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Coronavirus, i sindacati a Spinelli: ''Basta scaricabarile, la Giunta si assuma la responsabilità o pensano che l'Autonomia sia solo un passaggio burocratico?''

I sindacati Cgil, Cisl e Uil entrano nel merito delle dichiarazioni dell'assessore, il quale ha affermato che questa Giunta si è trovata l'eredità del Fondo di solidarietà, considerato un passaggio burocratico in più che blocca le procedure con l'Inps. Critico anche l'ex assessore Alessandro Olivi: ''Troppa superficialità, l'esecutivo leghista mette a rischio decine di milioni di euro"

Di Luca Andreazza - 13 aprile 2020 - 23:28

TRENTO. "L'assessore Achille Spinelli la smetta con la propaganda e con la demagogia". Così Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) che aggiungono: "Non accettiamo l'assurda logica dello scaricabarile da parte della Giunta. Si assuma la responsabilità e difenda le prerogative dell'Autonomia: si deve fare fronte comune con l'Alto Adige, questa è l'unica vera strategia per risolvere i problemi delle lavoratrici e dei lavoratori trentini".

 

I sindacati entrano nel merito delle dichiarazioni dell'assessore, il quale ha affermato che questa Giunta si è trovata l'eredità del Fondo di solidarietà, considerato un passaggio burocratico in più che blocca le procedure con l'Inps: le altre regioni che non hanno questo strumento sarebbero già attive. Un ulteriore step del quale non si sentiva il bisogno in questo momento di emergenza per il coronavirus.

 

"L'assessore ha perso una buona occasione per dimostrare nei fatti il rispetto che meritano i sindacati. Il Fondo di solidarietà - dicono Grosselli, Bezzi e Alotti - non è frutto della volontà politica di una Giunta ma delle parti sociali che hanno la piena titolarità di determinarne le regole, la portata e le tipologie di interventi. Questo è il vero valore aggiunto del Fondo per la nostra Autonomia. Per saperlo non serve una laurea in giurisprudenza, basta solo leggere l'atto istitutivo di questo strumento".

 

I sindacati puntualizzano inoltre anche la situazione sull'attivazione delle procedure Inps. "Purtroppo l'assessore al lavoro non ignora solo la natura del Fondo di solidarietà - spiegano Cgil, Cisl e Uil - ma anche il fatto che ad oggi Inps non ha ancora autorizzato alcun trattamento di integrazione salariale di nessun fondo di solidarietà in Italia. Il problema burocratico quindi non riguarda il nostro fondo. E sulle risorse a disposizione basterebbe che la Giunta si facesse sentire di più con Roma, magari cercando il sostegno anche delle minoranze e coordinandosi con Bolzano per una volta almeno".

 

Una dichiarazione che preoccupa Cgil, Cisl e Uil. "Non offende solo le parti sociali - evidenziano Grosselli, Bezzi e Alotti - ma anche i tanti funzionari provinciali che negli anni hanno contribuito a disegnare i contorni di questo innovativo strumento di politica del lavoro. E' bene che l'assessore Spinelli chiarisca se davvero pensa che il Fondo, nato dalla delega sugli ammortizzatori sociali alla Provincia, rappresenta solo un passaggio burocratico. Non vorremmo infatti che questo giudizio tradisse un'opinione più generale della Giunta provinciale, a trazione ormai dichiaratamente populista e centralista, cioè che l'Autonomia stessa sia un aggravio burocratico".

 

Nel frattempo sul Fondo di solidarietà interviene anche l'ex assessore Alessandro Olivi. "Ribadisco che il Trentino corre il rischio, per mancanza di presidio politico e istituzionale, di non vedersi riconosciuto il carattere aggiuntivo del proprio Fondo di Solidarietà territoriale. Mi è stato detto di non preoccuparmi - spiega il consigliere provinciale del Pd - che i miei timori erano infondati, e che quella penalizzante ripartizione regionale degli aiuti sarebbe stata corretta col voto parlamentare, in fase di conversione del decreto in legge".

 

Quel voto c'è stato, ma la correzione non è avvenuta. "Nel testo approvato dal Parlamento la "fetta trentina" dei 25 miliardi stanziati per fronteggiare l'emergenza coronavirus è la stessa, penalizzante, prevista inizialmente. La Giunta provinciale - commenta l'ex assessore - sposta però la palla più avanti: adesso il momento buono per ridefinire con il Governo un'equa ripartizione non è più il voto di conversione (che è già avvenuto), ma un prossimo indefinito momento di chiarimento, spero che questo avvenga".

 

A rischio ci sono decine di milioni di euro. "L'Esecutivo leghista ha però per ora lasciato che il Fondo di solidarietà, nato per dare risposta alle crisi territoriali, venisse utilizzato in sostituzione di parte dei fondi stanziati dallo Stato per gli ammortizzatori sociali. Se non si porrà rimedio all’errore - conclude Olivi - la superficialità della Giunta causerà al nostro territorio la perdita di alcune decine di milioni di euro e il prezzo lo pagheranno i trentini, che oggi non beneficiano di quegli aiuti e che avremmo dovuto e potuto aumentare e estendere, grazie a risorse che avevamo autonomamente accantonato".

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