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Mercato del lavoro stabile in Trentino, meglio del resto d'Italia, ma distanti dall'Alto Adige

Nel 2016 occupati e disoccupati confermano gli stessi livelli di dodici mesi fa. Ianeselli: “Serve potenziare le politiche attive per favorire la ricollocazione dei disoccupati"

Di Luca Andreazza - 10 marzo 2017 - 16:52

TRENTO. La media annua dei disoccupati in Trentino nel 2016 è di circa 17 mila unità, una fotografia che conferma i dati dei dodici mesi precedenti. Un lieve calo invece per gli occupati che scendono da 233 mila del 2015 ai 231 mila dell'anno scorso: il tasso maschile è stabile (+0,2%), mentre quello femminile è in flessione (-1,5%). 

 

L'occupazione in Provincia di Trento resta quindi sostanzialmente stabile al 66%. Anche il tasso di disoccupazione conferma i dati e si attesta intorno al 6,8%, dove gli uomini senza lavoro sono in crescita del +4,3% e le donne -4,7%.

 

I dati forniti dall'Istat sottolineano una performance migliore del Trentino rispetto al resto del Paese (occupazione: 57,2% in Italia, 66% in Trentino, disoccupazione: 11,7% in Italia, 6,8% in Trentino), ma anche un'enorme distanza tra il mercato del lavoro in confronto a quanto avviene in Alto Adige: in Provincia di Bolzano, infatti, il tasso di disoccupazione è del 3,7%, mentre l'occupazione raggiunge il valore medio annuo del 72,7%. I disoccupati sono circa 10 mila, mentre gli occupati 250 mila. 

 

Il settore del commercio, alberghi e ristoranti è quello più in salute registrando +3,3% degli occupati, mentre quello delle costruzioni evidenzia la sua difficoltà al -5,4%. 

 

"L'Istat ci consegna un quadro di sostanziale tenuta – ammette Franco Ianeselli, segretario della Cgil del Trentino - dove si evidenzia una stabilizzazione delle dinamiche di occupazione e disoccupazione rispetto al 2015. Ora bisogna spingere per ridurre la disoccupazione".

 

L'ultima finanziaria provinciale ha introdotto alcune misure per favorire l'occupazione stabile delle fasce più deboli rappresentate dai giovani, dalle donne e dai disoccupati over 50, così come gli interventi previsti nell'ultimo aggiornamento del Piano di politiche del Lavoro. "Adesso bisogna accelerale sugli strumenti per favorire la ricollocazione delle persone che si trovano in una fase di transizione - aggiunge il segretario -. Attualmente le persone iscritte ai centri per l'impiego della provincia da oltre 12 mesi sono 24.380, oltre la metà di tutti gli iscritti. Dobbiamo rendere più efficaci le politiche attive di formazione e riqualificazione dei disoccupati così come l'incontro tra domanda e offerta di lavoro per ridurre questi tempi".

 

La Cgil sottolinea la disponibilità della giunta provinciale nell'investire maggiori risorse in questa direzione, aumentando il numero degli operatori dei centri per l'impiego per migliore la loro formazione e attivare un osservatorio sui fabbisogni delle imprese. "E' necessario - conclude Ianeselli - predisporre un'analisi previsionale dei fabbisogni per poter capire come si orientano le imprese nelle assunzioni consentirebbe di strutturare al meglio i servizi di riqualificazione e placement dei disoccupati, facilitando la loro ricollocazione sul mercato del lavoro".

 

Secondo i dati dell'Istituto provinciale di statistica dell'Alto Adige, nel 2016 in Provincia di Bolzano risultano occupate 250.100 persone (137.400 uomini e 112.700 donne). Le persone in cerca di occupazione, invece, sono circa 9.700, quasi equamente suddivise tra popolazione maschile e femminile.

 

Dalla rilevazione campionaria sulle forze di lavoro del 2016 emerge che, delle 432.600 persone con almeno 15 anni di età, residenti in provincia di Bolzano, 259.800 risultano attive nel mondo del lavoro (forze di lavoro), in quanto occupate (250.100) o in cerca di occupazione (9.700). La disoccupazione femminile risulta leggermente più alta (4,1%) rispetto a quella maschile (3,4%). La differenza nel rapporto fra il tasso di occupazione maschile e femminile è più marcato, rispettivamente al 78,9% e 66,4%.

 

 

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