Tassullo Materiali, le minoranze in Giunta: "Fallimento revocato, ma la Provincia non è interessata alla continuità"
Maurizio Fugatti della Lega Nord, Giacomo Bezzi di Forza Italia, Manuela Bottamedi di Energie per l'Italia e Claudio Cia di Agire sollevano dubbi sui potenziali conflitti di interesse del curatore fallimentare Alberto Bombardelli: "Tanti incarichi e molti rapporti fiduciari con la politica" e la condotta della Giunta nella partita Tassullo Materiali

TASSULLO. La sentenza dell'11 aprile scorso della Corte di appello di Trento ha revocato il fallimento di Tassullo Materiali. Un verdetto che ribalta quanto dichiarato dalla sentenza del 21 luglio 2016 che invece aveva revocato l'ammissione al concordato preventivo. "Questa decisione - spiega Maurizio Fugatti della Lega Nord - dispone la prosecuzione della procedura concordataria. E' necessario sottolineare però che, fino a quando la sentenza non sarà definitiva, la procedura fallimentare continua".
Le aste, finora andate deserte, fissate quindi nei prossimi giorni si svolgeranno regolarmente: la vendita avviene a lotti con ribasso del 20% rispetto alla puntata precedente. "Il prezzo - aggiunge il segretario del carroccio trentino- si aggirerebbe intorno agli 11 milioni, una cifra decisamente troppo alta per la Covi Costruzioni che sembra puntare agli stabilimenti - mentre Melinda sembra disposta a mettere sul piatto 5 milioni di euro per il progetto ipogeo".
Un piano che vede la vendita degli asset, quando "la maggioranza in Provincia - dice Fugatti - dovrebbe favorire la continuità aziendale per tutelare i posti di lavoro e opponendosi, per quanto di sua competenza, allo 'spacchettamento' che si prefigura nella vendita all'asta della società".
Una prospettiva della vendita dei diversi rami già criticata a novembre scorso, in particolare per voce dei sindacati che chiedevano a gran voce "alle forze politiche trentine - affermavano - di evitare lo spezzatino e ogni possibile speculazione. La salvaguardia dei posti di lavoro e la prospettiva di continuità aziendale devono essere al primo posto".
Sul tema è intervenuto anche Lorenzo Dellai spiegando che le istituzioni devono farsi sentire per prendere in considerazione la salvaguardia 'organica' di questa realtà produttiva, anche alla luce della nascita della cooperativa Calce (Cooperativa Anaune Lavoratori Cementieri) costituita da un gruppo di dipendenti ed ex lavoratori del Gruppo Tassullo.
"Questo pensiero - ribatte Fugatti - si scontra con la politica attuale visto che il presidente Ugo Rossi proclamare un perentorio stop per 'opere con basse ricadute economiche locali' come 'le celle ipogee della Tassullo' e il ridimensionamento di altri progetti che 'appartengono ad epoche di bilancio in cui avevamo risorse abbondanti'. Il governatore non sembra quindi considerare l'importanza di questa realtà in termini di posti di lavoro e sembra favorevole al fallimento".
Nel mirino finisce anche il curatore fallimentare Alberto Bombardelli, che nel 2016 chiese la revoca del concordato e il conseguente fallimento: "Attualmente - spiega la Lega Nord - ricopre 51 incarichi, risulta presente in 48 imprese e in 30 casi è rappresentante, come per esempio presidente del collegio sindacale di Interbrennero, sindaco supplente in Ft Energia, sindaco supplente di La Finanziaria Trentina, liquidatore dell'Associazione Trento Rise in liquidazione, sindaco in Interporto servizi. Tutte nomine avvenute durante la presente legislatura".
Interbrennero è una società partecipata al 63% dalla Provincia e al 10,56% dalla Regione Trentino Alto Adige, FT Energia è partecipata invece al 59% de La Finanziaria Trentina, 'che vedrebbe tra gli azionisti - osserva Fugatti - la Covi Costruzioni, l'azienda che sarebbe interessata all'acquisizione degli stabilimenti di Tassullo", mentre Interporto servizi è partecipata al 45,2% da La Finanziaria Trentina e al 54,8% da Interbrennero.
"Tanti incarichi - commenta Claudio Cia di Agire - che dimostrano le capacità tecniche e professionali di Bombardelli, ma anche rapporti 'fiduciari' con la Giunta provinciale. Questi passaggi potrebbero configurare un possibile conflitto d'interessi. La nomina del liquidatore è competenza dell'Autorità giudiziaria, ma le pressioni tra pubblico e privato potrebbero essere molte".
Maurizio Fugatti, Giacomo Bezzi di Forza Italia, Manuela Bottamedi di Energie per l'Italia e Claudio Cia accendono i riflettori anche sulla consulenza affidata a Deloitte per la perizia tecnica: "E' curioso - concludono - se non inopportuno che chi è liquidatore di Trento Rise affidi questo incarico a Deloitte, senza dimenticare che l'operazione delle celle ipogee è la società Cae che vede come azionisti La Finanziaria Trentina, Isa e Tassullo Materiali. Il potenziale conflitto d'interessi si alimenta ulteriormente"











