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Coronavirus, accordo raggiunto tra governo e sindacati. Le sigle trentine: "Soddisfatti, ma Piazza Dante avrebbe dovuto agire prima"

In attesa che venga pubblicata la nuova lista delle attività non essenziali che verranno chiuse per l'emergenza sanitaria, soddisfazione è arrivata dai sindacati per l'intesa raggiunta con il governo dopo giorni di tensione e minacce di sciopero. Le sigle trentine, però, non risparmiano una critica a Piazza Dante: "Meglio se la Pat avesse mostrato più coraggio. Anche questo è esercitare l'Autonomia"

Di Davide Leveghi - 25 marzo 2020 - 16:19

TRENTO. “Ottimo risultato nella direzione di tutelare la salute di tutti i lavoratori e tutti i cittadini”. È un pollice all'insù la prima reazione dei sindacati all'intesa raggiunta, dopo il serrato faccia a faccia degli ultimi giorni, tra sigle confederali e governo sulla chiusura delle attività non essenziali. Le maglie troppo larghe, secondo i sindacati, del decreto dell'esecutivo con cui si circoscrivevano le attività da rimanere aperte saranno un po' chiuse.

 

Cgil, Cisl e Uil hanno concluso questa mattina uno stringente confronto con il Governo – si legge nella nota pubblicata a commento a caldo - è stato fatto un grande lavoro comune, ottenendo un ottimo risultato nella direzione di tutelare la salute di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini. Abbiamo rivisitato l’elenco delle attività produttive indispensabili, in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. E’ stato tolto dall’elenco tutto ciò che non era essenziale, visto il momento difficile che stiamo vivendo. In tutte queste attività chi lavora dovrà essere dotato degli indispensabili dispositivi di protezione individuali e, in tutti i luoghi di lavoro dovrà essere rigorosamente adottato il Protocollo sulla sicurezza raggiunto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi”.

 

“I prefetti dovranno coinvolgere le organizzazioni territoriali per la autocertificazione delle attività delle imprese che svolgono attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere essenziali – continua - il Ministro delle difesa si è impegnato a diminuire la produzione nel settore militare, salvaguardando solo le attività indispensabili. Il Ministro Patuanelli si è, inoltre, impegnato a incontrare specifici settori in cui sono emerse particolari difficoltà nell’attuazione del protocollo. Il governo si è inoltre impegnato a monitorare congiuntamente con il sindacato l’applicazione sia di quanto è stato concordato questa mattina, sia del Protocollo sulla sicurezza. I sindacati di categoria e territoriali e le Rsu vigileranno per la loro puntuale applicazione”.

 

Cgil, Cisl e Uil sono vicine a tutti coloro che con grande senso di responsabilità, mettendo anche a repentaglio la propria salute e la propria vita, stanno garantendo a tutta la comunità il mantenimento, in una situazione inedita e di emergenza, delle condizioni, per quanto possibile, normali di vita – conclude - a loro e a tutti coloro che lavorano vanno i nostri ringraziamenti e assicuriamo il nostro impegno per garantire il più possibile la salute e la sicurezza sul lavoro e nella vita quotidiana, anche nella prospettiva di ripresa e di ricostruzione che ci aspetta una volta sconfitto il Covid-19”.

 

Grande soddisfazione, in particolare, è stata espressa dal segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini, che in una dichiarazione rilasciata al margine dell'incontro con il governo ha detto: “E' un risultato importante, perché abbiamo ridotto il numero di persone che dovrà andare a lavorare e abbiamo chiarito quelli che sono i settori essenziali e non, oltre alle produzioni che invece, in questo momento, è utili sospendere per la salute e la sicurezza di tutti. Tutti quelli che dovranno andare a lavorare nella sanità, nell'agroalimentare, nel commercio, nei trasporti, e anche in alcune attività industriali essenziali devono poter lavorare in sicurezza. Sarà nostro impegno non lasciare solo nessun lavoratore e far applicare il protocollo in tutti i posti di lavoro”.

 

I prefetti, dunque, avranno il compito di monitorare che le nuove misure vengano applicate, tenendo informate le sigle sindacali, mentre a breve verrà convocato un incontro a livello nazionale tra sindacati e governo per verificare l'effettiva applicazione.

 

Soddisfazione è stata espressa anche dalle sezioni trentine, che tramite una nota dei segretari provinciali Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), hanno commentato: “Segnale importante per la salute dei lavoratori. Meglio se il Trentino avesse anticipato questa scelta con maggiore coraggio. Fin dall’inizio anche a livello locale abbiamo chiesto la chiusura di tutte le attività produttive ad eccezione di quelle essenziali. Una richiesta pesante, che né in Trentino né a Roma è stata fatta a cuor leggero. La priorità, però, deve essere la difesa della salute e il contenimento del contagio”.

 

Alla soddisfazione nei confronti dell'accordo raggiunto, però, non è corrisposta quella verso l'atteggiamento mostrato da Palazzo Chigi e da Piazza Dante. “Piazza Dante avrebbe dovuto adottare da subito misure più severe, compiendo scelte che meglio si legavano alle realtà produttive del nostro territorio, così come ha fatto l’Emilia Romagna. Anche questo è esercitare l’Autonomia”.

 

“In tutti i posti di lavoro in cui si proseguirà ad operare anche in queste settimane – assicurano i tre segretari generali – i delegati sindacali, ma ci auspichiamo anche gli organismi di controllo, vigileranno per la stringente applicazione di tutte le misure di protezione individuale e di tutte le procedure organizzative per ridurre al minimo il rischio di contagio. Chi continua a lavorare lo fa per l’intera collettività e dunque la sua salute deve essere tutelata con ogni sforzo. In tal senso l’impegno del sindacato sarà massimo per assicurare il rispetto della sicurezza per tutte le lavoratrici e i lavoratori che continuano tutti i giorni a recarsi sul posto di lavoro per assicurare servizi a noi cittadini. Ciascuno di noi può fare la propria parte in questi giorni rimanendo a casa e riducendo al minimo gli spostamenti. Fermarsi oggi è indispensabile per ripartire il prima possibile. Il lavoro di ricostruzione che ci attende è enorme”.

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