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Ipotesi pre-pensionamenti dei dipendenti pubblici, la Cisl: "Manca visione, manovra al contrario e nebulosa"

Questa manovra dovrebbe partire dal 2018 e la Provincia dovrebbe inoltre intervenire per versare i contributi volontari ai lavoratori che decidono di lasciare il lavoro anticipatamente. Questo intervento su base volontaria è rivolto a 100 lavoratori all'anno nei successivi quattro anni, dipendenti ai quali mancano fino a sette anni prima di raggiungere la pensione

Cisl Fp, spazio autogestito
Di Cisl Fp, spazio autogestito - 03 ottobre 2017 - 19:57

TRENTO. "Restiamo perplessi davanti all'ipotesi di pre-pensionamenti previsti dalla Provincia: siamo curiosi di conoscere quali criteri, settori e numeri l'amministrazione provinciale avrebbe preso in considerazione. Non nascondiamo che è un fulmine a ciel sereno: ad oggi nessuno ha mai accennato a questo piano, che non valorizza il capitale umano e la Pat avvia all'ennesima riorganizzazione, anche tramite società di consulenza lautamente pagate", queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp.

 

Questa manovra dovrebbe partire dal 2018 e la Provincia dovrebbe inoltre intervenire per versare i contributi volontari ai lavoratori che decidono di lasciare il lavoro anticipatamente. Questo intervento su base volontaria è rivolto a 100 lavoratori all'anno nei successivi quattro anni, dipendenti ai quali mancano fino a sette anni prima di raggiungere la pensione. 

 

"E' una manovra - aggiunge il segretario - che presenta diverse criticità e la finanziaria è dietro l'angolo e ancora non abbiamo iniziato una discussione. Manca una visione e la capacità di mantenere buone relazioni sindacali. Nessuno inoltre può dire quanti saranno i lavoratori effettivamente coinvolti e in quali settori: ricordiamo che diversi comparti presentano evidenti problemi di organico. Un altro nodo è quello dell'applicabilità di questa ipotesi: solo alcuni dipendenti avrebbero la possibilità di usufruire del pre-pensionamento, cioè coloro che possono contare su altre entrate famigliari. Questa è una manovra complessa e i risparmi dovrebbero ricadere sui lavoratori".

 

L'unica nota positiva sembra l'eventuale ingresso di giovani: la manovra prevederebbe infatti l'assunzione di cinquanta giovani all'anno per un rapporto di un ingresso ogni due uscite. "Sembra - evidenzia Pallanch - una staffetta generazionale rivisitata. Ci chiediamo se le eventuali assunzioni avvengano attraverso un concorso e se è previsto il mentoring: un giovane deve avere l'opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro e poter approfittare dell'esperienza di quei dipendenti che si avviano verso la pensione. Quest'ultimo punto delinea un duplice vantaggio: maggiore fiducia ai giovani e preservare il patrimonio di know-how, conoscenze e competenze dei lavoratori più maturi".

 

Alla fine della manovra l'amministrazione provinciale dovrebbe passare da 3.800 lavoratori a circa 3.500 e abbassare l'età media di 51 anni: "La proposta di due anni fa - conclude Pallanch - non aveva riscosso particolare successo, anzi si può dire che fosse naufragata. Questa ipotesi sembra indirizzata a percorre la stessa strada in quanto mancano visione e progettualità, la Provincia sembra navigare a vista, ideando un piano confuso: da anni si opera il blocco del turn over e ora apprendiamo che si vuole ulteriormente dimagrire gli organici. Ma da quali basi e presupposti parte l'amministrazione?".  

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