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Welfare anziani, la riforma Spazio Argento slitta. I sindacati: ''Danno per le famiglie e per gli operatori del settore''

Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro con l'assessore Segnana. Presenza trentina alla manifestazione nazionale di febbraio: protesta contro la Finanziaria e le modifiche agli adeguamenti delle pensioni all'inflazione

Cisl - Funzione pubblica | spazio autogestito
Pubblicato il - 16 gennaio 2019 - 14:11

TRENTO. Spazio Argento, il nuovo modello organizzativo in materia di assistenza per gli anziani, sarebbe dovuto partire a marzo, ma così non sarà. Immediata la risposta dei sindacati che oggi hanno tenuto un direttivo unitario nella Sala Rosa della Regione. Tra i temi sul tavolo anche la legge di stabilità, la tutela dei diritti e del reddito dei pensionati (il riferimento è alla perequazione pensionistica).

 

L'avvio dello Spazio Argento slitterà almeno all'anno prossimo, si è letto oggi sulla stampa. E subito i Cgil, Cisl e Uil del Trentino hanno chiesto un incontro urgente con l'assessore a Salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana. Molta la preoccupazione, infatti, in merito alla riforma del welfare degli anziani, di cui Spazio Argento secondo i sindacati è "uno dei punti centrali".

 

"Siamo molto preoccupati per la decisione di rimandare scelte fondamentali per il welfare anziani - affermano Andrea Grosselli (Cgil), Lorenzo Pomini (Cisl) e Walter Alotti (Uil) assieme ai segretari delle federazioni dei pensionati Ruggero Purin (Spi), Tamara Lambiase (Fnp) e Claudio Luchini (Uil) - così come ci allarma l'assoluta incertezza sulle risorse disponibili da destinare a questo ambito".

 

Secondo i tre sindacati "il Trentino ha bisogno di avviare in tempi rapidi politiche innovative di welfare per gli anziani, in grado di rispondere all'invecchiamento della popolazione e ai bisogni delle famiglie con famigliari anziani e non autosufficienti".

 

"La riforma è stata costruita pensando ad una presa in carico totale dell'anziano, a un coordinamento in rete dei servizi pubblici e di quelli offerti dal terzo settore, a una garanzia di servizi di qualità su tutto il territorio e al rafforzamento indispensabile dell'assistenza domiciliare - insistono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil - Questi ritardi rischiano proprio di danneggiare le famiglie che si prendono cura di parenti non autosufficienti, il personale che opera nell'assistenza sia nel pubblico, sia nel privato sociale, i territori che debbono gestire un aumento della domanda di servizi a fronte di una contrazione delle risorse disponibili".

 

E in tema di risorse le tre sigle sindacali tornano sulla loro proposta: "Abbiamo suggerito alla giunta di mantenere il sistema dell'assegno unico provinciale e di armonizzarlo al nuovo reddito di cittadinanza statale per evitare duplicazioni di sussidi. In questo modo si libererebbero 25 milioni di euro sul bilancio provinciale. Queste risorse devono tornare alle famiglie sotto forma di servizi sociali, di assistenza alle persone in difficoltà e di politiche del lavoro".

 

I sindacati chiedono inoltre un "reale coinvolgimento nei tavoli di confronto anche delle organizzazioni sindacali dei pensionati e dei lavoratori del settore di cura".

 

Durante il direttivo di questa mattina si è inoltre parlato della Finanziaria e, in particolare della modifica prevista per gli adeguamenti delle pensioni all'inflazione. Secondo i sindacati "vengono tolti 7 milioni di euro a 52.734 pensionati trentini". Anche per questo motivo rappresentanti delle tre sigle sindacali saranno a Roma alla manifestazione nazionale in programma per il prossimo 9 febbraio.

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