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La nuova App sugli stili di vita presentata al Festival dell'Economia. Riconosciuta l'eccellenza del 'modello trentino'

All'interno dell'incontro "Teoria e pratica della riduzione delle disuguaglianze nella salute in Europa", l'assessore alla Salute Zeni presentato l'applicazione per smartphone progettata dal Centro di Competenza sulla Sanità Digitale TrentinoSalute4.0

Di Donatello Baldo - 02 giugno 2017 - 14:09

TRENTO. Nell'edizione del Festiva dell'Economia che parla di salute non poteva non mettersi in mostra anche il 'modello' trentino. Un sistema “che funziona”, un sistema “con punte di eccellenza”, come spesso viene giudicata dai tanti che riconoscono all'organizzazione della sanità trentina, se confrontata con larga parte delle Regioni italiane, un livello 'europeo'.

 

Il tema dell'incontro "Teoria e pratica della riduzione delle disuguaglianze nella salute in Europa" ha visto al tavolo dei relatori Mario Braga di Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali), Francesco Zambon di WHO/Europe e Peter Beznec, direttore del Centro salute e sviluppo della Regione Pomurje, Slovenia.

 

Per il Trentino l'assessore alla Salute Luca Zeni, in platea tutto il suo staff, il dirigente del Dipartimento Silvio Fedrigotti, il dirigente dell'Osservatorio per la Salute Pirous Fateh-Moghadam. Perché l'incontro, anche se non era segnalato nella brochure come uno di quelli da non perdere (non era evidenziato con il colore arancione come per gli eventi clou) aveva comunque la sua importanza.

 

Su tutte, quella di annunciare l'arrivo della nuova app per incentivare sani stili di vita. L'annuncio lo ha dato proprio Luca Zeni: "Il Centro di Competenza sulla Sanità Digitale TrentinoSalute4.0 sta lavorando a una applicazione – ha spiegato – che, facendo sintesi di quanto già esiste, consenta a ciascuno di capire quanto è sano il proprio stile di vita e cosa fare per migliorarlo".

 

L'assessore provinciale Zeni ha quindi presentato il sistema trentino, basato su una realtà territoriale peculiare, con un territorio montuoso e una popolazione concentrata sul fondovalle, un tasso di natalità più elevato di quello nazionale ma in calo negli ultimi anni.

 

"Risulta fondamentale riorganizzare le strutture in base alle prospettive di sviluppo future, per esempio da qualche tempo stiamo parlando non più di una rete di ospedali, quanto piuttosto di un ospedale unico trentino strutturato in diversi centri, ognuno con una funzione e collegato agli altri”.

 

“Oggi – ha spiegato l'assessore – la vera sfida è quella di garantire servizi integrati sul territorio e di lavorare sempre più in modo interconnesso. Proprio per questo abbiamo portato avanti progetti diffusi, strutturati ad esempio sulla terza età con attività trasversali che stimolano il gioco e la socialità; vi sono poi tante iniziative rivolte a migliorare gli stili di vita, ora dobbiamo fare sintesi, puntando a incentivare e incrementare la motivazione di ciascuno di noi".

Francesco Zambon, nel suo intervento, si è complimentato con la Provincia autonoma di Trento per il report "Salute diseguale in Trentino" che il Dipartimento salute e solidarietà sociale ha messo a disposizione proprio in occasione del Festival dell'Economia, cosa che ha fatto inorgoglire molto tutti coloro, presenti in sala, che su quel rapporto ci hanno lavorato tanto.

 

Zambon ha poi ripercorso gli obiettivi di Salute 2020 dell'OMS, fra cui proprio quello sulle disuguaglianze, nonché quelli di Agenda 2030 dove, appunto, la salute è un tema centrale dello sviluppo, accanto all'equità. Infine un accenno al percorso partecipato del Piano per la salute del Trentino e agli "straordinari 1200 commenti" che sono arrivati al Piano ai quali è stato dato un feedback uno a uno.

Mario Braga ha invece parlato di salute disuguale in Italia, dove permangono notevoli differenze sia dal punto di vista del reddito, sia dal punto di vista dell'istruzione, nonché un ampio divario fra Nord e Sud del Paese, anche se, rispetto all'Europa: "Abbiamo una maggiore aspettativa di vita, forse legata al clima, alla dieta mediterranea e a un buon sistema sanitario", inoltre vi è un forte collante, ovvero "il principio che i servizi essenziali, di base debbano essere garantiti a tutti i cittadini".

In conclusione Peter Beznec ha portato l'esperienza della regione slovena Pomurje, dove ormai da alcuni anni è stato avviato un programma regionale, ripreso in parte anche a livello nazionale, basato su alcuni pilastri: una comunità sana con lo slogan "viviamo in modo sano", una alimentazione sana e un'offerta turistica sana. Per ogni percorso sono stati approfondite una serie di azioni, in particolare il primo obiettivo è diventato un movimento che si è diffuso via via in tutta la regione con ottimi risultati in termini di cambiamenti degli stili di vita, basati su esercizio fisico e dieta.

 

Dal pubblico è arrivata anche la domanda di una persona sorda, tradotta prontamente dall'interprete LIS che per tutta la conferenza ha effettuato la tradizione nella lingua dei segni: “Si è parlato di riduzione delle disuguaglianze ma non si è parlato della difficoltà di accesso alla salute delle persone sorde”.

 

Una delle risposte è stata di Zeni, tradotta all'ospite, che ha ricordato che con la nuova Centrale Unica di Emergenza la persona sorda potrà comunque chiamare il soccorso attraverso la geolocalizzazione senza bisogno di dover comunicare attraverso il telefono. “Anche su questo aspetto ci stiamo muovendo per togliere ogni barriera al diritto alla salute”. 

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