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| 18 nov 2019 | 12:33

Sanità, domani sciopero di 24 ore e possibili disagi. Intanto Cgil, Cisl e Uil organizzano una prima mobilitazione: ''Pronti i pullman da tutto il Trentino''

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari: "Visite ambulatoriali e prelievi potranno subire qualche disservizio". Nel frattempo i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un'assemblea sindacale per quanto riguarda le autonomie locali per venerdì 22 novembre dalle 9 alle 13 alla Sala della cooperazione in via Segantini a Trento

TRENTO. Il sindacato professionale Shc sanità human caring ha proclamato per domani, martedì 19 novembre, uno sciopero nazionale di 24 ore per il settore sanità pubblica, privata, terzo settore, residenze sanitarie assistenziali, residenze assistenziali e aziende per i servizi alla persona.

 

La mobilitazione riguarda solamente il personale dell'area non dirigenziale e in particolare, operatori socio sanitariinfermieri generici, puericultrici, ausiliari socio assistenziali, operatori socio assistenziali, ausiliari, operatori tecnici addetti all’assistenza.  

 

L’Azienda provinciale per i servizi sanitari si è attivata per garantire i servizi pubblici essenziali e agli utenti in continuità assistenziale attraverso la determinazione di contingenti minimi di personale.

 

L’assistenza sanitaria d’urgenza (servizi di emergenza e pronto soccorso) sarà garantita, mentre potrebbero esserci disagi per quanto riguarda le attività programmate, in base alle adesioni allo sciopero. Possibili disservizi quindi potranno verificarsi per le visite ambulatoriali programmate e i prelievi del sangue. 

 

Nel frattempo i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un'assemblea sindacale per quanto riguarda le autonomie locali per venerdì 22 novembre dalle 9 alle 13 alla Sala della cooperazione in via Segantini a Trento. Sono diversi i temi all'ordine del giorno: il rinnovo dei contratti pubblici (assenza di risorse contrattuali e la sola indennità di vacanza contrattuale) e il blocco delle nuove assunzioni.

 

E ancora la stabilizzazione del precariato e la revisione dell'ordinamento professionale, la richiesta di prospettive chiare sul riassetto istituzionale e il contrasto a un'idea dell'efficientamento del sistema pubblico attraverso tagli. "E' inaccettabile - commentano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - l’assenza di risorse, mentre a livello nazionale e in Alto Adige ci sono stanziamenti avanzati. La sola indennità di vacanza contrattuale non è una concessione, ma un diritto contrattuale".

 

Le parti sociali hanno organizzato, poi, diversi pullman per collegare Trento al resto del Trentino per raggiungere il capoluogo. Le partenze sono previste da Borgo con tappe a Levico e Pergine, da Riva del Garda con fermate a Mori e Rovereto e da Malè con passaggi a Cles e Mezzolombardo

 

A queste si aggiungono le tratte da Storo con fermate a Tione, Ponte Arche e Vezzano, quindi da Cavalese via Cembra e Lavis. La destinazione dei pullman è per tutti, ovviamente, Trento.

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