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Sit in di protesta della Cisl Fp davanti all'Azienda sanitaria: ''Sblocchiamo i contratti del comparto''

Il segretario Pallanch: ''Questo comportamento della giunta e del sindacato corporativo danneggia le lavoratrici e i lavoratori della sanità. E' necessario chiudere invece un accordo dignitoso e non lasciare i dipendenti ostaggi di nessuno. Se non chiudiamo, il rischio concreto è quello di dover ricominciare"

Pubblicato il - 10 settembre 2018 - 20:07

TRENTO. Hanno protestato davanti all'azienda sanitaria "perché siamo fermi da due anni, ormai, e da Zeni non si hanno risposte''. La Cisl Funzione Pubblica si è trovata quest'oggi a manifestare con alcuni lavoratori del comparto in via Degasperi per sbloccare il contratto e al contempo sensibilizzare la Giunta per avere più risorse da distribuire subito a tutti i lavoratori della comparto sanitario.

 

"E' ora e tempo di chiudere il contratto sanità - spiega il segretario Giuseppe Pallanch -. Stiamo registrando in questi ultimi tempi forti pressioni di altri sindacati per bloccare la trattativa perché vogliono lasciare sul tavolo tutte le risorse strutturali di oltre 4 milioni recuperati per merito anche della nostra azione. La proposta della Cisl è di erogare equamente oltre le risorse in questione anche i 5 milioni di euro una tantum a tutte le lavoratrici e lavoratori della sanità. Non possiamo scherzare e dobbiamo concludere una trattativa che si sta allungando da troppo tempo".

 

La situazione di stallo, infatti, sta assumendo contorni davvero preoccupanti soprattutto per quanto riguarda l'incertezza che ormai grava sul comparto e per questo oggi la protesta è stata prolungata per quasi un'ora e mezza. "Questo comportamento danneggia le lavoratrici e i lavoratori della sanità - prosegue Pallanch -. E' necessario chiudere invece un accordo dignitoso e non lasciare i dipendenti ostaggi di nessuno. Se non chiudiamo, il rischio concreto è quello di dover ricominciare".

 

E il presidio era teso proprio a questo: accelerare la firma del contratto e realizzare le iniziative messe in campo dal sindacato. Su tutte quella di erogare le risorse in campo per tutte le professioni sanitarie e non, oltre a rilanciare una proposta per affrontare la tornata 2019/2021.

 

E poi ci sarebbero la valorizzazione di tutte le professioni e l’aggiornamento delle indennità di turno, il riconoscimento delle competenze dell'operatore socio-sanitario e l'omogenizzazione con le Autonomie locali del personale tecnico amministrativo e operaio, così come l'erogazione in armonia con la Provincia del trattamento di fine servizio e la riqualificazione di tutto il personale in turno.

 

"Serve un intervento incisivo e risorse adeguate - conclude Pallanch -. E' importante un accordo, che sia trasversale, che possa garantire a tutti i lavoratori il riconoscimento delle professionalità che a diverso titolo operano in un’Azienda da oltre 8 mila dipendenti, ogni giorno al servizio dei cittadini. Chiediamo, per questo, maggiore consapevolezza e responsabilità anche agli altri sindacati seduti intorno al tavolo".

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