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Trasporti, il Tar respinge il ricorso del Cta: dovrà pagare 1 milione e 675 mila euro per l'"impresentabile" in lista

Nella domanda di partecipazione alla gara da 83,5 milioni di euro per gli scuolabus il Consorzio non aveva denunciato che una ditta aveva dei precedenti penali. L'Apac aveva scoperto la cosa e l'appalto era saltato. Ieri è stato respinto il ricorso del Cta che chiedeva di non pagare la cauzione

Di Luca Pianesi - 05 novembre 2016 - 19:03

TRENTO. Alla fine è arrivato anche il rigetto da parte del Tar e ora al Cta (Consorzio trentino autonoleggiatori) non resta che pagare (salvo ulteriori ricorsi magari al Consiglio di Stato). Pagare, per la precisione, 1 milione e 675 mila euro, l'equivalente del 2% dell'importo a base di gara che era di 83,7 milioni di euro. Una gara cruciale per il sistema dei trasporti trentino: quella per la gestione del servizio scuolabus per tutta la provincia (un servizio capillare e cruciale che ogni giorno porta a lezione la bellezza di 14.000 studenti) dal 2016 al 2020. Una gara, bandita dalla Provincia, alla quale aveva preso parte solo il Cta che però è riuscito a presentare tra i suo consorziati una ditta gestita da un autonoleggiatore con precedenti penali.

 

Precedenti non dichiarati nella documentazione allegata alla domanda di partecipazione e allora ecco intervenire l'Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti (Apac) che ha scoperto la cosa. E la legge a riguardo parla chiaro così come la Gazzetta ufficiale della Repubblica: «Ciascun operatore economico partecipante ha l’onere di dichiarare tutte le situazioni e/o circostanze potenzialmente rilevanti ai fini del possesso dei requisiti di ordine generale espressamente previsti dalla norma». E tra i requisiti "essenziali", al punto da poter condurre anche all'esclusione del concorrente dalla gara, c'è anche quello di specificare eventuali condanne da parte dei soggetti responsabili dell’impresa. 

 

E il Dolomiti aveva anche chiesto un parere al riguardo al presidente dell''Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone che ci aveva detto: "Le regole esistono e devono essere rispettate. In questo caso, poi, non ci sono discorsi che tengano. Stiamo parlando di un consorzio e tra le funzioni dei consorzi c'è anche quella di vigilare sui suoi consorziati. Altrimenti che ci stanno a fare le figure dirigenziali e amministrative in questi enti? E' una delle ragion d'essere del consorziarsi quindi non c'è dimenticanza che tenga". Il Cta, infatti, è un grande consorzio che racchiude oltre 130 ditte di trasporto locali. Spetterebbe quindi a presidente, direttore e cda controllare che la "galassia" di autonoleggiatori sia in regola e si comporti in maniera specchiata. Quindi, come recitava nientemeno che Cantone, le responsabilità, se salta un appalto da 83,7 milioni di euro vitale per tutto il comparto degli autonoleggiatori trentini, per una "dimenticanza" ci sono e sono ben chiare.

 

La prima conseguenza ora è quella che ci sarà da pagare alla Provincia 1 milione e 675 mila euro. A tanto ammontava il deposito cauzionale da versare a titolo di garanzia della propria domanda di partecipazione alla gara d'appalto. Poi ci sarà il problema, il prossimo anno, eventuale, di dover andare a chiedere una nuova fideiussione alle banche per poter partecipare alla nuova gara d'appalto che la Provincia bandirà per settembre 2017. Bruciati, così, 1 milione e 675 mila euro, infatti, potrebbe non essere una passeggiata ottenerne altrettanti per una nuova cauzione.

 

 "Il servizio quest'anno lo abbiamo dovuto affidare al Cta con procedura negoziata - ci ha detto Roberto Andreatta dirigente del servizio trasporti della Provincia - era l'unico modo dopo che l'appalto era saltato per le ragioni dette. Ora dovremo strutturare un nuovo bando. Dobbiamo ancora vedere il contenuto della sentenza del Tar ma il respingimento del ricorso del Cta fa presumere il fatto che il tribunale abbia salvato il provvedimento dell'Apac e quindi ci dovrà essere il pagamento della cauzione".  

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