Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, isolamento e quarantena non sempre considerate ''malattia''. L'Inps: ecco chi avrà diritto alla tutela previdenziale

In una comunicazione l'Inps fa chiarezza sulle categorie di lavoratori che hanno diritto alla tutela come se fosse per malattia in caso di isolamento previdenziale o quarantena. Una forte stretta nei confronti del decreto Cura Italia dello scorso marzo, mirata in particolare a sottolineare il principio per cui l'isolamento domiciliare non è malattia

Di Mattia Sartori - 11 ottobre 2020 - 12:58

TRENTO. Sono molti i dubbi e le domande riguardanti coronavirus e lavoratori che ogni giorno sorgono nella mente degli italiani. In una nota l'Inps cerca di fare chiarezza sulla posizione di coloro che si vedono costretti a rimanere a casa per quarantena o isolamento precauzionale. Questa nota pone dei limiti a quanto detto nel decreto Cura Italia (decreto-legge del 17 marzo 2020): la quarantena infatti, non viene più equiparata automaticamente alla malattia, ma deve soddisfare certi requisiti.

 

Quali sono le condizioni per essere considerati in malattia?

 

La prima, stringente, regola annunciata dall'Inps è quella che non prevede più l'equiparazione della quarantena alla malattia, nel caso in cui il lockdown venga imposto dalle autorità pubbliche o amministrative. Servirà invece il riconoscimento da parte di un operatore della sanità pubblica, come nei casi di stretto contatto con un soggetto positivo. Di conseguenza, in tutti i casi in cui, di fatto, siano le ordinanze o i provvedimenti della pubblica amministrazione a impedire alle persone di svolgere la propria attività lavorativa, non si procederà più al riconoscimento della tutela della quarantena con la malattia

 

Se un figlio viene messo in quarantena in attesa del tampone, viene riconosciuta la malattia al genitore? 

 

"No, l'unica tutela prevista è quella del congedo retribuito al 50% per i genitori con figli sotto i 14 anni. Nel caso di figli più grandi, il genitore potrà solamente affidarsi a ferie e permessi non retribuiti in attesa del risultato del tampone".

 

I lavoratori fragili in smart working vengono riconosciuti come in malattia?

 

Nemmeno in questo caso viene riconosciuta la malattia. Infatti, "nei casi in cui il lavoratore in quarantena o in sorveglianza precauzionale perché soggetto fragile continui a svolgere l’attività lavorativa presso il proprio domicilio, mediante le forme di lavoro alternative alla presenza in ufficio, non sarà possibile ricorrere alla tutela previdenziale della malattia o della degenza ospedaliera. In tale circostanza, infatti, non ha luogo la sospensione dell’attività lavorativa con la correlata retribuzione, in quanto non si configura un’incapacità temporanea al lavoro per una patologia in fase acuta tale da impedire in assoluto lo svolgimento dalla sopra citata attività".

L'Inps ci tiene comunque a specificare che "in caso di malattia conclamata il lavoratore è temporaneamente incapace al lavoro, con diritto ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno".

 

Cosa succede se il lavoratore in quarantena si trova attualmente in cassa integrazione?

 

Nel caso in cui il lavoratore si trovi in cassa integrazione non potrà usufruire della tutela della malattia, anche se dovesse essere ricoverato in ospedale. "Si tratta infatti del noto principio della prevalenza del trattamento di integrazione salariale sull’indennità di malattia, disposto altresì dall’articolo 3, comma 7, del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148. I trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO), straordinaria (CIGS), in deroga (CIGD) o di assegno ordinario garantito dai fondi di solidarietà, determinando di per sé la sospensione degli obblighi contrattuali con l’azienda, comportano il venir meno della possibilità di poter richiedere la specifica tutela prevista in caso di evento di malattia".

 

Cosa succede se ci si trova in quarantena all'estero?

 

Dato che la quarantena all'estero non viene imposta dagli operatori sanitari italiani o dalle ASL, il lavoratore che si trovi in questa condizione non potrà avere accesso alla tutela. "Si ritiene che l’accesso alla tutela di cui al comma 1 dell’articolo 26 del D.L. n. 18 del 2020, non possa che provenire sempre da un procedimento eseguito dalle preposte autorità sanitarie italiane".

 

 

Ecco il testo dell'Inps

 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 01 dicembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

01 dicembre - 18:30

Il Trentino chiede date certe al Governo e ribadisce la sua volontà di aprire gli impianti, ovviamente ai turisti prima che ai residenti. Intanto però oggi si contano altri 8 morti e il totale della seconda ondata sale a 257 mentre le persone in terapia intensiva restano 44 

01 dicembre - 19:16

Da oggi tutti i pazienti oncologici che hanno la necessità di sottoporsi alle sedute di chemioterapia, ma anche di ricevere supporto psicologico, devono recarsi al Santa Chiara. "Il tema sanità è sempre stato cavalcato delle varie forze politiche di governo e quando nel 2018 sentivo parlare di cambiamento mi chiedevo a che cosa si alludesse. Ora l’ho capito: cambiamento per la Giunta significa togliere servizi, significa risparmiare, significa tagliare, significa sanità Trento-centrica"

01 dicembre - 19:49

Sono 450 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero di cui 44 pazienti sono in terapia intensiva e 52 in alta intensità. Sono stati trovati 156 positivi a fronte dell'analisi di 2.026 tamponi​ molecolari per un rapporto contagi/tamponi al 7,7%

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato