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Festival Economia a rischio? Dal Nobel Michael Spence a Tonia Mastrobuoni tutti contro Fugatti: ''Un patrimonio da non perdere''

Nel mirino anche Tito Boeri, direttore scientifico dalla prima edizione nel 2006, che però non commenta. Fugatti: "Il Festival deve essere più plurale", ma sono tante le personalità con un'altra visione ospiti nel passato

Di Luca Andreazza - 03 novembre 2018 - 05:01

TRENTO. "Trovo l'atmosfera del Festival di Trento unica, quasi magica, per questo ci vengo volentieri ogni volta che posso", queste le parole di Michael Spence, premio Nobel del 2001, affidate alle pagine di Repubblica (venerdì 2 novembre), che aggiunge: "Manager di alto livello, ministri di tanti Paesi anche emergenti, economisti prestigiosi. Un patrimonio da non perdere". E' una levata di scudi a difendere il Festival dell'Economia.

 

Dai premi Nobel a Tonia Mastrobuoni, autorevole firma di Repubblica, tutti contro Maurizio Fugatti, il neo presidente della Provincia di Trento. Un Festival dell'Economia definito a rischio dal quotidiano che ripercorre l'idea, un po' folle all'epoca, di rendere "pop" l'economia. Un compito inizialmente non semplice e ambizioso, ma questa kermesse è riuscita a fare centro fin dalla prima edizione per crescere sempre.

 

Un volano importante per la città e il Trentino che si posizionano sulla cartina geografica attraverso un evento unico, un format che nel tempo è poi diventato un trampolino di lancio capace di attrarre anche Rcs, un ruolo di apri-pista per il più recente Festival dello sport. Media nazionali e internazionali, ospiti che mai si sarebbero sognati di venire a Trento e tanto indotto. Location piene e maxi-schermi in piazza. Pubblico giovane.

 

Uno studio dell'Università di Trento mostra, infatti, che il moltiplicatore si spinge fino a cinque, cioè per ogni euro investito il ritorno è per cinque.  Un report che evidenzia, numeri del Servizio statistica della Provincia alla mano, come nei giorni dell’evento nel giro di solo un'edizione, la secondo in confronto alla prima del 2006, arrivi e presenze turistiche siano aumentate rispettivamente del 16% e del 25%. Insomma, non ci si ferma solo all'incremento del numero dei turisti, ma anche la tendenza ad un allungamento della permanenza in città.

 

L'intenzione di cancellare il Festival non sembra praticabile. Il Festival funziona e abbatte le barriere tra i grandi nomi e il grande pubblico, un modo di cambiare la cultura, quando una ricerca dell'Ocse sostiene che gli italiani sono i meno preparati in economia e finanza rispetto alla media delle altre nazioni sviluppate. Un dato che spiega in parte proprio le diseguaglianze. Se non si conosce, non si può porre rimedio.

 

A questo si aggiunge anche il grande sostegno sui social: tantissimi i commenti di solidarietà a favore della kermesse. E, piaccia o non piaccia, questo evento ha dimostrato di funzionare e Trento non è l'ombelico del mondo, fuori non c'è il vuoto: se non è qui, sarà altrove con altra veste e con tanti ringraziamenti in termini di visibilità e indotto di quella città che approfitterà del regalo.

 

La discussione si è apparentemente spostata sul "troppo di sinistra", cioè "una precisa visione economica e politica del mondo, di sinistra". Ma dopo gli incontri arriva il fuoco delle domande e quindi diventa difficile categorizzare, ammesso che i concetti di destra e sinistra siano ancora così attuali, un evento di questo tipo. 

 

"Ora è prematuro - commenta Maurizio Fugatti a Il Dolomiti - parlare di questo evento, ma credo che dovrebbe essere più plurale". Ma le vie e le location di Trento hanno visto anche Giulio Tremonti e Roberto Maroni, Giulia Bongiorno e Chiara Appendino. Solo per citare alcuni nomi perché la lista è lunga. 

 

Nel mirino anche la figura di Tito Boeri, da sempre direttore scientifico dell'Economia, che potrebbe ritenersi libero, non essere più alla guida di questo Festival che ha lanciato e cresciuto. Ma per ora il direttore non si sbilancia, contattato telefonicamente, si è trincerato dietro un "No comment".

 

Oggi si insedia il nuovo consiglio, ma si potrebbero prospettare tempi duri per i Festival del capoluogo, che non sembrano piacere particolarmente alla Lega, il neo consigliere e papabile assessore Mirko Bisesti non era stato particolarmente tenero verso quello dello Sport (Qui articolo), ma questo è "sicuramente fuori pericolo", blindato con Rcs per altre due edizioni e i contratti sono abituati a rispettarli per dirla alla Matteo Salvini.

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