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Coronavirus, in Veneto due parrucchieri si incatenano in negozio."Se non riapriamo è una condanna a morte". Gli artigiani trentini: ''Sconcerto e rabbia''

In Trentino parliamo di 1200 aziende e 3.000 addetti e altrettante in Alto Adige. Cna: ''Sconcerto e rabbia che nell'ultimo decreto non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica". Ad intervenire anche Marco Segatta dell'associazione Artigiani che ha contattato l'assessore Failoni per esprimere sconcerto e incredulità

Di G.Fin - 27 aprile 2020 - 16:03

TRENTO. “Acconciatori, estetisti e servizi alla persona devono riaprire subito. Altrimenti per molti di loro sarà chiusura definitiva" è questo il grido di allarme lanciato dalla Cna del Trentino Alto Adige criticando il fatto che il nuovo Dpcm del 26 aprile non porta alcuna informazione sul futuro della categoria.

 

"Desta sconcerto e rabbia – spiegano Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige, e Andrea Benoni, presidente di CNA Trentino - il fatto che non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. L'ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno, è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l'intero settore".

 

Il settore vede, a livello nazionale, la presenza di 135mila imprese e oltre 260mila addetti in Italia. In Trentino, invece, parliamo di 1200 aziende e 3.000 addetti e altrettante in Alto Adige "È incomprensibile come nei loro confronti - aggiungono Corrarati e Benoni - ci sia una totale disattenzione da parte del Governo".

 

La situazione è grave e sono molti gli acconciatori e gli estetisti che si trovano ormai a fare i conti con una possibile chiusura se non si ripartirà in pochi giorni.

 

In Veneto due titolari di un negozio di parrucchiere a Padova sono arrivati ad incatenarsi in segno di protesta contro le misure anti contagio che impediscono la riapertura di queste attività commerciali. Aspettavano la riapertura per l'11 maggio e poi il 18 ed invece ora sembra che la data di riapertura sia stata spostata ancora in avanti.

 

 

La richiesta che arriva dalla Cna regionale è che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività: "Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie". A livello territoriale, sono state elaborate anche delle preziose linee guida, frutto del confronto tra operatori del settore, esperti di salute e sicurezza, istituzioni delle due province.

 

"Se il Governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni - aggiunge Cna - che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto. Le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale di scelte scellerate come quella di una chiusura così prolungata. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto. È quanto mai necessario che il Governo dia subito segnali chiari e risposte certe e che le Province di Bolzano e Trento vengano messe in condizione agire secondo i parametri dell'Autonomia, nel pieno rispetto della salute e della sicurezza".

 

"La disperazione - concludono Corrarati e Benoni - si sta trasformando in rivolta. Chiediamo al Governo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura".

 

Ad intervenire è anche il presidente provinciale dell’Associazione Artigiani, Marco Segatta: “Ieri sera ho appreso la decisione del Governo di rinviare al primo giugno la riapertura di acconciatori e centri estetici e stamattina ho subito contattato l’Assessore provinciale di riferimento Roberto Failoni, al quale ho espresso tutta il mio sconcerto e l’incredulità per una situazione assolutamente inaccettabile: acconciatori ed estetisti non possono pagare un prezzo più alto rispetto ad altri. Le imprese del benessere sono arrivate ad un punto di non ritorno; se non si permette loro di ripartire subito – ovviamente rispettando alla lettere tutte le norme igieniche e di sicurezza - si rischia il tracollo del settore. Ho chiesto dunque che la Provincia si attivi per trovare una soluzione urgente”.

 

Il numero uno dell’Associazione continua: “L’assessore Failoni, pur comprendendo lo stato di frustrazione della categoria, ha evidenziato che, trattandosi di un provvedimento che riguarda la salute pubblica nazionale, la competenza è del Governo centrale. Mi ha però assicurato che, coinvolgendo anche il Presidente Fugatti, si adopererà immediatamente per fare tutto il possibile. Inoltre vi garantisco che Confartigianato nazionale sta già lavorando il Governo ai fianchi per modificare il decreto mentre noi continueremo a fare pressione, a far sentire la nostra voce, a tenere alta l’attenzione verso le vostre categorie”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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