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Giovani professionisti, "Bisogna reinventarsi, il mercato non è fermo"

Dal 13 al 16 ottobre, torna a Trento il “Festival delle Professioni”. Alessia Buratti (GiPro) "A volte domanda e offerta non si incontrano"

Pubblicato il - 10 ottobre 2016 - 09:55

Torna a Trento il “Festival delle Professioni”, dal 13 al 16 ottobre, con quattro giorni di convegni, esposizioni, incontri e testimonianze con la presenza di ospiti di caratura nazionale ed internazionale che daranno la propria visione delle modalità con le quali va evolvendosi la figura del professionista. L'evento, arrivato alla quinta consecutiva edizione è promosso da GiPro, il Tavolo Giovani Professionisti che raggruppa i giovani al di sotto dei 39 anni che provengono dai 23 Ordini professionali presenti sul territorio.

 

Saranno tantissime le iniziative messe in campo per questi quattro giorni con convegni che spazieranno dallo sviluppo del patrimonio culturale e naturale, l'architettura futura vista attraverso gli occhi delle donne, lo sport al ruolo che ovviamente dovranno avere nella società i professionisti del futuro.

 

Un focus è orientato verso i giovani che, per l’entusiasmo, la visione e la capacità di innovazione che possono portare nel mondo della professioni, saranno probabilmente in grado di decifrare con maggiore prontezza le sfide che il mondo e il mercato pongono. Sfide che il workshop finale, coordinato da Alessandro Garofalo, professore di Economia dell'Innovazione e Leadership dell'Innovation Management, Fondatore e Titolare di Idee Associate, analizzerà nel dettaglio per identificare soluzioni concrete che saranno portate all’attenzione dei rappresentanti istituzionali, delle imprese e delle scuole.

 

Alessia Buratti, presidente di GiPro, come sarà quest'anno il Festival delle Professioni e quali saranno le novità?

Quando siamo partiti con questo festival abbiamo ragionato sull'importanza e l'utilità delle professioni per poi passare a ragionare sul ruolo dei giovani. Quest'anno parleremo del professionista del futuro che rappresenta una sorta di proseguimento con le scorse edizioni. Avremo una sezione dove si parlerà d'Europa e tra le cose interessanti quest'anno ci sarà anche il workshop scaturito dall'idea di ragionare sulla creazione di una sorta di nuova rete tra i vari movimenti di giovani professionisti che sono nati negli ultimi anni in giro per l'Italia.

 

Com'è la situazione dei giovani professionisti in Trentino?

Più o meno sono 8 mila i giovani professionisti iscritti agli Ordini al di sotto dei 39 anni. In passato abbiamo registrato una certa “mortalità” tra le giovani partite Iva. Giovani costretti a chiudere la propria posizione e magari cercare lavori alternativi da dipendenti. Questo accadeva dopo qualche anno dalla partenza, quando ci si trovava con la fine delle agevolazioni, le spese degli studi di settore o altre come quelle dei commercialisti o della formazione da pagare. Ora però il mercato è cambiato e sembra che la situazione si sia un po' stabilizzata.

 

Visto quale sarà il tema del festival, come sarà il professionista del futuro?

Dovrà sicuramente essere diverso da quello che è ora. Non possiamo andare avanti con l'idea classica di professione come l'hanno fatta chi oggi ha 45 – 50 anni. Bisogna reinventarsi. Il mercato non è fermo, è solo una questione di domanda e offerta che spesso non si incontrano. La professione classica è ormai superata. Devono essere sfruttate tutte le potenzialità delle nuove tecnologie.
 

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