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La Cgil: "In Trentino parte del tessuto industriale sta ricominciando a crescere"

Presentato lo studio riferito al 2015 condotto dal sindacato su un campione di 110 aziende. Cresce il fatturato (2,6%) e l'occupazione (+ 1,7%). Ianeselli: "L'industria trentina non è ancora fuori dalla crisi ma ci sono aziende sane che l'hanno fronteggiata riorganizzandosi"

Pubblicato il - 12 ottobre 2016 - 20:11

TRENTO. Stabile tendente al miglioramento: è questa l'immagine che emerge dallo studio condotto dalla Cgil su un campione di 110 realtà industriali della provincia. “L'industria trentina - spiega infatti il segretario Franco Ianeselli - non è tutta fuori dalla crisi, ma c'è una buona parte del nostro tessuto industriale che ha attraversato le difficoltà e sta ricominciando a crescere”.

 

Crescono, infatti, il fatturato (+2,6%), pur in maniera meno dinamica del 2014, e l'utile si attesta a 202,6 milioni contro i 133,4 milioni del 2014, il margine operativo (differenza tra il valore della produzione e i costi) si mantiene sugli stessi livelli dell'anno scorso. Cresce anche il tasso di profitto, cioè il rapporto tra utile e capitale investito, pari nel 2015 al 10,5%, attestandosi a livelli pre crisi; aumentano, anche, gli indici di produttività e di redditività. Il costo del lavoro resta stabile, ma cresce l'occupazione dell'1,7%. Il dato sul saldo occupazionale è relativo a 77 aziende del campione (escluso i gruppi). In particolare l'aumento è più diffuso nel comparto agroalimentare, mentre negli altri settori sul dato finale incidono alcune imprese virtuose. Solo il cartario arretra invece che crescere.

 

 

 

Il Rapporto sui bilanci delle industrie trentine, condotte da Franco Ischia dell'ufficio studi del sindacato, è stato fatto su realtà industriali di dimensione medio grande, nei settori meccanico (49), tessile (8), chimico (16), agroalimentare (15), cartario (11) e nei gruppi industriali (11). “L'analisi non è esaustiva dell'intera industria trentina – precisa il segretario – ma nel nostro campione ci sono molte delle più significative realtà produttive del manifatturiero. Questo è uno spaccato importante del nostro tessuto economico, quello che dà un contributo rilevante all'export provinciale. E dunque da questi dati traiamo spunti particolarmente importanti”.

 

 

“Al di là dei settori l'analisi dei bilanci conferma che in Trentino ci sono aziende sane, che hanno fronteggiato la crisi, riorganizzandosi - prosegue Ianeselli -. E' in atto un miglioramento che deve diventare anche la condizione per far ripartire la contrattazione”. Molti dei settori presi in esame, infatti, hanno contratti nazionali scaduti e non rinnovati. Il segretario guarda, però, con particolare attenzione alla contrattazione di secondo livello. “Ritengo sia arrivato il momento che la contrattazione difensiva fatta fino a questo momento, anche allo scopo di salvaguardare l'occupazione di fronte all'impatto della crisi, lasci il campo ad una contrattazione acquisitiva, sia sul piano dell'organizzazione aziendale e, dunque, della crescita della produttività, sia sul piano salariale con il miglioramento delle retribuzioni dei lavoratori. Il coinvolgimento e la partecipazione dei dipendenti nell'organizzazione dell'impresa sono fattori sempre più importanti per migliorare i risultati e di questo non c'è ancora un'adeguata consapevolezza”.

 

Nel rinnovo dei contratti di secondo livello si sta affermando la tematica del welfare aziendale e territoriale. “Siamo convinti che questi servizi possano diventare un'opportunità per i lavoratori se ben ancorate alle loro esigenze e collegati con quanto già offre il territorio – aggiunge Ianeselli -. E' importante, però, che questa offerta di servizi si integri con quanto già offre il welfare pubblico, senza inutili duplicazioni, e venga realizzata puntando sulla qualità degli operatori privati”.

 

Il Rapporto fornisce un quadro generale, in cui il miglioramento del 2014, si consolida, e in cui convivono situazioni tra loro molto diversificate, con aziende ancora in sofferenza e altre ormai fuori dalle difficoltà. Per questa ragione per Ianeselli la priorità resta la rigenerazione del tessuto produttivo provinciale, che si persegue investendo su politiche attive del lavoro e sulla formazione a tutti i livelli.

 

Istruzione e conoscenza accanto alle politiche attive del lavoro, per i giovani, per le donne e i disoccupati, restano i fattori centrali su cui investire le risorse pubbliche e solleciteremo ancora una volta la giunta provinciale in vista della definizione della nuova legge di stabilità”, conclude il segretario generale della Cgil del Trentino.

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