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Progettone, il Coordinamento: "Non ci vogliono incontrare e intanto Olivi e Ianeselli preparano la prossima tornata elettorale del 2018"

Il Coordinamento Lavoratori Progettone chiede rispetto e dignità per il comparto e attacca: "Siamo stati venduti e manipolati. Sono iniziate le manovre elettorali della coppia d'attacco Olivi - Ianeselli" 

A sinistra Franco Ianeselli, a destra Alessandro Olivi
Di Luca Andreazza - 14 novembre 2016 - 16:10

TRENTO. “Le istituzioni si fanno belle grazie al nostro lavoro – scandiva il megafono al presidio del Coordinamento Lavoratori Progettone alle porte della Federazione della Cooperazione l'ultimo 3 ottobre – il contratto di solidarietà è una bugia, si tratta di un vero e proprio taglio delle retribuzioni. Siamo stati venduti, chiediamo un referendum e di partecipare ai tavoli di lavoro. Siamo reddito a basso costo: vogliamo rispetto e dignità”.

 

E' trascorso oltre un mese, ma nel frattempo il cielo sopra il comparto non si è rasserenato. Anzi, dopo le ultime puntate culminate con le porte chiuse in faccia all'assemblea presso il Consorzio Lavoro Ambiente (Qui i fatti esposti dal Coordinamento e qui la risposta dei sindacati) e con l'annullamento dell'incontro fra Coordinamento dei Lavoratori e le sigle delle parti sociali previsto per martedì 8 novembre, altre nubi si addensano all'orizzonte.

 

Il Coordinamento Lavoratori Progettone presieduto da Daniela Gualazzi ribadisce i concetti esposti in questi mesi di lotta dopo la sottoscrizione del contratto avvenuta il 18 maggio fra sindacati e Federazione della Cooperazione e nella loro nota attaccano: "Siamo usati anche per la propaganda elettorale. Ormai da parecchi mesi l’assessore Olivivicepresidente della Provincia, fa autopromozione a destra e a manca in tutte le inaugurazioni indette sul territorio, coinvolgendo i lavoratori del Progettone impiegati nella manutenzione del verde, delle piste ciclabili e quant'altro".

 

"Pur calpestandone spudoratamente i diritti sociali - prosegue Daniela Gualazzi - e i diritti di spicciola democrazia, decanta e incanta i lavoratori presenti con una riconoscenza di facciata. Li ringrazia e loda le loro capacità perché senza di loro tutto il bello realizzato nella provincia di Trento non ci sarebbe. Aggiunge che l’interesse turistico, mai come in questi ultimi anni, è stato così presente e ricco grazie anche al loro apporto lavorativo. Questi stessi lavoratori al centro della sua attenzione sono però sempre in attesa di un confronto sul nuovo contratto fortemente voluto dallo stesso assessore: un confronto fino ad oggi sempre negato".

 

"Una serie di inaugurazioni - continua - che hanno il sapore di demagogia pre-elettorale, un’aspettativa ingorda dei 1.500 e poco più consensi elettorali, più annesse parentele, che fanno gola e che al momento opportuno saranno un potenziale bacino di voti".

 

"1.500 lavoratori circa - ribadisce il Coordinamento - che sono stati 'cinicamente gestiti' tradendo la fiducia riposta dai lavoratori nello stesso assessore in concertazione con i sindacati (Cgil Flai, Cisl Fai e Uila, ndr), dove la parte del leone è stata fatta da Cgil nelle persone di Manuela Faggioni e Franco Ianeselli: le ulteriori due sigle sindacali non meritano menzione particolare per la loro marginalità".

 

"I lavoratori - dice - sono stati gestiti e manipolati dalla coppia d’attacco alla presidenza della Provincia Olivi e Ianeselli in vista della prossima tornata elettorale del 2018".

 

"Tutti i giorni o quasi, e questo ormai accade da mesi, non c’è spazio giornalistico o televisivo nelle testate provinciali. dove a turno e spesso insieme, sono coinvolti, sempre presenti, sempre visibili, sempre concertati".

 

"Una visibilità che l’assessore Olivi e il segretario di Cgil Franco Ianeselli stanno prepotentemente portando avanti; una visibilità che altri politici non ricercano perché ignari delle strategie messe in campo dalla coppia d’attacco al “fortino” di Piazza Dante. Chiediamo alla classe politica, che ancora si può chiamare tale e che nei suoi intenti mette al primo posto il servizio ai cittadini, di aprire gli occhi e rendersi responsabile: scendere in strada e confrontarsi con la gente comune, ascoltando i suoi disagi, dando certezze, ma sopratutto saper riconquistare politicamente il proprio elettorato: questo è il mandato che i cittadini danno alla classe politica".

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