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Coronavirus, la Paganella scalda i motori: ''Pronti all'apertura impianti anche se la mobilità resta bloccata. E' già tempo inoltre di pensare alla bella stagione e preparare tutti gli scenari''

Il Consorzio Paganella Ski: ''Persi almeno 15 milioni solo come società impianti". Non c'è preoccupazione per l'eventuale perdita di clienti per il futuro a causa delle chiusure delle stazioni. L'Apt: "Questa è una situazione troppo atipica: convinti che la ripartenza sarà forte, ci sarà la reazione del mercato, questa crisi mette in luce l'importanza di spostarsi nei luoghi del cuore, che portano determinate garanzie"

Di Luca Andreazza - 31 January 2021 - 21:30

TRENTO. "C'è ovviamente molto rammarico per la stagione che avremmo potuto vivere e spazzata via dall'emergenza Covid-19". Così Luca D'Angelo, direttore dell'Azienda per il turismo Dolomiti Paganella. "Ma guardiamo avanti e cerchiamo di preparare ogni possibile scenario. Il nostro compito è quello di restare reattivi e flessibili perché è una crisi talmente atipica che dobbiamo essere pronti veramente a tutto".

 

Una beffa per la quantità di neve scesa nei "momenti giusti" e le festività collocate piuttosto bene nel calendario. "La perturbazione proprio prima del Ponte dell'Immacolata - dice D'Angelo - avrebbe spinto le prenotazioni, senza dimenticare la possibilità di ottimizzare le spese e veicolare ancora meglio gli eventi all'interno di una cornice davvero unica. Ma la situazione è purtroppo questa e quindi dobbiamo pianificare la ripresa in maniera decisa".

 

Nei giorni scorsi è arrivato il via libera del Comitato tecnico scientifico alle linee guida per l'eventuale apertura degli impianti (Qui articolo). Anche in caso di ok, resta un nodo dirimente che è quello della mobilità. Se il contesto permettesse di aprire, il Bondone per esempio potrebbe affidarsi alla città (Qui articolo); ma chiaramente è diversa la situazione dei comprensori più grandi, come quello di Folgarida-Marilleva, che anche con il semaforo verde da parte del governo, senza mobilità tra le Regioni e possibilità di ospitare i turisti stranieri, potrebbero non trovare le condizioni per mettere in moto l'enorme potenziale sciistico (Qui articolo). 

 

Il là all'avvio della stagione, più vicino dopo le parole del ministro Francesco Boccia ma ancora non scontato in quanto bisogna fare i conti con la situazione epidemiologica valutata a ridosso della data, è atteso per il 15 febbraio. Se lo sci ripartirà per gli amatoriali ci sono però i paletti. Ci sono ancora un paio di settimane per valutare i costi per azionare gli impianti. Ogni stazione è chiamata a ipotizzare il proprio piano, prima di un ragionamento complessivo a livello di sistema.

 

"L'orientamento - commenta Ruggero Ghezzi, direttore generale del Consorzio Paganella Ski - sarebbe quello di provare a far partire l'ultima parte di stagione. La nostra collocazione geografica ci permetterebbe di far lavorare le località, anche se la mobilità fosse aperta ai residenti. Una strategia che punterebbe sulla vicinanza a Trento, ma anche sull'asse del Brennero e della valle dell'Adige. Non si partirebbe a piena potenza, quanto solo alcuni impianti e alcune piste, pronti comunque a eventualmente ampliare l'offerta in base all'evolversi della situazione".

 

Dopo aver perso il cuore della stagione, Natale e Capodanno, anche un altro periodo di alta stagione è prossimo a sfumare, quello di Carnevale. "L'impatto sul fatturato è di circa 15 milioni di euro - aggiunge Ghezzi - gli skipass rappresentano circa il 20% del Pil. A questo si deve aggiungere poi tutta la filiera che ruota intorno al settore turistico in forma diretta e indiretta. La perdita è enorme e la situazione è difficile. E' importante definire il tema dei ristori anche per salvaguardare l'occupazione e prevedere poi gli interventi di manutenzione che vengono svolti durante l'anno".

 

Un avvio che viene visto anche come un potenziale test. "Abbiamo investito nella tecnologia per ottimizzare l'afflusso, gestire code e evitare assembramenti. Attualmente - prosegue il direttore di Paganella Ski - non siamo riusciti a verificare nulla. Speriamo che la campagna di vaccinazione rappresenti un primo passo per tornare alla normalità ma i tempi sono lunghi e qualche ripercussione potremmo averla anche sul prossimo inverno e per questo sarebbe utile riuscire a ottimizzare alcuni investimenti svolti per prepararsi a questa stagione mai partita".

 

La situazione epidemiologica è ancora complicata, tantissime le incertezze, ma si pensa anche giocoforza a delineare le azioni. "Alcuni progetti sono in stand by - continua il direttore dell'Azienda per il turismo Dolomiti Paganella - mentre alcuni pacchetti multi experience anche oltre lo sci sono attivi per fornire i servizi a quelle strutture rimaste aperte e operative nonostante restrizioni e limitazioni. Questa emergenza evidenzia ancora di più la necessità di saper programmare e restare reattivi per interpretare i momenti. Adesso dobbiamo giocare d'anticipo e già predisporre i periodi primaverili e estivi. Non c'è da escludere anche la possibilità di pianificare il prossimo inverno". 

 

Non c'è preoccupazione per l'eventuale perdita di clienti per il futuro a causa delle chiusure delle stazioni. "Questa è una situazione troppo atipica - conclude D'Angelo - non siamo preoccupati dalla perdita di fidelizzazioni. Il quadro è monitorato, il feedback è alto. Sono abbastanza convinto che la ripartenza sarà forte, ci sarà la reazione del mercato, questa crisi mette in luce l'importanza di spostarsi nei luoghi del cuore, che portano determinate garanzie".

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