell’attività e la conseguente tutela occupazionale del personale di tutto il Gruppo come fin qui avvenuto''.











