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Turismo, estate a gonfie vele per il Trentino trainato da Garda e val di Fassa. Asat: ''Bisogna saper innovare quando va bene''

Il settore alberghiero resta il motore del sistema, ma buona crescita per il comparto extralberghiero. Complessivamente gli arrivi sono stati 1 milione e 859.271 per un +6,4%. Bene anche le presenze a quota 8 milioni 335.682, +4,5% rispetto allo stesso trimestre del 2018. Il vice presidente Masè: ''La sostenibilità non è il futuro ma il presente. Trovare equilibrio tra tradizione, ambiente e innovazione"

Di Luca Andreazza - 09 ottobre 2019 - 13:15

TRENTO. "L'impegno per migliorare è costante. I buoni risultati però non devono far perdere il senso della necessità di aggiornarsi e formarsi continuamente". Così Marco Masè, vice presidente di Asat, nel tracciare un primo bilancio della stagione estiva, che aggiunge: "E' fondamentale innovare e trovare nuove strade quando il settore è in salute. Non ci si deve sedere, ma è importante avere coraggio".

 

Un andamento estremamente positivo per il turismo nei settori alberghiero e extralberghiero nel periodo compreso tra giugno e agosto 2019. Complessivamente gli arrivi sono stati 1 milione e 859.271 per un +6,4%. Bene anche le presenze a quota 8 milioni 335.682, +4,5% rispetto allo stesso trimestre del 2018.

 

"Ormai è necessario perseguire l’obiettivo della sostenibilità tra novità e innovazione. Non deve mancare equilibrio - prosegue il vice presidente - tra tradizione, ambiente e sviluppo. Parlare di sostenibilità non è più il futuro, ma il presente. I principali motori di ricerca dimostrano che questo concetto è una motivazione di vacanza. Anche gli hotel devono mostrare una coerenza e una capacità di comunicare l'aderenza a questo tema". "Essere green - evidenzia Roberto Pallanch, direttore di Asat - rappresenta una scelta di carattere strategico che riguarda le aziende, l’ambiente ed il territorio. In questo senso è importante muoversi con progettualità, scelte e visioni coerenti tra il mondo politico e gli attori del territorio come Apt, categorie e Trentino Marketing".

 

Le conferme sono la forza turistica di Garda Trentino e val di Fassa, ma buonissimi i numeri anche per l'ambito di Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi. Il Garda continua a essere il territorio preferito dagli ospiti che scelgono il Trentino con 242.275 arrivi e 895.424 presenze estive negli alberghi. Sono, infatti, 74.920, 80.884 e 86.471 gli arrivi rispettivamente del mese di giugno, luglio e agosto. Identico il trend per le presenze: 253.456 a giugno, 310.480 a luglio e 331.488 in agosto.

 

Ecco la val di Fassa gettonata per arrivi (38.558 a giugno, 73.806 a luglio e 84.921 in agosto) e per presenze (121.164 a giugno, 400.851 a luglio e 469.709 ad agosto). Si tratta di 197.285 arrivi e 991.724 presenze nella stagione estiva.

 

Il maggior tasso di crescita per arrivi e presenze è appannaggio di Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi: agosto a doppia cifra per gli arrivi (+10,3% e 40.006 unità), mentre le presenze si attestano a 88.826 per un +6,3%. Simile l’andamento nei mesi di giugno e agosto con un incremento del 12,3% e del 12% per gli arrivi e del 17,8% e 12,2% per i pernottamenti. "Complessivamente – afferma Masè – le diverse aree geografiche del Trentino fanno rilevare segni positivi: le crescite dei movimenti sono davvero interessanti. Peccato per il mese di maggio, troppo condizionato in maniera negativa dal maltempo".

 

I dati di Ispat, l'Istituto di statistica della Provincia, segnalano una forte internazionalizzazione del movimento turistico. Il trend di crescita è positivo per entrambi i mercati, ma gli arrivi stranieri sono saliti del 9,1% rispetto al 2018 per alberghiero e extralberghiero, mentre i pernottamenti segnano un +6,8% rispetto al 2018.

