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La Cisl Fp: ''Sbloccare il contratto sanità. E' tardi". Il sindacato organizza un presidio di protesta per fare pressione sulla Provincia

Il sindacato organizza per venerdì 4 ottobre alle 9.30 al piazzale antistante l'assessorato alla sanità in via Gilli a Trento un presidio. La richiesta del sindacato è quella chiudere il contratto dopo la firma dell'accordo stralcio firmato risale ormai un anno fa

Pubblicato il - 02 ottobre 2019 - 18:59

TRENTO. "Abbiamo formalmente sollecitato nuovamente il presidente di Apran a riconvocare il tavolo per la chiusura del contratto 2016/18". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, in delegazione con Silvano Parzian, Sandro Pilotti e Alfio Traverso, che aggiunge: "E' trascorso oltre un anno dal tentativo di accordo stralcio firmato dal nostro sindacato e rifiutato dalla maggioranza. Una decisione che non ha consentito di dare ai lavoratori il dovuto in termini di risorse e tutele".

 

E per cercare di sbloccare la situazione, il sindacato organizza per venerdì 4 ottobre alle 9.30 al piazzale antistante l'assessorato alla sanità in via Gilli a Trento un presidio. La richiesta del sindacato è quella chiudere il contratto dopo la firma dell'accordo stralcio firmato risale ormai un anno fa. La Cisl Fp e Fenalt avevano, infatti, sottoscritto un accordo che avrebbe dovuto portare alla conclusione dei lavori, ma tutto si è fermo per l'opposizione di Nursing Up e Uil.

 

"Questo blocca 10 milioni di euro. Avevamo raggiunto un ottimo risultato - evidenzia la Cisl Fp - cioè 5 milioni di euro una tantum da destinare a tutti i lavoratori come da tabellare". Il sindacato riparte dalla piattaforma promossa soprattutto in questi ultimi 12 mesi. Sono tanti i punti all'ordine del giorno che la Cisl Fp intende migliorare: si va dall’aggiornamento delle indennità di turno alla valorizzazione dell'operatore socio-sanitario. 

 

Ma anche l'omogenizzazione con le Autonomie locali del personale tecnico amministrativo e operaio, così come l'erogazione in armonia con la Provincia del trattamento di fine servizio e la riqualificazione di tutto il personale. "Serve maggiore responsabilità - conclude Pallanch - così come più coraggio per portare a termine questi impegni  che si prolungano da anni. E' ormai necessario chiudere un accordo dignitoso e partire per l'accordo del triennio 2019/2021. E' ora di dire basta e concludere il contratto, non si possono tenere i lavoratori in ostaggio".

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