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Chiusure domenicali, l'opposizione contro la Giunta provinciale. Rossi: ''Basta usare l’autonomia per fare spot elettorali'', Ferrari: ''Bocciata l'arroganza leghista"

Ad intervenire anche Andrea Grosselli, segretario della Cgil: "A farne le spese saranno le commesse ed i commessi, illusi un'altra volta da una politica demagogica e opportunista che sfrutta i loro concreti bisogni solo per raccogliere qualche voto in vista delle imminenti elezioni comunali"

Pubblicato il - 09 agosto 2020 - 12:33

TRENTO. Continuano le polemiche dopo la decisione da parte del Governo di impugnare la legge voluta da Fugatti e Failoni sulle aperture domenicali. (Qui l'articolo)

 

A scagliarsi contro la giunta provinciale sono le opposizioni. “È ora di finirla di usare l’autonomia per fare spot elettorali. Anche mal riusciti, peraltro” ha affermato in un intervento il capogruppo del Patt, Ugo Rossi. “Il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti – continua - approfitta dell’impugnativa del Governo -scontata per altro- per fare bassa polemica politica. Che la legge fosse passibile di impugnazione lo sapevano tutti”.

 

Duro l'intervento della capogruppo del Partito Democratico Sara Ferrari che in merito all'impugnativa spiega: “Bocciata l'arroganza della giunta leghista”. “La bocciatura della Legge era prevista e prevedibile – spiega - il gruppo del Partito Democratico aveva scelto nel luglio scorso di non partecipare al voto per rispetto della Costituzione, perché si può legiferare sulle cose su cui si ha competenza, non si invadono le prerogative altrui”.

 

Il Pd, spiega, aveva suggerito la strada concreta della richiesta allo Stato di condividere una norma di attuazione nella sede deputata a riconoscere alle Province autonome nuove deleghe, che è la “Commissione dei 12”, cioè l’organismo dove sono nominati rappresentanti della Provincia di Trento e di quella di Bolzano, della Regione e dello Stato.

 

La bocciatura della 'prova di forza' trentina dimostra che l’arroganza leghista non porta beneficio alcuno alla nostra Comunità e non aiuta a regolare un settore che invece avrebbe bisogno di una politica capace di far dialogare e contemperare gli interessi dei territori, dei lavoratori e degli imprenditori, anziché fare pasticci per incompetenza e scorrettezza istituzionale, fatta passare per 'intrepido coraggio'”.

 

Questo inutile e irresponsabile episodio di scontro con lo Stato, spiega Ferrari “Non sarà certo la miglior carta da giocare nella trattativa con il governo per guadagnare la delega sull’argomento, che noi stessi abbiamo auspicato. Speriamo che la si riesca ad ottenere comunque, ma che possa dar luogo ad una legge migliore di quella votata dalla sbugiardata maggioranza di centro destra il mese scorso”.

 

Dal mondo sindacale ad intervenire è stato il segretario dalla Cgil Andrea Grosselli. “Verrebbe da sorridere se non fosse che a farne le spese saranno le commesse ed i commessi, illusi un'altra volta da una politica demagogica e opportunista che sfrutta i loro concreti bisogni solo per raccogliere qualche voto in vista delle imminenti elezioni comunali. E adesso a chi darà la colpa il presidente Maurizio Fugatti? Ma ovviamente al Governo che impugna le leggi dell'Autonomia”.

 

La Cgil chiede al presidente della provincia di fare autocritica. “Ammettendo per esempio – spiega Grosselli - di essere ben consapevole della dubbia costituzionalità della legge Failoni di fronte alla quale qualunque Governo avrebbe impugnato la norma rimandando il giudizio alla Corte costituzionale. Ma una strada per dimostrarsi all'altezza del suo ruolo il presidente Fugatti ce l'ha ancora: sostenga i sindacati che chiedono un contratto provinciale per garantire turnazioni umane, aumenti salariali e conciliazione per chi è costretto comunque a lavorare nei giorni festivi”.

 

Il consigliere provinciale Alex Marini del M5S ha spiegato: "L'impugnativa del Governo era scontata perché la provincia di Trento ha legiferato in un ambito, la concorrenza, in cui lo Stato ha una competenza legislativa primaria ed esclusiva". Ora, spiega il consigliere "bisogna lavorare sede parlamentare per scrivere una nuova legge statale che consenta alle regioni un maggior ambito di manovra per quanto concerne gli orari e i giorni di apertura degli esercizi commerciali. Tradotto: bisogna lavorare seriamente, non fare giochetti politici per spulciare 2 voti in più".

 

Più critico, invece, nei confronti del governo, il consigliere provinciale di Onda Civica, Filippo Degasperi. "Doveva essere 'il governo più autonomista della Storia', doveva mettere ordine al Far West voluto dal governo dei tecnici anche nel settore delle aperture selvagge dei centri commerciali e dei negozi che tanti danni hanno provocato al piccolo commercio e alle famiglie senza portare nessun beneficio in termini di posti di lavoro e di risultati economici. Rinnegare in maniera così plateale gli impegni assunti con gli elettori andando alla guerra contro la Provincia autonoma di Trento che (in teoria) ha legiferato nella stessa direzione prevista dai programmi elettorali di chi occupa le poltrone del governo la dice lunga sull'affidabilità delle promesse di chi, ormai arroccato in difesa dei propri privilegi, tenta disordinatamente di mostrare la propria esistenza in vita con iniziative come l'impugnativa della nostra legge sulle aperture domenicali.

La legge può essere sicuramente migliorata, ha continuato il consigliere di Onda Civica,  "per esempio eliminando la distinzione tra località turistiche e non ed individuando con le categorie un numero di aperture ragionevoli su cui convergere. Ma evidentemente non interessa".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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