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Brexit e Pac, per l'agricoltura Trentina a rischio 48 milioni di euro. L'allarme del Patt: ''La Provincia sta a guardare? Prodotti agricoli e turismo siano interconnessi''

I consiglieri Michele Dallapiccola, Ugo Rossi e Paola Demagri in campo con la proposta di alcuni provvedimenti per evitare conseguenze negative per il Trentino. Ugo Rossi: "Preoccupazione ma anche un po' di denuncia verso una certa sottovalutazione"

Di Giuseppe Fin - 30 gennaio 2020 - 19:08

TRENTO. L’Unione Europea ci ha abituato a decenni di progresso e passi in avanti fatti insieme ma oggi purtroppo la ferita della Brexit rappresenta una delle pagine più buie. Domani ci sarà lo storico divorzio: alle 23 ora di Londra del 31 gennaio, mezzanotte sul continente, il Regno Unito sarà ufficialmente fuori dalla Ue di cui ha fatto parte per 45 anni. Inevitabili i riflessi per gli altri Stati che tra l'altro proprio in questi mesi stanno discutendo un capitolo importante, la cosiddetta Pac, Politica agricola comunitaria. Per capirne l'importanza basta citare due dati: dei 120 miliardi circa che compongono il montante complessivo del bilancio della Comunità europea, ben 55 riguardano l'agricoltura.

 

Il confronto che si sta portando avanti in sede europea vede la volontà da parte degli stati membri di diminuire il proprio gettito di contributo all'Europa. Questo, assieme inevitabilmente agli effetti della Brexit, potrebbe portare a degli effetti devastanti che ricadrebbero proprio sull'agricoltura degli Stati e quindi sulle regioni. Il ragionamento è molto semplice: se il singolo Stato vuole pagare meno, allora anche la Comunità distribuirà meno”.

 

La Pac ha due pilastri, il primo è rappresentato dai pagamenti diretti “Titoli e premi per superficie” per un valore di circa 41 miliardi all'anno. Questo pilastro non dovrebbe essere interessato da alcun taglio. Ben diversa la situazione per il secondo pilastro della Pac e cioè i Prs (Piano di sviluppo rurale) sul quale dovrebbe gravare il calo delle risorse. E' proprio su questo punto che arriverebbero i riflessi negativi anche per il Trentino. Stiamo parlando di un aggravio che porterebbe ad un taglio di circa il 15% di risorse all'agricoltura e che per il Trentino significherebbe un taglio netto di 48 milioni di euro sul totale di 320 milioni di euro.

 

A lanciare l'allarme è il Patt con i consiglieri provinciali Michele Dallapiccola, Ugo Rossi e Paola Demagri che oltre a sottolineare i riflessi negativi che ricadrebbero sul nostro territorio, da un lato si chiedono cosa stia facendo la Provincia per evitarli e dall'altro propongono interventi precisi per riuscire a mitigarne gli effetti e valorizzare il comparto agricolo aiutando gli imprenditori trentini. “Da parte nostra – ha spiegato Ugo Rossi – vogliamo esprimere preoccupazione ma anche un po' di denuncia verso una certa sottovalutazione senza però dimenticarci delle proposte”. Il taglio del 15% delle risorse europee avrebbe un impatto non di poco conto per il Trentino. “Il nostro territorio prende 320 milioni con il Psr e con i prossimo piano – ha spiegato il consigliere Dallapiccola – rischiamo che siano tolti 48 milioni. Sono volumi importanti che assieme ad altri andranno inevitabilmente a segnare il passo”.

 

Ecco allora che il Partito Autonomista ha deciso di presentare una proposta molto strutturata, una strada da seguire, per riuscire ad evitare cali di risorse per un settore strategico a livello provinciale come quello dell'Agricoltura. La ricetta è quella dell'aumento della competitività e dell'integrazione turismo e agricoltura con aiuti aggiuntivi sulla scia, per esempio, di quello che è stato fatto in passato con gli agritur che sono diventati delle vere e proprie rivoluzioni.

 

Alcune proposte sono depositate da tempo altre invece sono state presentate oggi con provvedimenti specifici. Il primo concetto chiave è quello dell'interconnessione e integrazione tra settori. “Oggi – ha spiegato Michele Dallapiccola – oltre a beneficiare del marchio 'Qualità Trentino' dovrebbero anche poter utilizzare il logo ufficiale 'Trentino'. Questo gli permetterebbe di diventare veri e propri ambasciatori sul territorio con un ritorno a livello nazionale davvero enorme”. Sempre in questa chiave di fondamentale importanza è la promozione dei cosiddetti “multifunzione” ed è stato presentato quest'oggi il disegno di legge, a prima firma di Michele Dallapiccola, “Vendita diretta dei prodotti agricoli”.

 

Qui il disegno di legge

 

 

 

“I nostri operatori e imprenditori agricoltori – ha spiegato l'ex assessore - devono poter valorizzare la propria multifunzione ed avere la possibilità di investire in questo”. La vendita diretta, inoltre, deve diventare, elemento di un sistema. “La proposta di regolamentare la vendita diretta – ha continuato Dallapiccola - vuole carpirne gli indirizzi dando poi nel contempo linee di garanzia importanti. Da qui l'indicazione di dove acquistare, per esempio mele e formaggio di qualità, attraverso la riconoscibilità degli indirizzi che potrebbero essere integrati nella piattaforma turistica del Trentino. Accanto alle informazioni sui percorsi da fare in bici o a piedi ci possono anche trovare i luoghi dove acquistare prodotti di qualità”.

 

Accanto a questo anche la mozione presentata sempre a firma di Ugo Rossi, Michele Dallapiccola e Paola Demagri con il titolo “Armonizzare delle tipologie costruttive relative a strutture mobili in vendita di prodotti tipici ai margini delle strade”. Negli ultimi anni, infatti, è andata diffondersi l'apertura di esercizi mobili di vendita, collocati ai margini delle strade gestite dalla Provincia. In questo modo numerosi agricoltori commercializzando direttamente i propri prodotti riescono ad accorciare la filiera di produzione. Purtroppo però spesso queste strutture non rispettano canoni estetici e funzionali. Spesso, poi, alcuni esercizi commerciano prodotti che provengono anche da altre realtà e questo dovrebbe spingere la Provincia ad adottare iniziative per investire la rotta. Da qui la richiesta di promuovere criteri e caratteristiche costruttive uniformi utilizzando materiali locale e dall'altro promuovere la vendita di prodotti con il marchio “Qualità Trentino”.

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