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Soldi in contanti e disperazione, bar e ristoranti trentini nel mirino della criminalità. Confesercenti: ''Rischio fondato, situazione economica drammatica''

Il presidente Renato Villotti: " Purtroppo quando uno è debole e disperato tutto gli va bene pur di non morire. E la criminalità si presenta con soldi contanti pronti per essere usati”. Per Confesercenti tra gli interventi utili a superare questa crisi che sta sconvolgendo bar e ristoranti vi è il blocco dello smart working

Di gf - 15 luglio 2020 - 19:17

TRENTO.  Da una parte la liquidità a portata di mano e dall'altra parte la disperazione di vedere l'attività di una vita che sta cadendo a pezzi per il drammatico peso della crisi che ogni giorno si sta facendo sentire sempre di più anche sul nostro territorio.

 

Fattori, questi, che hanno reso ancora più fertile il Trentino alla criminalità organizzata, alle mafie e a fondi stranieri di dubbia provenienza che si infiltrano nell'economia, l'avvelenano.

 

Il Trentino post Covid-19 è nel mirino di operazioni di acquisto selvagge e speculazioni specie bar, ristoranti e hotel. I campanelli d'allarme ci sono e lo hanno fatto capire le Fiamme Gialle la scorsa settimana quando hanno parlato delle indagini su alcune strutture alberghiere (QUI L'ARTICOLO) che sarebbero in procinto di essere acquistate da fondi russi e arabi.

 

Ma i timori si hanno anche per i bar e i ristoranti. Le piccole attività che dopo un periodo di chiusura ora si trovano in difficoltà. “Sono categorie che in questo momento si trovano in forte crisi” spiega il presidente di Confersercenti, Renato Villotti, dimostrandosi molto preoccupato per la piega che sta prendendo l'economia del Trentino.

 

“Queste attività sono state chiuse tre mesi – afferma – e poi le abitudini non sono tornate quelle di prima. Ma soprattutto, la cosa che sta pesando veramente tanto è il cosiddetto smart working soprattutto dell'ente pubblico che sta penalizzando proprio tanti bar e ristoranti che vivevano di pasti a mezzogiorno”.

 

Non ci sono clienti, non ci sono incassi, manca liquidità e la capacità di dare occupazione ormai è messa a dura prova. “Le infiltrazioni – spiega Villotti – in una situazione del genere sono un rischio fondato. Purtroppo quando uno è debole e disperato tutto gli va bene pur di non morire. E la criminalità si presenta con soldi contanti pronti per essere usati”.

 

L'attenzione, insomma, è molto alta. Sono situazioni delicate. “Noi come categorie economiche – ha spiegato il presidente di Confesercenti – stiamo cercando di garantire una sorveglianza importante. Ai nostri associati ribadiamo che qualsiasi tipo di offerta o avvicinamento di persone di dubbia provenienza, possono  coinvolgerci perché riusciamo a dare una mano”.

 

Il messaggio di Confesercenti non è però diretto solamente agli associati ma anche alle istituzioni e alle altre categorie. “Abbiamo bisogno di maggior aiuto in questo momento di difficoltà da parte delle banche – chiarisce Villotti – solo in questo modo possiamo evitare che i territori diventino 'inquinati'. Occorre l'impegno di tutti per riuscire a ripristinare la situazione precedente di lavoro, ma soprattutto l'ente pubblico fermi lo smart working”. Fondamentale è anche la comunicazione: “E' arrivato il momento di mettere in campo una campagna di informazione che possa far capire che bar e ristoranti sono luoghi sicuri”.

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