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Fracalossi e Sartori a Bari per promuovere il progetto di Gruppo bancario

Il presidente e il direttore di Cassa Centrale hanno illustrato il piano ai rappresentanti di banca credito cooperativo di Puglia e Basilicata. L'obiettivo è mantenere la vicinanza con i territori per sfuggire all'omologazione 

L'incontro di Bari
Pubblicato il - 15 novembre 2016 - 19:24

BARI. Giorgio Fracalossi e Mario Sartori in Puglia per promuovere il progetto di Gruppo Bancario Cooperativo nazionale. Il presidente e il direttore generale di Cassa Centrale con il direttore di Phoenix Giorgio Crosina hanno illustrato in dettaglio il piano industriale e le tappe del percorso ai rappresentanti di Banca credito cooperativo di Puglia e Basilicata. “Il nostro intento – ha affermato Fracalossi – è dar vita ad una capogruppo forte, al servizio delle Banche di credito cooperativo, che ne tuteli l’identità. Vogliamo rispettare le sensibilità territoriali, coniugandole con i valori fondanti del Credito Cooperativo. Abbiamo le idee, abbiamo gli uomini e un progetto da consolidare insieme”.

 

“È una sfida – ha ricordato il direttore Sartori – che affronta una complessità importante. Il credito cooperativo fa parte di un sistema bancario, quello italiano, che è sotto attenta osservazione da parte della banca centrale europea. D’altra parte un sistema di piccole banche di territorio come il nostro rappresenta per l’Italia un valore prezioso, da salvaguardare assolutamente”. 

 

La riforma, approvata dal governo e resa operativa da Banca d’Italia, mira a rafforzare il settore e dà il via a un passaggio epocale, che evolverà un sistema integrato a rete in un gruppo bancario cooperativo. L'obiettivo, viene sempre ripetuto da Cassa centrale, è quello di mantenere il ruolo di "banca della comunità"  delle varie casse, inserendosi però in un gruppo che ne promuova la redditività, l’efficienza e la crescita. Un percorso articolato quello tracciato a Bari, che nelle prossime settimane porterà le singole Banche di credito cooperativo a formalizzare l’impegno di adesione, premessa per presentare alla Banca centrale europea – entro l’estate – l'istanza autorizzativa per costituire il nuovo gruppo. Un gruppo che dovrebbe avere nella territorialità proprio la sua arma per sfuggire all'omologazione. Progetto illustrato sabato scorso a una platea di 700 operatori del settori e delle aziende collegate al gruppo.

 

Per il direttore di Phoenix Giorgio Crosina “dobbiamo mettere al centro il cliente della Bcc. È lui il vero driver dello sviluppo tecnologico. Salvaguardare la relazione umana è importante quanto far evolvere la relazione operativa condizionata soprattutto dall’uso dello smartphone. Lo sviluppo dei sistemi su piattaforme open è un altro must per contenere l’impatto dei costi”. “Siamo tutti coinvolti per progettare il nostro futuro, – ha concluso Mario Sartori – siamo chiamati a metterci in discussione e al massimo impegno. Le spinte, le sollecitazioni e gli incoraggiamenti che in queste settimane abbiamo raccolto anche in Puglia e in Basilicata sono superiori alle aspettative. Siamo convinti che la riforma libererà nuove energie capaci di aprire concrete prospettive di sviluppo e di crescita. Per tutti.”

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