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Coronavirus, la task force: “Prepararsi a cambiamenti permanenti, l’emergenza banco di prova per l’autonomia trentina e per la tenuta del tessuto socio-economico locale”

La task force mette in guardia rispetto al “rischio isolamento sociale e all’aumento disuguaglianze nell’accesso a servizi essenziali”. Per ripartire poi sarà necessario ripensare orari e spazi di lavoro ridisegnando le città a misura di epidemia. Ecco il documento degli esperti

Di Tiziano Grottolo - 01 maggio 2020 - 16:30

TRENTO. Alla fine il tanto chiacchierato documento prodotto dagli esperti della task force con gli “Obiettivi e priorità per l’economia e il lavoro” per la gestione della cosiddetta fase 2 è stato pubblicato. Nel documento, 64 pagine in tutto compresi gli allegati, sono contenute le linee guida che gli esperti mettono a disposizione della Giunta indicando obiettivi e priorità per l’economia e il lavoro. Un monito su tutti fa capolino fra le pagine della relazione: alcuni cambiamenti provocati dall’epidemia avranno carattere permanente, proprio per questo “le azioni messe in atto per affrontare la fase della convivenza con il virus rappresentano un’occasione unica per preparare il territorio a questi cambiamenti che caratterizzeranno lo scenario post-covid”.

 

Per gli esperti il primo passaggio fondamentale passa dalla riattivazione del mercato del lavoro che dovrà per forza di cose tener conto, oltre al ripensamento degli orari e degli spazi di lavoro, anche delle situazioni di disagio psicologico indotte dalle misure di distanziamento sociale e l’ampia diffusione dei piani di lavoro a distanza. Per fare questo sarà necessario, fra le altre cose, accompagnare imprese e lavoratori nella ripresa, alimentare nuovi servizi e modelli di business ma anche incentivare le commesse pubbliche.

 

 

 

 

“Antichi ritardi e debolezze di fondo rischiano di venir acuiti dalla crisi – osservano gli esperti – in particolare per via della sensibilità del Trentino agli effetti della crisi per l’ampia presenza del settore turistico e dell’agricoltura – per questo – le scelte di oggi determineranno necessariamente il futuro di domani”. In tal senso i principi guida che dovrebbero ispirare l’azione pubblica dovrebbero far riferimento alla cultura amministrativa, a nuovo patto solidale per la trasformazione del tessuto socio-economico e alla coerenza con i grandi disegni transnazionali, il tutto in una prospettiva macro-regionale nella risposta a sfide comuni.

 

La task force individua poi un nesso fra le politiche di contenimento dell’emergenza sanitaria e il sostegno alla ripresa economica, raccomandando l’adozione di un approccio alla ripresa delle attività che da un lato consenta di allentare alcune misure restrittive, ma al contempo assicuri un ragionevole livello di sicurezza preparandosi anche alla possibile ripresa di nuovi focolai epidemici, e nel caso si prescrive di adottare un approccio di confinamento selettivo.

 

Fra le misure da approntare nel breve periodo ci sono quelle legate al sostegno alla liquidità delle imprese, programmi di sostegno all’accesso al credito dunque, “già attuati dalla Provincia” dovranno operare in congiunzione con quelli nazionali, privilegiando prestiti a costo zero alle imprese che salvaguardano l’occupazione attraverso garanzie pubbliche. La task force chiede di non dimenticare il sostegno dei redditi e il supporto alle famiglie in difficoltà prestando attenzione a lavoratori autonomi, professionisti e imprenditori e attivando strumenti di sostegno al reddito per le persone disoccupate e prevedendo l’estensione di strumenti provinciali esistenti. Senza dimenticare quella platea di persone occupate ma in difficoltà. La task force mette in guardia rispetto al “rischio isolamento sociale e aumento disuguaglianze nell’accesso a servizi essenziali”.

 

Fra i cardini delle osservazioni fatte dagli esperti vi è quella di “accompagnare imprese e lavoratori durante la fase della ripresa”, per fare ciò andranno ripensati orari e spazi di lavoro, così come la mobilità e contesto urbano, per consentire un accesso sicuro nel luogo di lavoro. Attenzione dovrà essere posta per affrontare l’aspetto psicologico monitorando il disagio prodotto dal distanziamento sociale e cercando una conciliazione con una vita familiare sottoposta a profondi cambiamenti. Gli esperti si auspicano anche una “nuova stagione di confronto tra le parti sociali, promosso attivamente dall’amministrazione provinciale”. Richiesta peraltro avanzata più volte anche dagli stessi sindacati (QUI articolo).

 

Infine, oltre agli ovvi investimenti che dovranno essere profusi nel campo dell’innovazione sociale ed economica, riflettendo contemporaneamente sul sistema della cultura, visto “come fonte di innovazione sociale, con capacità di catalizzare volontariato, ma anche di attrarre sia un turismo di alto livello, sia pensiero e stimoli internazionali”. In buona sostanza la Pat dovrà affrontare una situazione senza precedenti e sarà chiamata “a ripensare e assumere il ruolo di indirizzo, impulso e guida in materia di formulazione e gestione di politiche in grado di orientare l’azione dei privati e degli attori della società civile”. Una sfida complessa e che soprattutto in questo momento appare decisamente in salita.

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