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| 19 set 2020 | 17:03

I buoni mensa gestiti da Trentino sviluppo, la Cisl Fp: ''Primo passo importante ma assessore eviti toni trionfalistici: tanto lavoro da fare''

Esprimono invece soddisfazione ristoratori, Confcommercio, Fiepet e Confesercenti: "Questa decisione consente l’azzeramento delle commissioni a carico degli esercenti – come in passato – ma anche vantaggi per gli stessi lavoratori"

TRENTO. "La scelta di portare in-house il servizio del buono pasto è un primo passo importante ma l'assessore Achille Spinelli dovrebbe evitare i toni trionfalisti di questo provvedimento". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che aggiunge: "Molti i nodi che restano irrisolti e questa decisione è arrivata dopo mesi di stallo, aggiudicazioni non riuscite e un bando andato deserto".

 

Considerato quindi che l’ultima gara indetta non ha portato ad aggiudicazione, l’amministrazione ha deciso di affidare la gestione diretta del servizio ad una società in-house, che ha già prodotto il relativo progetto di fattibilità. Per l’interfacciamento con il sistema informativo provinciale e l’ottimizzazione delle procedure, Trentino Sviluppo si appoggerà a Trentino digitale (Qui articolo).

 

"Un'operazione - aggiunge Pallanch - che consente di azzerare le commissioni, allargare la platea degli aderenti e quindi c'è un vantaggio indiretto, ma il valore del buono pasto è fermo da decenni: deve essere adeguato all'attuale costo della vita e manca inoltre un sistema efficace che sono le convenzioni. A questo si aggiunge che l'emergenza Covid-19 in alcuni casi ha portato all'aumento dei prezzi per adeguarsi alle maggiori spese per garantire la sicurezza dei clienti. Si deve intervenire in modo preciso e attento".

 

Il sindacato di via Degasperi chiede di entrare nel dettaglio del buono pasto per trovare soluzioni adeguate. "Il buono pasto è ormai poco competitivo. Il valore - dice Pallanch - è ancora fermo a 6 euro contro i 7 euro a livello nazionale e una media più alta in Alto Adige. C'è ancora molto lavoro da fare e l'assessore dovrebbe evitare di considerare questa materia conclusa".

 

Esprimono invece soddisfazione ristoratori, Confcommercio, Fiepet e Confesercenti. "Questa decisione consente l’azzeramento delle commissioni a carico degli esercenti – come in passato – ma anche vantaggi per gli stessi lavoratori", commentano i presidenti Marco Fontanari e Massimiliano Peterlana, che aggiungono: "La partita dei buoni pasto provinciali è tanto delicata quanto importante: l'impatto sul settore economico dei pubblici esercizi e della ristorazione non è secondario. Siamo contenti del risultato ma anche del percorso che abbiamo compiuto per arrivare fin qui: un esito che consente agli esercenti di non lavorare in perdita, ai lavoratori di utilizzare il buono nella sua interezza, al sistema territoriale di ottenere la giusta promozione e valorizzazione e, non da ultimo, alla nostra provincia di distinguersi anche per l’aspetto tecnologico e innovativo previsto dal nuovo sistema".

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