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Per i disoccupati il Bim dell'Adige ci mette 4 milioni e mezzo. Soddisfatto Alotti della Uil: "Le mie sollecitazioni sono servite"

I bandi comunali per l'adesione sono già pubblici e scadono il 26 maggio. Possono partecipare non solo le categorie che aspirano ai "lavori socialmente utili" legati alla manutenzione del verde, ma tutti coloro che sono in stato di disoccupazione, iscritti nei centri per l'impiego. 

Pubblicato il - 21 May 2017 - 13:38

TRENTO. La svolta del Bim dell'Adige, il consorzio che gestisce il bacino imbrifero, è sostanziosa: saranno investiti 4 milioni e mezzo per trecento disoccupati tra cui anche giovani neolaureati che potranno lavorare su progetti comunali. Questo l'accordo con la Provincia che domani sarà presentato da Ugo Rossi, l'assessore allo Sviluppo economico Alessandro Olivi, Giuseppe Negri e Innocenzo Coppola del Bim dell'Adige. 

 

I bandi comunali per l'adesione sono già pubblici e scadono il 26 maggio. Possono partecipare non solo le categorie che aspirano ai "lavori socialmente utili" legati alla manutenzione del verde, ma tutti coloro che sono in stato di disoccupazione, iscritti nei centri per l'impiego. 

 

Le attività, infatti, potranno essere varie, anche di natura progettuale, legate a turismo e cultura. I contratti dureranno tra i quattro e i cinque mesi. 

 

Soddisfatto il segretario generale della Uil del Trentino Walter Alotti che l'anno scorso sul Corriere del Trentino aveva spronato i dirigenti del Bim a investire i proventi derivanti dai canoni idroelettrici. "I Bim finanzino il welfare - aveva affermato Alotti - non mostre bovine". E sollecitava il consorzio usando queste parole: "Ottocentomila euro annui finiscono a sagre e animazioni, ci sono famiglie in difficoltà". 

 

Obiettivo raggiunto, ora il Bim dell'Adige l'investimento l'ha fatto: "Il Bim del Sarca aveva già iniziato a muoversi, ora aspettiamo quello del Brenta", afferma Alotti, che mostra tutta la sua soddisfazione. "Era una provocazione - spiega - una provocazione che all'epoca era stata presa malissimo dai vertici. Avevo parlato di cattedrale nel deserto, ma a me interessa il risultato, e per questo sono contento".

 

Le sue parole avevano fatto arrabbiare il consorzio ma allo stesso tempo avevano trovato d'accordo anche la stessa Provincia che sembra abbia caldeggiato questo nuovo corso: "So che anche l'assessore Carlo Daldoss, dopo la mia uscita sul Corriere del Trentino,  premeva su una politica degli investimenti diversa - afferma Alotti - e se le mie parole hanno portato a tutto questo sono soddisfatto, molto soddisfatto". 

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