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Dopo il Dpcm, anche taxisti e autisti insorgono. Cna: "Contrazione della domande del 70%. A rischio 3000 posti di lavoro in regione"

Tra le categorie più colpite dalle nuove restrizioni, ci sono anche i taxisti e gli autisti di auto a noleggio e bus privati. Il referente per Cna Fita trasporti Piero Cavallaro: "Necessario un intervento di sostegno. A rischio 100mila lavoratori in Italia, di cui 3000 in Trentino-Alto Adige"

Pubblicato il - 27 ottobre 2020 - 17:30

TRENTO. Tra le tante categorie duramente colpite dagli effetti del Covid, c'è sicuramente quella del servizio taxi. Non è un caso che, dopo l'uscita dell'ultimo Dpcm con cui si introducono importanti restrizioni su tutto il territorio nazionale, il comparto si sia reso protagonista di diverse iniziative di protesta in tutta la penisola, da Piazza Castello a Torino a Piazza Plebiscito a Napoli.

 

Anche in Trentino-Alto Adige, la situazione non appare delle migliori. A denunciare le conseguenze, con molta probabilità disastrose, per il comparto di taxi, auto con il conducente a noleggio e bus privati è la sezione regionale di Cna Fita trasporto, che attraverso il referente Piero Cavallaro lancia un grido d'allarme. “Da troppi mesi i tassisti, che devono rispettare precisi obblighi rientrando tra i servizi essenziali, e i noleggiatori offrono le proprie prestazioni in costante perdita, senza che venga tenuto in alcun conto il sacrificio a cui la categoria è stata sottoposta”.

 

L'impegno di riconoscere un ristoro allineato alle perdite accumulate – continua – deve comprendere anche il trasporto persone non di linea che da fine febbraio continua a garantire il proprio servizio senza nessun intervento diretto a sostegno”.

 

Secondo le analisi di Cna, con le nuove misure restrittive in vigore anche in Trentino-Alto Adige, la contrazione della domanda per la mobilità su taxi, ncc auto e bus può essere stimata attorno al 70%, percentuale paragonabile ai livelli di maggio-giugno. Tra luglio e la prima metà di ottobre l'attività ha registrato un calo medio del 50% attestandosi sul livello minimo di copertura dei costi.

 

Per questo la richiesta è sempre la stessa: inserire anche questa categoria tra quelle più colpite e destinatarie di indennizzi a fondo perduto. L'auspicio, conclude Cavallaro, è che le promesse fatte dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli si trasformino rapidamente in atti concreti. In assenza di interventi sono a rischio in Italia 100mila lavoratori circa tra titolari di licenze taxi, concessioni Ncc auto, bus e collaboratori delle varie strutture organizzative, quasi 3000 in regione.

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