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Economia trentina in ripresa trascinata dal 'commercio all'ingrosso'. I settori 'estrattivo' e 'costruzioni' ancora nel tunnel

Nel secondo trimestre dell'anno, aprile-giugno, l'occupazione resta invariata. Bene trasporti e manifatturiero, giù 'servizi alle imprese e terziario avanzato'. Luca Rigotti, vice presidente della Camera di commercio: "Quadro generalmente favorevole, ma segnali contrastanti dalla domanda interna, meglio l'export. L'agricoltura darà risultati soddisfacenti"

Di Luca Andreazza - 23 settembre 2017 - 06:53

TRENTO. "Il quadro in Trentino è generalmente favorevole, anche se rimangano alcuni settori che non possono trarre pienamente beneficio dal ciclo economico complessivamente positivo", questo il commento di Luca Rigotti, vice presidente della Camera di commercio di Trento, nell'analizzare gli studi del secondo trimestre, quello relativo al periodo aprile-giugno 2017.

 

L'andamento dell'economia mondiale ha superato le attese sfiorando il +4%, una congiuntura trascinata soprattutto dai mercati emergenti. Seppur positiva, la fotografia vede le economie avanzate e dell'area euro arrancare rispetto alle nazioni asiatiche.


La zona euro infatti registra un +2,3% frutto in particolare dell'apporto dei paesi scandinavi, ma anche Romania, Estonia e Slovenia. I mercati più storici infatti si fermano leggermente sotto la media europea: Germania a +2,1%, Regno Unito e Francia a +1,7%, mentre l'Italia chiude al +1,5%.


"In Trentino - aggiunge il vice presidente - il fatturato complessivo nel secondo trimestre, realizzato sulla base di oltre mille imprese esaminate nell’indagine, aumenta dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta di una variazione positiva più contenuta in raffronto a quella rilevata nei tre mesi precedenti, ma comunque indicativa del prosieguo della fase di ripresa".


Se la domanda interna evidenzia dei segnali contrastanti, prosegue invece l’ottima evoluzione delle vendite in Italia, ma fuori provincia (+5,3%), mentre le vendite sul territorio locale si connotano per una lieve contrazione (-1,3%). Il dato sul fatturato estero si caratterizza per un aumento contenuto, pari a +1,4%.


Resta negativo l’andamento occupazionale nelle unità di più piccola dimensione (fino a 10 addetti), mentre tra le medie (tra 11 e 50) e le grandi imprese (oltre 50) gli addetti risultano in aumento.

 

La parte del leone è appannaggio del 'commercio all'ingrosso', settore che registra un +7,6% di fatturato, +3,4% rimanenze e +0,3% di occupazione.


Brillante il settore dei 'trasporti', se il fatturato si ferma a +0,9%, il valore delle produzione si spinge a +3,3%, mentre quello dell'occupazione a +4,2%.


Positivo anche l'andamento del comparto 'manifatturiero' (1,4% di fatturato, 2,2% di ordini e 1,1% di occupazione).


Il 'commercio al dettaglio' registra invece un +1,2% di fatturato e +0,1% di rimanenze, ma un -1% di occupazione. "In questo caso - prosegue Rigotti - incide il rallentamento nelle vendite di vetture. Se si può parlare della fine di un ciclo positivo dell'automotive bisogna però aspettare ulteriori riscontri e l'andamento di più trimestri".


Trend negativo invece nei 'servizi alle imprese e terziario avanzato': il fatturato scende del -2,3% e il valore della produzione del -13,7%, stabile a +0,1% l'occupazione. "Un dato - dice la Camera di commercio - particolare, molto eterogeneo. Un andamento influenzato dalla performance negativa del settore informatico".


Giù anche il comparto 'estrattivo' che evidenzia un -20,3% di fatturato, un -9,2% nel valore di produzione e un -0,9% nell'occupazione. "Un dato - aggiunge - che deriva dalla stabilità del mercato locale e nazionale, ma è crollato l'export".


Fatturato a -3,2%, occupazione a -2,4% e valore di produzione a +4,1%, questo il volto del settore 'costruzioni'. "Questi ultimi due settori - sottolinea il vice presidente - da alcuni anni vivono una situazione di criticità che ha assunto natura strutturale, pur evidenziando segnali intermittenti di dinamismo".


"I giudizi - spiega - degli imprenditori sulla redditività e sulla situazione economica delle rispettive aziende evidenziano invece un quadro in ulteriore miglioramento. Ci sono segnali, seppur piccoli, di ripresa, ma è necessario essere dinamici e aggressivi verso il mercato per portare un'economia più solida e serena per una ridistribuzione del reddito più equa".

 

Capitolo agricoltura. "Un anno difficile - conclude Rigotti - ma l'organizzazione e l'export ci lasciano piuttosto tranquilli e confidiamo che i risultati saranno soddisfacenti".

 

 

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