Riva Fiere alla politica: ''Il Trentino non è l'ombelico del mondo e l'Europa non è solo l'Euregio. Dobbiamo investire ora che il turismo va bene''
L'intervista a Roberto Pellegrini, il numero uno di Riva del Garda Fierecongressi tra il turismo di domani, burocrazia ("Undici anni per fare un bando e cinque per realizzare un'opera sono troppi"), Università e le richieste al prossimo governatore provinciale

RIVA DEL GARDA. "Stiamo meglio rispetto ad altre realtà, ma è evidente il problema strutturale: la Loppio-Busa è scandalosamente in ritardo e una viabilità efficiente è fondamentale per il turismo", queste le parole di Roberto Pellegrini, presidente di Riva del Garda Fierecongressi, che aggiunge: "Il nostro territorio è come un bambino, deve essere cullato e accudito, sono contrario alle super-strade, ma deve essere trovata una soluzione compatibile e sostenibile. In generale però si deve smettere di ritenere il Trentino l'ombelico del mondo e lavorare a testa bassa".
La realtà di Riva del Garda è reduce dal via libera della Provincia per riqualificare e ampliare le aree del quartiere fieristico tra un nuovo padiglione, un palasport e parcheggi. Tra le criticità la burocrazia. "I tempi - aggiunge il numero uno di Fierecongressi - sono troppo lunghi e la politica deve riuscire a semplificare gli iter. I bandi per portare avanti questi lavori sono usciti solo recentemente. Il piano iniziale è però del 2007, mentre il termine di fine lavori è previsto per il 2023".
Undici anni per definire e partire, cinque per completare l'opera per un totale di 16 anni. "Un'eternità e nel mezzo il mondo è cambia diverse volte. In Cina - prosegue Pellegrini - hanno costruito un quartiere fieristico da due milioni di metri quadri in due anni. Ora non dico che deve essere il nostro caso perché è meglio pensarci un po' di più, ma ci vuole il giusto equilibrio e una visione di prospettiva: un'infrastruttura che serve oggi può diventare dannosa un domani".
Il turismo è tra i settori strategici del Pil provinciale e in questi ultimi anni le presenze sono in espansione, anche per la chiusura di alcuni mercati per l'instabilità politica e le tensioni internazionali.
"Gli ultimi tre anni - evidenzia il presidente - non possono essere un parametro fino in fondo per alcune condizioni troppo favorevoli. La mia visuale è un angolo molto particolare e strettamente legato al segmento business del comparto fieristico e congressuale: in questo caso la capacità di spesa del turista e fino a tre volte superiore rispetto al cliente normale. Il metro di giudizio non può essere solo legato alle presenze, ma si devono considerare anche qualità e capacità di spesa".
Si parla di destagionalizzare, più facile a dirsi che a farsi, quindi serve internazionalizzare perché il mercato italiano è legato ai classici periodi di vacanza.
"Bisogna saper investire ora che la situazione è ottima e il comparto in salute. La strada giusta già imboccata - dice Pellegrini - è quella di internazionalizzare l'offerta, ma dobbiamo uscire dal parametro dell'Euregio, anche per sapere cogliere le opportunità di copiare quanto già funziona all'estero. Dobbiamo poi tenere conto che il Trentino ha una ricchezza unica, che è l'ambiente. Servono scelte concrete legate a questo punto di forza, ma anche che ruotano intorno a lago di Garda e Dolomiti: se funzionano questi due macro-aree, le ricadute riguardano tutta la provincia e tutti i territori possono godere dei benefici. Il turismo è un mondo sfaccettato che dipende da mille fattori. Le strutture ricettive sono di qualità e i trasporti funzionano. Gli esercizi commerciali sono in difficoltà e devono riflettere sul futuro, differenziare i prodotti e trovare un'identità".
In questi anni la cultura si è ripresa attraverso le domeniche a ingresso gratuito nei musei. "Sono meccanismi che rappresentano solo escamotage per non affrontare il problema. Si deve dare valore. La Provincia - evidenzia il presidente di Riva del Garda Fierecongressi - deve investire a prescindere dalle ricadute per tenere in piedi il bene culturale. Un patrimonio che arricchisce perché l'ignoranza comporta sottosviluppo. Comunque la cultura porta indotto, bisogna crederci e interrogarsi su come sfruttare quanto a nostra disposizione".
Un altro tema è quello della grandi manifestazioni. "Dobbiamo avere coraggio. Perdere magari qualche pacca sulla spalla, ma razionalizzare. E' inutile - spiega Pellegrini - avere migliaia di piccoli eventi, ormai autoreferenziali. Ridurre per aumentare la qualità sui quali puntare, appuntamenti di respiro nazionale e internazionale di alto spessore".
Università, alta formazione e innovazione. L'Ateneo trentino è un punto di riferimento, ma il mercato del lavoro poi non offre gli sbocchi professionali necessari, qui ancora abbastanza classici, e quindi i nostri laureati sono costretti ad uscire dalla Provincia.
"Abbiamo un ottimo rapporto di interscambio con l'Università tra eventi e consulenze - dice il presidente - ma anche con gli Istituti per l'alternanza scuola-lavoro, ma è necessario trovare il modo di valorizzare le competenze, che poi giustamente si perfezionano al lavoro. Noi siamo fortunati perché riusciamo ad accogliere figure professionali che possono portare un importantissimo contributo alla nostra realtà".
Ma Riva del Garda Fierecongressi cosa chiede al nuovo governatore? "Chiunque sia - conclude Pellegrini - la richiesta è quella di proseguire lungo i percorsi già avviati per il nuovo quartiere fieristico e monitorare il suo sviluppo: non possiamo aspettare altri dieci anni. Un altro aspetto è quello di sostenere il settore business per la sua valenza sul territorio. In quattro mesi di congressi e fieri pesiamo per il 7% sulle presenze annuali a Riva, ma soprattutto per il 15% in termini economici. Abbiamo un bilancio da 15 milioni di euro e il pubblico pesa lo 0,7%. I nuovi investimenti ricadono sulla nostra società: possiamo reggere, ma questo significa che mancano risorse per le altre attività quali marketing e comunicazione".