 

In particolare, va rilevato che valori marcati di crescita vengono registrati per la componente estera soprattutto nel settore extralberghiero (arrivi a +14,6% arrivi e presenze a +11,7% di presenze. I mercati di riferimento restano la Germania, i Paesi Bassi e la Gran Bretagna

 

Capitolo italiani. Qui i tassi di crescita sono più contenuti: rispetto al 2018, gli arrivi sono aumentati del 4,8% e le presenze del 3,3%. "L’andamento giornaliero delle presenze negli esercizi alberghieri - - delinea una curva, rispetto allo stesso mese estivo del 2018 quasi coincidente per l’intero periodo preso in esame. Un'analisi condotta considerando un campione di 1.501 alberghi".

 

Il settore extralberghiero gioca un ruolo sempre più centrale: 608.419 arrivi (+9,8% rispetto al 2018) e 2 milioni 997.125 presenze (+8,3% rispetto al 2018) a raddoppiare i dati in punti percentuali per gli stessi valori calcolati per il comparto alberghiero.

 

Ma i numeri più corposi restano, comunque, all’interno del settore alberghiero, motore del sistema: sono 1 milione 250.852 gli arrivi (con un incremento del 4,8% rispetto al 2018) e sono 5 milioni 338.557 le presenze (con un incremento del 2,5% rispetto al 2018). "Un segnale chiaro, quindi, del fatto che la fetta di torta più grossa è sempre a favore dell’alberghiero - evidenzia il vice presidente di Asat - il 67,3% degli arrivi totali e il 64,1% delle presenze totali sono correlati ad ospiti che scelgono di trascorrere la loro vacanza in hotel".

 

Seppur ancora parziali, si muovono bene anche i dati registrati nei primi 15 giorni di settembre. Una stima condotta da Asat su 1.281 struttura, le quali rappresentano il 47,7% dei letti totali disponibili, evidenzia valori in crescita in termini di arrivi e presenze.

 

Se si analizzano i singoli mesi tra alberghiero e extralberghiero, agosto è quello migliore in termini di arrivi e presenze con 769.549 e 3.748.525, che fanno segnare rispettivamente incrementi del 7% e del 2,9%, quindi spazio a luglio con 657.681 arrivi (+0,3%) e 3.129.095 presenze (+2,1%). A giugno invece 432.041 arrivi (+15,8% sul 2018) e 1.458.062 pernottamenti (+14,9%). Una conferma che l'inizio della stagione è sempre più apprezzato, così come tendenzialmente la coda.

 

Dall’analisi condotta dall’Asat, attraverso una metodologia di ricerca sociale quantitativa e qualitativa e avvalendosi del software H-Benchmark, emerge che l’occupazione delle stanze nel periodo tra maggio e settembre 2019 è salita del 2% rispetto allo stesso periodo nel 2018, passando dal 64% al 66%. Inoltre, il prezzo medio per la camera (due persone, in mezza pensione Iva inclusa) è aumentato di 6 euro, da 154 euro a 159 euro.

 

"Una crescita estiva – conclude Masè – che va a premiare certamente l’immagine di 'qualità' che il Trentino propone ai suoi ospiti. Tant’è che sempre più giovani trascorrono le proprie vacanze sul nostro territorio, attratti dalla diverse esperienze turistiche attive che possono sperimentare. Decisamente presenti anche le famiglie, dedite alla vacanza in montagna a contatto con la natura ed attratte dalle numerose località attrezzate ad hoc per accogliere i piccoli ospiti, nonché dai laghi balneabili. Non manca nemmeno il target 'maturo': in questo caso accade con una certa frequenza che questo tipo di turisti si dedichi a semplici passeggiate nel verde, ma anche alle numerose attrazioni culturali".

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