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Indennità di trasferta fantasma in busta paga, scoperta un'evasione da 1,5 milioni di euro

A finire nei guai sono state sei società che hanno sede a Bolzano, Gargazzone ed Egna e che operano in diversi settori. I lavoratori irregolari individuati sono 165

Pubblicato il - 09 gennaio 2020 - 13:14

TRENTO. Indicavano falsamente nelle buste paga dei dipendenti una parte delle retribuzione come “indennità di trasferta” o “rimborsi chilometriciper non pagare le imposte. A finire nei guai sono state sei società che hanno sede a Bolzano, Gargazzone ed Egna e che operano in diversi settori, quali il trasporto di merci su strada, la fabbricazione di articoli tessili e il commercio all’ingrosso di macchine utensili, frutta e ortaggi freschi e materiale elettrico. I lavoratori irregolari individuati sono 165, che risultano aver percepito redditi non sottoposti a tassazione per importi mediamente pari a 550 euro mensili.

 

A scoprire l'evasione è stata la Guardia di Finanza di Bolzano nell’ambito di verifiche fiscali svolte nei confronti di diverse società altoatesine. Le aziende utilizzavano le “indennità di trasferta” e/o “rimborsi chilometrici” perchè, per legge, godono di un trattamento di favore, sia ai fini fiscali che contributivi.

 

La non imponibilità di una parte degli oneri sostenuti dalle imprese a fronte delle trasferte del personale dipendente è riconosciuta unicamente in relazione a spostamenti per motivi di lavoro. I controlli eseguiti hanno permesso di constatare come in busta paga venisse inserito un numero di trasferte e di rimborsi chilometrici nettamente superiore rispetto a quello effettivamente svolto dai lavoratori.

 

In alcuni casi, figuravano indennità in favore di dipendenti che non avevano mai effettuato alcuna trasferta.

 

La modalità di evasione scoperta dalle Fiamme Gialle non è infrequente e persegue lo scopo di abbattere il cosiddetto “cuneo fiscale”, ossia la differenza tra il costo del personale sostenuto dal datore di lavoro e l’importo netto percepito dal dipendente.

 

La normativa di settore prevista dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi riserva un diverso trattamento fiscale e previdenziale agli emolumenti corrisposti agli addetti che si recano in trasferta per motivi lavorativi, distinguendo tra “lavoratore in trasferta”, ossia colui che si sposta dalla sede dell’azienda in modo temporaneo e occasionale e “trasfertista”, che, per contratto, presta la propria attività in sedi sempre diverse.

 

Al termine delle attività ispettive, i compensi sottratti a tassazione sono stati quantificati in 1,5 milioni di euro, con conseguenti ritenute non versate allo Stato per circa 600 mila euro.

 

Sono stati inoltre interessati gli uffici competenti dell’Ispettorato del Lavoro, dell’I.N.P.S., dell’I.N.A.I.L. e dell’Agenzia delle Entrate, per l’accertamento delle imposte e dei contributi nonché per l’irrogazione delle prescritte sanzioni amministrative.

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