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Primiero, la Famiglia Cooperativa abbassa le serrande e i lavoratori protestano. Fisascat Cisl: "Il bene della comunità prima dei personalismi"

E' scattato il provvedimento di revoca della licenza commerciale, un'azione che mette a rischio il lavoro per quasi 50 famiglie. I dipendenti per sensibilizzare le parti che hanno voce in capitolo e per richiamare alla ragionevolezza e alla responsabilità hanno messo in campo un presidio in viale Piave

Di Luca Andreazza - 09 gennaio 2017 - 16:19

PRIMIERO. Oggi è scattato il provvedimento di revoca della licenza commerciale della Famiglia Cooperativa del Primiero, un'azione che mette a rischio il lavoro per quasi 50 famiglie. I dipendenti per sensibilizzare le parti che hanno voce in capitolo e per richiamare alla ragionevolezza e alla responsabilità hanno messo in campo un presidio in viale Piave.

 

"Il rimpallo delle colpe di questi ultimi mesi ha prodotto solo effetti negativi e danni - spiega Lamberto Avanzo, segretario della Fisascat Cisl -. Questa è un'iniziativa simbolica nel tentativo di valorizzare il servizio e il suo valore commerciale nella distribuzione alimentare. La famiglia cooperativa del Primiero rappresenta inoltre una fetta consistente del fatturato della zona".

 

La questione è annosa, ma risale a quando la Famiglia Cooperativa, impegnata in un importante investimento immobiliare per la realizzazione del centro commerciale Ingros attraverso la società Primiero Sviluppo, ha iniziato l'attività in un immobile di viale Piave in forza, ovviamente, di regolare licenza commerciale e permessi urbanistici regolarmente rilasciati dall'allora comune di Transacqua.

 

Successivamente però è arrivato il ricorso di un privato contro il Comune e le società interessate: il Tar e il Consiglio di Stato hanno annullato le relative delibere comunali con la conseguenza che la Famiglia Cooperativa si è trovata improvvisamente senza le autorizzazioni amministrative precedentemente rilasciate.

 

"La situazione - prosegue Avanzo - è ingarbugliata, ma chiediamo l'istituzione di un tavolo per affrontare il problema in maniera oggettiva e senza personalismi. Auspichiamo che tutte le parti in causa, dalla Famiglia Cooperativa alla società Primiero Sviluppo, dal privato ricorrente agli enti locali sotto l'egida dell'amministrazione provinciale, aprano una trattativa e un ragionamento costruttivo nell'interesse dei lavoratori e delle rispettive famiglie". 

 

I tentativi di stabilire un po' di ordine negli ultimi anni sono mancati, ma oltre al nodo burocratico, nel frattempo sono subentrate altre complicazioni: il comune è passato da un periodo di commissariamento nel quale il commissario Paola Matonti aveva individuato una possibile strada da seguire (piano-guida preliminare ed un nuovo piano di lottizzazione, ndr) a nuove elezioni comunali, a seguito della fusione dei comuni, e poi all'insediamento della nuova amministrazione comunale.

 

Tanto tempo, ma alla fine il provvedimento di revoca della licenza è arrivato e il negozio deve chiudere a causa del provvedimento di revoca della licenza commerciale da parte del sindaco del Comune di Primiero San Martino: "Oltre alle cause classiche - dice il segretario di Fisascat Cisl - a giustificazione di chiusure e licenziamenti di personali, quali il mercato, la crisi, la riorganizzazione oppure una gestione deficitaria, ci si trova davanti a questioni puramente urbanistico-amministrative e in questo caso l'eccesso di burocrazia e le invidie di paese non possono mettere a rischio quasi 50 posti di lavoro. E' necessario ristabilire l'interesse principale: il bene della propria comunità"

 

Oggi quindi le serrande si sono abbassate: "Chiediamo - conclude Avanzo - alle istituzioni di guardare con occhi responsabili la situazione e di trovare una giusta soluzione in tempi brevi. Ora forse si può capire il valore di una Famiglia Cooperativa di periferia e cosa realmente manca: non solo un carrello oppure un cestino di prodotti, ma l'accoglienza e l'attenzione di persone che nel tempo sono entrate nella quotidianità di una comunità. Serve un confronto costruttivo e oggettivo".

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